martedì, 14 luglio 2020

Articoli

Chi controlla gli impianti antincendio e chi controlla i controllori?

03/06/2020

di Antonino Panìco - Ingegnere esperto in materia di prevenzione incendi, di impianti di estinzione e di ingegneria della sicurezza antincendio. Formatore Ethos Academy

Gli impianti di protezione attiva, di rivelazione incendi - compresi quelli di segnalazione manuale allarme incendi, nonché quelli di diffusione sonora, ovviamente, rivestono un ruolo fondamentale e imprescindibile nella strategia alla lotta all’incendio (da definizione: combinazione delle misure antincendio finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza antincendio). Il loro fallimento porterebbe effetti devastanti perché farebbe crollare completamente ogni sorta di piano operativo.

Si pensi alla mancata rivelazione di un incendio banalmente per un sensore non funzionante o magari disattivato dalla centrale per un intervento di manutenzione. O si pensi ad un impianto di spegnimento automatico in disservizio magari perché la stazione di pompaggio è priva di carburante nel serbatoio del motore delle pompe o perché la batteria per l’accensione è scarica. O ancora ad una rete idranti non funzionante perché chiusa alla fonte per evitare che il gelo dell’inverno possa provocare la rottura delle tubazioni. E ancora: ausili mancanti perché derubati o vandalizzati; centrali con gruppi di spinta antincendio allagate; batterie tampone di impianti di evacuazione fumo e calore scariche: tutte cose accadute e viste personalmente. E si potrebbe andare ancora avanti.

Attività soggette a controllo 

Per quanto riguarda le attività che sono soggette al controllo di prevenzione incendi, e quindi là dove il livello di attenzione è maggiore, il fido CO.P.I. ha pensato a tutto questo e traduce la necessità di operare in modo che tutto questo non possa verificarsi con la G.S.A., ossia la gestione della sicurezza antincendio (misura finalizzata alla gestione di un’attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l’adozione di un’organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure, ndR). 

Manutenzioni e controlli

Ma nei luoghi di lavoro dove la procedura tecnico-amministrativa di prevenzione incendi non è necessaria, e conseguentemente la maglia dei controlli è più lassa, diventa necessario che venga fatta pressione. Traducendo: appare chiara l’importanza di un’attenta manutenzione e di attenti controlli agli impianti antincendio e di altrettanta accuratezza nella gestione della sicurezza antincendio. Non a caso il ministero dell’interno sta lavorando su queste questioni al fine di definire ruoli, competenze e abilitazioni di chi forma e, conseguentemente di chi viene formato, in attuazione all’articolo 46 del D.LGS 81/08.

Rendere cogente l’ovvio?

Aziende di manutenzione e titolari delle attività saranno più consapevoli e preparate alla lotta all’incendio. Quello che emerge dalle bozze, e che ci si aspetta dai decreti ministeriali attuativi, sono considerazioni che a modestissimo avviso dello scrivente non avevano in realtà bisogno di essere legiferate, ma che dovrebbero già appartenere alla cultura della sicurezza - ma si sa: niente cogenza, niente cultura. Mi riferisco a precisazioni del tipo che i controlli vanno eseguiti secondo la regola dell’arte, in accordo con le norme tecniche specifiche e “addirittura” (sic!) in accordo con il manuale d’uso dell’impianto... E la “rivoluzione vera” starebbe nel fatto che su questi impianti possano intervenire solo operatori qualificati...direi una svolta epocale (!) 

Chi controlla cosa e come

Perdonate il sarcasmo: quello che conta è ovviamente che verranno stabiliti i requisiti di questi operatori qualificati e quali saranno le modalità di qualificazione, unitamente ai percorsi formativi di base e di aggiornamento continuo ai quali essi dovranno essere sottoposti. E ovviamente verranno definiti i requisiti necessari per i docenti.

Luoghi di lavoro

Per la gestione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, la direzione è quella di stabilire che il datore di lavoro predisponga un piano di emergenza e che nella sua predisposizione preveda un’adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell’allarme attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, vibratori, anelli d’induzione) e messaggi da altoparlanti. Altra direzione è quella di obbligare all’aggiornamento periodico degli addetti antincendio. Ultima cosa importante è la considerazione della sicurezza antincendi dei cantieri temporanei mobili. Una buona notizia in sostanza per la sicurezza antincendio, i cui impianti e le cui strategie non saranno solo il salvacondotto per ottenere il titolo autorizzativo, ma saranno a tutti gli effetti delle misure di sicurezza funzionanti.



Tutti gli articoli