venerdì, 10 luglio 2020

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Dite la vostra - Bus, metro, treni: sicurezza in movimento

18/03/2020

della Redazione

Il mondo dei trasporti pubblici, e non è solo un modo di dire, è in continuo movimento, perché le città, piccole come grandi, puntano proprio su questo settore per ridurre i più comuni problemi legati al traffico e all’inquinamento. Per ciò che poi riguarda il mercato verticale di bus urbani e metropolitane, gli amministratori pubblici hanno, o dovrebbero avere, nella loro agenda proprio come priorità l’ottimizzazione del servizio, salvaguardando le rotte e la qualità. Anche la sicurezza è un problema molto sentito, ma la tecnologia ha fatto passi da gigante, introducendo sistemi che potrebbero consentire quel “salto di qualità” che porterà a un sistema di trasporti pubblici cittadino non solo “smart”, ma, finalmente, sicuro.

Il primo “must” è l’analitica intelligente, che aiuta a identificare movimenti o comportamenti sospetti e quindi a prevenire la criminalità. Ad esempio, i video che mostrano un bagaglio abbandonato alla fermata del bus, oppure una persona che si aggira lungo i binari della metro, consentono di affrontare la situazione prima che degeneri e diventi pericolosa. Ma non solo: per il trasporto di superficie, l’analitica consente di verificare in tempo reale la congestione stradale e, quindi, di avvisare gli utenti se un autobus ha ritardo e di quale entità e, nei casi più gravi, anche di consigliare eventuali mezzi alternativi. 

Approccio multimodale 

Al giorno d’oggi cittadini e turisti per spostarsi utilizzano un “approccio multimodale”: si sfruttano, cioè, in combinazione, autobus, treni, metropolitane, ma anche parcheggi di interscambio e perfino stazioni di biciclette. L’analisi dei dati combinata aiuta non solo gli utenti, ma anche i gestori dei trasporti pubblici ad avere un quadro chiaro e in tempo reale del panorama del traffico cittadino. Da ciò si deduce che è indispensabile una piattaforma di gestione comune, in modo che tutti i dati dei sensori e delle videocamere vengano controllati nello stesso tempo e modo.

Traffic Information and Control Centre 

In molte città esiste già il cosiddetto TICC (Traffic Information and Control Centre), responsabile della progettazione, installazione, controllo e manutenzione dei segnali stradali e dei passaggi pedonali e del monitoraggio del traffico sulle strade urbane e autostradali attraverso una rete di telecamere, in modo da poter fornire tutte le informazioni sul traffico e di viaggio. Se il mezzo trasmissivo utilizzato, come avviene nelle applicazioni più evolute, è la fibra ottica, magari già esistente nella rete cittadina, l’integrazione avviene in modo rapido e sicuro, grazie ai più avanzati algoritmi di protezione.

Il rischio rete

Infatti, uno dei maggiori problemi per ciò che riguarda questi sistemi di videosorveglianza non sono tanto le telecamere, ma proprio le reti, che devono supportare un numero elevato di dispositivi e distribuire in modo efficiente i flussi video, spesso molto pesanti, a più stazioni di monitoraggio e postazioni di archiviazione.E’ per questo motivo che serve una rete affidabile, resiliente, con una qualità del servizio avanzata e sempre sicura, che possa magari anche dare la priorità al traffico in base alla sua importanza. Le soluzioni possono essere cablate o wireless: la condizione indispensabile è che siano sempre standardizzate, come succede, per citare un solo caso, con la tecnologia LTE, quella che alimenta le reti cellulari di tutto il mondo e che viene però pure impiegata nel settore dei trasporti, grazie alle pratiche per la cybersicurezza che, come in molte altre soluzioni, ormai si riescono ad attuare. 

Speed gates

Per ciò che invece riguarda proprio i dispositivi in campo, una vera e propria killer application che riguarda, in particolare, le metropolitane, è rappresentata dai cosiddetti “speed gates”, quelle alette automatiche che si aprono e si chiudono rapidamente consentendo il passaggio delle persone e il controllo dei titoli di viaggio. Questo segmento di mercato, secondo studi recenti, dovrebbe crescere ben del 7% nei prossimi 5 anni. A trainare le vendite, proprio l’esigenza di dotare di speed gate il settore ferroviario metropolitano, ad esempio in Cina e in India, dove in numerose città stanno aumentando le linee sotterranee, per decongestionare il traffico di superficie. Insomma, i bus e le metro delle nostre città del futuro potrebbero essere davvero sempre più sicuri e performanti. Basta, come al solito, puntare sulla tecnologia e sull’integrazione. 

Barbara Farulli, CEO Crisma Security 

“Installare pochi sensori, ma estremamente evoluti. Il mercato italiano del trasporto, nell’ambito della sicurezza, negli ultimi mesi ha registrato un’evoluzione. Si denota una forte attenzione sui temi della sicurezza negli aeroporti, nelle stazioni e nelle autostrade. Il motivo è dovuto prevalentemente all’allerta su possibili attacchi terroristici ed alla prevenzione degli incidenti stradali. Questo mercato predilige applicazioni di sensori di alta tecnologia, affidabili e che coprano aree ampie e lunghi tratti di strada e che non siano soggetti a falsi allarmi. Un impulso al mercato potrebbe venire dal poter installare pochi sensori in campo, ma estremamente evoluti, con l’ausilio di droni in volo automatico”.

Paolo Azzani, Senior Business Solutions Consultant Dallmeier Italia 

“Occorrono investimenti multimodali. Per garantire un elevato livello di sicurezza nel mondo dei trasporti, così frammentato e poco coordinato, occorre porre l’attenzione verso i fruitori al fine di proteggere i diritti dei passeggeri, siano essi utenti di tipo stradale, marittimo, ferroviario o aereo. Occorre predisporre investimenti multimodali che garantiscano liberalizzazione e trasparenza dei servizi, tra cui l’interoperabilità e l’interconnessione. Occorre creare sinergie che consentano la fruizione di una rete dati estesa, capillare e veloce abbattendo il rischio di carenza di capacità operativa di cui oggi soffriamo, il tutto ovviamente con un occhio di riguardo verso la cyber security e la data protection”. 

Andrea Giacobazzi, Direzione Tecnica ETER Biometrics Technologies 

“Serve più chiarezza in tema privacy. Le esigenze di protezione di asset e beni sono molto sentite da sempre nel settore dei trasporti, sia per il controllo accessi, dove end user di grande livello stanno valutando soluzioni biometriche, sia per la videosorveglianza. Tra le applicazioni privilegiate si annovera il controllo accessi ad aree riservate: nelle strutture molto grandi e operative H24, è fondamentale controllare i flussi affinché solo gli autorizzati possano accedere ad esempio ad aree sensibili con merci di valore facilmente prelevabili o ad aree doganali. Servirebbe però più chiarezza ed una semplificazione del tema “privacy”, ma anche una tecnologia affidabile per la localizzazione indoor delle persone (Bluetooth, RFID), già richiesta da alcune committenze”.

Alberto Patella, Key Account Geovision Gvision Italia  

“Si cerca una TVCC sempre più intelligente. Il mercato in generale riflette il nostro attuale spirito: l’entusiasmo legato a nuovi progetti ed iniziative è smorzato dalla mancanza di mezzi per realizzarli. Nel comparto sicurezza recepiamo slanci di positività, ai quali tuttavia non sempre corrisponde una concreta realizzazione progettuale. Occupandoci di soluzioni tailor made, che spaziano dalla videoanalisi applicata al Marketing della GDO fino al videocontrollo dei processi aziendali, rileviamo un forte impulso a rendere sempre più intelligente la TVCC tradizionale. Maggiore impulso al mercato non deriverebbe però da azioni normative o istituzionali: in un paese che fatica a trovare le risorse economiche, basterebbe che la PA rispettasse i termini di pagamento imposti dall’UE. Tutti i comparti, pubblici e privati, ne trarrebbero giovamento”.

Marco Pili, Sales Director Intelligent Transport Systems – Robotics Hikvision Italy 

“TVCC a bordo: mercato vivace ma complerro.  Il mobile è il segmento che mostra maggiore vivacità grazie agli incentivi messi in campo per rinnovare o svecchiare le flotte (l’età dei bus italiani supera la media europea, soprattutto al centro-sud). Si prevedono immatricolazioni di bus più moderni ed ecologici già dotati di videosorveglianza di bordo, finalizzata a prevenire e rilevare incidenti (interni o su strada) e a scopi assicurativi in caso di vandalismo, scippi, aggressioni. E’ un mercato complesso, che richiede profonde competenze in materia di privacy, severe certificazioni (automotive e railway) e un intenso knowhow per integrare la TVCC con la diagnostica di bordo e con le piattaforme esterne di monitoraggio”.

Gianluca Farina, Country Manager Channels and Solutions Spark Security 

“Serve una vision di interoperabilità. Siamo in una fase di stabilità ove spesso si preferisce la manutenzione ordinaria dei vecchi impianti rispetto ad un vero salto di qualità tecnologico. Tra le applicazioni più in voga, si annoverano i sistemi di controllo del perimetrale con videoverifica, alla quale si aggiunge oggi il face recognition del portuale e aeroportuale, e i sistemi di prevenzione e videocontrollo più “classici” per metro, bus e treni. Normative efficaci potrebbero dare nuovo impulso al mercato: le tecnologie sono tante ed efficaci, ma manca una vision di interoperabilità che permetta di mettere in campo soluzioni standard che in futuro possano comunicare tra loro. Basti pensare a quanto si parla di trasporto aereo/ferroviario combinato”.



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