mercoled√¨, 27 maggio 2020

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Deep Learning + GDO = Smart Retail

31/03/2020

di Alberto Patella - Key Account Geovision GVision Italia

Il termine “Deep Learning” è oggi sulla bocca di tutti. Ma cos’è questa tecnologia, e come può aiutarci nella vita quotidiana? Partiamo dagli albori, e precisamente dal 1957, quando il deep learning vide la luce. Si scoprì infatti in quell’anno che attraverso algoritmi matematici si poteva istruire un sistema in modo che potesse dare soluzioni a problemi semplici. Dopo una prima fase entusiastica, nella quale fiorirono le basi della cibernetica, gli studi vennero progressivamente abbandonati, visto che l’addestramento degli algoritmi richiedeva risorse di calcolo enormi, inoltre la tecnologia si era dimostrata inefficace per comprendere compiti complessi. Fu pertanto considerata una tecnologia morta. 

Una possibile soluzione poteva essere quella di emulare il cervello umano, dove diversi processi vengono eseguiti simultaneamente a vari livelli. Purtroppo le risorse computazionali per far “girare” un algoritmo su più livelli non erano disponibili. Dal 2000 in poi invece si è cominciato a disporre di microprocessori capaci di supportare centinaia di processi contemporanei, tale da simulare i neuroni del cervello umano. Oggi un programma ad apprendimento neurale “Deep Learning” è in grado di digerire contemporaneamente e riciclare gli stessi dati fino ad arrivare ad una risposta soddisfacente. Ovviamente più progredisce l’industria dei microprocessori, più compiti complessi potranno essere risolti dalle macchine.

Deep Learning oggi

Oggi siamo circondati da macchine che adottano questa tecnologia di autoapprendimento: si va dalla scoperta di galassie o particelle subatomiche, fino alla guida autonoma delle auto. Nel mondo della sicurezza si adottano queste tecnologie di apprendimento per riconoscere gli oggetti inquadrati, la loro direzione, il loro colore e addirittura per identificare e riconoscere i volti delle persone. Nel mondo del commercio online, le abitudini dei clienti vengono profilate dai famosi “cookie”, cioè informazioni sulle nostre preferenze che vengono memorizzate. Se stiamo cercando on line una lavatrice, molte pubblicità successive ci proporranno lavatrici e simili elettrodomestici. Ma come fare per chi invece detiene una catena di supermercati? Come fare ad identificare le abitudini del cliente?

Profilare vuol dire vendere

E’ qui che viene in aiuto il “Deep Learning”. Attraverso le inquadrature provenienti dalle telecamere di sicurezza, o telecamere appositamente installate per questo tipo di analisi, è possibile contare quanti uomini o quante donne sono presenti nella superficie commerciale. Non solo. E’ possibile identificare l’età dei clienti e pilotare i messaggi pubblicitari in diffusione sonora. Oppure si può inviare dei filmati pubblicitari sui monitor nella zona del supermercato dove c’è maggiore densità di un determinato tipo di clientela. Ad esempio è possibile inviare un messaggio pubblicitario in diffusione audio di rasoi da barba, se la quantità di uomini con età superiore a 20 anni è superiore del 70%. Possiamo anche definire i percorsi preferiti dai clienti, così da identificare dove è meglio posizionare le offerte promozionali. 

Informazioni utili

Tutti questi dati, incrociati con le preferenze che noi (talvolta inconsapevolmente) diamo all’esercente attraverso le “tessere fedeltà”, offrono un profilo alla GDO dell’efficacia o meno di quel punto vendita rispetto alla densità di popolazione della zona e rispetto a diversi periodi temporali. Questi dati non saranno solo utili al punto commerciale, ma saranno utili anche al cliente. Infatti potranno essere attuate promozioni mirate verso quel cliente o quella famiglia che disporrà delle caratteristiche utili e  necessarie per poterne usufruire.

Senza passare dalla cassa

Oppure sarà possibile fare la spesa in modo sempre più veloce e senza passare dalla cassa, come stanno sperimentando i supermercati di Amazon, dove i clienti monitorati da centinaia di telecamere possono fare acquisti identificandosi all’ingresso e uscendo una volta conclusa la spesa, facendosi semplicemente addebitare il conto sulla carta di credito. Anche in Italia si stanno facendo sperimentazioni di questo tipo tramite aziende specializzate nello Smart Retail, la nuova frontiera della GDO.


maggiori informazioni su:
www.gvision.it



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