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Sicurezza in discoteca: si cambia musica?

06/09/2019

di Ilaria Garaffoni

“Dicembre 2018, concerto di Sfera Ebbasta alla Lanterna Azzurra di Corinaldo. Qualcuno spruzza dello spray al peperoncino. Il panico e il sovraffollamento del locale fanno cedere la balaustra posta sulla rampa d’emergenza. Muoiono 5 ragazzi e una giovane mamma per asfissia e schiacciamento.
Novembre 2015: concerto degli Eagles of Death Metal al Teatro Bataclan di Parigi. Un attacco terroristico rivendicato dall’ISIS arriverà a contare 90 vittime. La prima raffica viene scambiata per effetti scenografici e pirotecnici, permettendo agli attentatori di proseguire indisturbati.
E’ questa l’industria del divertimento dell’oggi?

Ovviamente si tratta di casi limite, ma che i luoghi di pubblico intrattenimento siano non di rado teatro di spaccio, vandalismi, furti, stupri è ormai un fatto assodato. Divertimento sano è quindi il leit motiv delle campagne informative e dello stesso piano d’azione e di contrasto messo in campo dal Viminale, di concerto con le principali Associazioni di categoria. Un piano che ha dato vita, nel 2016, al primo Protocollo di intesa e che oggi – crisi di Governo permettendo – è in fase di revisione e di aggiornamento.

Effetto Sfera

La tragedia di Corinaldo ha puntato i riflettori sulle misure di sicurezza, anche se i rischi dello spray urticante non erano una novità: almeno 5 episodi gravi in discoteca preannunciavano il disastro. E’ stata quindi avviata una campagna di controlli per accertare eventuali responsabilità o leggerezze dei gestori, con particolare focus sulla vendita di alcolici ai minori, sull’osservanza delle norme antincendio e sulla capienza dei locali e sul fenomeno droga (vendita e utilizzo). Quanto alle bombolette, che i metal detector non riescono a rilevare, si chiede una norma che ne limiti la distribuzione o l’inserimento di elementi in metallo. Resta il fatto che gli addetti alla security non possono perquisire né tanto meno vietare l’ingresso a nessuno: è una prerogativa delle Forze dell’Ordine.

Protocolli e Intese

L’Accordo Quadro nazionale del 2016, che individuava le buone prassi da adottare in caso di pericolo, emergenze o situazioni sospette nelle discoteche, ha dato vita ad un florilegio di protocolli tra gestori e Prefetture. Il 12 Luglio 2019 è stata siglata un’ Intesa programmatica tra Viminale e lSILB-FIPE, ASSO Intrattenimento e FIEPET Confesercenti. “Si tratta di un protocollo di indirizzo che impegna le parti ad ottemperare ad una serie di misure volte ad accrescere la sicurezza nei locali da ballo e di pubblico intrattenimento” - dichiara Maurizio Pasca, Presidente di SILB - Associazione degli imprenditori del ballo e dell’intrattenimento. “Sottoscriviamo diverse proposte: chiediamo però di avviare una severa campagna contro l’abusivismo. Parliamo di un mercato parallelo composto da stabilimenti balneari, bar, ristopub e ristobar privi di licenza, che vale un miliardo di euro l’anno, eguagliando di fatto il valore del mercato regolare”.

Abusivismo

Il fenomeno dell’abusivismo riguarda sia i locali, sia il personale addetto alla security e  – oltre ad avere un evidente impatto sulla corretta concorrenza - inficia seriamente la sicurezza degli avventori. Come è stato contrastato? “Solo con controlli a macchia di leopardo che non garantiscono la lotta alle irregolarità e all’abusivismo nemmeno dal punto di vista giuslavoristico.- dichiara Franco Cecconi, Presidente di AISS (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria). Una soluzione potrebbe essere uno sportello per le segnalazioni perché, nonostante le nostre indicazioni, nulla è stato fatto. Non dimentichiamo inoltre il pericoloso utilizzo di associazioni di volontariato, prive dei titoli di polizia e non formate, negli eventi pubblici”.

Tecnologie in uso

L’uso dei metal detector o delle telecamere è facoltà dei gestori, mentre l’alcoltest è obbligatorio da tempo. Il nuovo protocollo sollecita l’installazione, dentro ai locali e agli ingressi, di sistemi di videosorveglianza gestiti dai titolari tramite gli addetti ai servizi di controllo, oppure affidati agli istituti di vigilanza privata. Il protocollo stimola inoltre i gestori all’impiego unicamente di personale munito di patentino rilasciato dalla Prefettura e ipotizza una nuova figura professionale, adeguatamente formata, che faccia da intermediario tra il locale e le FFOO. E’ inoltre prevista l’affissione del regolamento dell’accesso e di permanenza all’interno dei locali.  “Tutte misure – commenta Pasca - importanti ma poco utili se permane il divieto di legge, per i gestori di locali aperti al pubblico, di allontanare i soggetti sgraditi, ancorché manifestamente alterati o recidivi”. Limite che il Ministro Salvini si è però preso l’impegno di superare, unitamente alla questione delle perquisizioni. 

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