giovedì, 20 febbraio 2020

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La certificazione come cogenza di mercato: incontro AIPS in Fiera SICUREZZA

24/01/2020

di Ilaria Garaffoni

L’impegno comune a stilare un protocollo d’intesa tra le associazioni di categoria che favorisca, divulghi e promuova la cultura della certificazione nell’impiantistica di sicurezza: questo il primo risultato incassato da AIPS, Associazione Installatori Professionali Sicurezza, all’incontro organizzato in Fiera SICUREZZA lo scorso 15 Novembre. 

Il tema della certificazione è del resto caldissimo, non tanto in termini temporali (sono passati due anni dall’avvio del progetto di qualificazione professionale promosso da AIPS), quanto per la reazione della committenza, che – e si auspica non restino casi isolati – comincia a pretendere la certificazione delle competenze sin da capitolato. 

Certificare la persona 

Per sgombrare il campo da equivoci: stiamo parlando di certificazione della persona, non del prodotto né della stessa azienda installatrice. Stiamo parlando cioè di un documento di parte terza ed indipendente che attesta che quello specifico installatore di sistemi e soluzioni di sicurezza conosce e rispetta le norme, opera secondo la regola dell’arte e con etica professionale. Una somma di competenze che permettono all’installatore di vendere in definitiva se stesso, più che un prodotto o un brand, e la propria reale capacità di trasferire sicurezza. Ciò che invero risulta essere la chiave fiduciaria essenziale per operare con successo in mondo ad altissimo tasso di competitività. 

E questa capacità, si badi bene, non si ottiene certificandosi solo in vista di una gara in cui è richiesta la certificazione e abbandonando il campo subito dopo, saltando aggiornamenti e mantenimento. La certificazione è una palestra che obbliga ad un allenamento continuo. Faticoso? Senza dubbio. Ma remunerativo, soprattutto se la domanda si muove nella direzione della qualità. 

Come rafforzare il processo?

Resta però un punto: per rafforzare il processo sarebbe necessaria una certificazione cogente (un traguardo nemmeno troppo irrealizzabile se molti paesi europei obbligano gli installatori di sicurezza all’acquisizione di un patentino). Ma attualmente viviamo in un regime di certificazione volontaria, per giunta basato su un allegato alla revisione nella norma CEI 79/3 (l’allegato K, nato peraltro su impulso di AIPS). Una norma UNI o una prassi di riferimento ad hoc sarebbero invece assai utili per ottenere l’accreditamento degli enti che erogano la certificazione (attualmente TUV Italia e IMQ) da parte di un ente come Accredia. La bella notizia è però che sta ad associazioni, enti ed università richiedere ad UNI che valuti di percorrere una strada di normazione. 

Una cogenza “di mercato”

Ma prima ancora di questo, ed oltre a questo, è essenziale che la certificazione diventi una “cogenza di mercato”, spinta e voluta dalla domanda e dagli operatori stessi. E questo obiettivo si potrà ottenere solo con il contributo di tutti, partendo dalle Associazioni che il 15 Novembre si sono impegnate a sottoscrivere un protocollo d’intesa (AIPS e ANIE Sicurezza hanno accettato in diretta, le altre associazioni verranno coinvolte in differita). Spiace solo che all’evento mancassero i responsabili delle principali stazioni appaltanti pubbliche e private: ce l’aspettavamo, ma spiace comunque. 

Hanno relazionato:

Tommaso Scaringella - Presidente AIPS

Antonio Avolio - Consigliere Nazionale AIPS

Maria Fernandez - Business Unit Manager certificazione del personale TÜV Italia 

Fabrizio Sisto - Business Unit Machinery,In-Service Inspections & Certification of Persons Sales Manager IMQ

È intervenuto dal pubblico Giulio Iucci, Presidente di ANIE Sicurezza


maggiori informazioni su:
www.aips.it



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