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La protezione perimetrale nel residenziale: procedure

22/11/2019

di Franz Xaver Bössl - Ingegnere elettronico e R&D Manager di PIDS Perimeter Protection 

Negli ultimi anni la domanda di protezioni esterne riguardanti il perimetro delle proprietà residenziali è cresciuta notevolmente. Questo tipo di protezione, normato nella sua realizzazione nella CEI79-3, nel passato era relegato ad infrastrutture di tipo militare ed industriale. Nei siti dove i beni da proteggere sono stoccati nei piazzali ed in aree esterne ben definite si è soliti prevedere una protezione perimetrale esterna, solitamente coadiuvata da un’ulteriore sensibilizzazione di tipo volumetrico. Nulla di nuovo sotto il sole: la norma CEI79-3 indica chiaramente come realizzare questo tipo di protezioni ed in che modo calcolarne il livello di prestazione. La stessa norma fa riferimento ad insediamenti di tipo industriale, estendendo la tipologia di protezione anche alle unità abitative isolate (ville).

Di recente l’interesse mostrato dal residenziale per le protezioni perimetrali ha imposto maggiore attenzione sulle peculiarità di questo mercato. L’interesse primario rimane quello di una rilevazione precoce dei tentativi di intrusione, possibilmente mentre gli intrusi che stanno tentando l’accesso sono ancora al di fuori della proprietà. Bisogna però distinguere le possibili contromisure che possono essere messe in campo fra le diverse tipologie di siti e non equiparare, da un punto di vista procedurale, gli ambienti industriali con i residenziali, per quanto le tipologie di protezione possano essere le medesime.

Industriale vs. residenziale

In ambito industriale spesso si dispone di guardianie fisse, in alcuni casi anche con personale armato; i beni oggetto dell’interesse degli intrusi possono essere di difficile asportazione per ingombri e peso, oppure ben custoditi all’interno di un locale di sicurezza in caso di materiale sensibile (ad esempio brevetti, privative, ricette ecc.) guadagnando anelli di difesa con consistenza fisica. A livello residenziale, invece, i siti dispongono raramente di una guardiania interna armata (per quanto inizi ad essere sempre più usuale) ed i beni da proteggere sono anzitutto gli inquilini e le persone che li abitano, che mal sopportano limitazioni sulla propria libertà di movimento all’interno dell’abitazione. Questo fa sì che l’ambiente interno debba presentare delle aree di sicurezza (safe room, panic room) che permettano un rifugio sicuro dal quale seguire ed attendere che le procedure di intervento abbiano luogo ed operino la bonifica del sito a seguito di un allarme.

Condizioni ambientali diverse

Un altro punto di distinzione fra i siti è inerente alle condizioni ambientali. In ambito industriale il contesto al contorno è in qualche modo “sterile”: grandi aree, contiguità fra aziende con recinzioni e muretti di confine, poco o per nulla frequentate da persone al di fuori degli orari di lavoro, e la possibilità per i siti più critici di avere doppie recinzioni anche con concertina antiscavalcamento. Al contrario le residenze sono solitamente immerse nel verde, con animali domestici liberi di muoversi, aree boschive, parchi o residenze limitrofe con recinzioni spesso basse e poco robuste (reti a maglia sciolta, siepi ecc.). Questa differenza espone il mercato residenziale ad una maggiore presenza di allarmi ambientali rispetto all’omologo industriale; allarmi che dovranno essere gestiti. Ecco che non è più sufficiente la sola indicazione di “allarme perimetrale”: i sistemi esterni debbono oggi fornire dettagli contestuali che permettano di validare il tentativo di intrusione corredandolo di informazioni in grado di verificare la natura dell’allarme; comprendere da quale punto del perimetro ha origine l’intrusione; conoscere quale tipologia di attacco è in essere (scavalcamento, taglio, sfondamento ecc.).

Non solo allarme: servono dettagli

Da questo risulta chiaro che un tentativo di intrusione su un kilometro di perimetro non può limitarsi a qualche relè che attivi una sirena: in quel modo non si otterrà infatti alcun risultato e si dovrà ricostruire l’evento a posteriori, rischiando di trovarsi l’intruso all’interno della proprietà. Per questo, soprattutto in ambito residenziale, è necessario conoscere con esattezza il punto di intrusione, corredato da immagini dettagliate dell’allarme. La conoscenza di questi particolari migliora infatti la capacità di reazione, permette di far fallire l’attacco e, non da ultimo, fornisce un’elevata sensazione di sicurezza all’interno dei propri ambienti. I dispositivi mobili che ci accompagnano in ogni fase della giornata sono lo strumento principe per ricevere questi dati, che possono essere visualizzati come immagini, frammenti video, planimetrie e dettagli dell’allarme. Questi strumenti e le APP collegate debbono premiare l’immediatezza dell’informazione anche a scapito della completezza: contestualmente nella sala operativa della Vigilanza il pop-up video dell’allarme, corredato della registrazione e di dettagli più specifici, consentirà di definire l’intervento in situ e di avviare le procedure del caso.

La versione integrale dell’articolo riporta tabelle, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato. 

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http://pids.it/index.htm



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