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Building Automation:sicurezza comfort risparmio

10/05/2019

di Annalisa Coviello

I nostri edifici sono veramente “smart”? Forse ancora no, ma si avviano rapidamente a diventarli. Perché, se è vero che non c’è poi molto di nuovo sotto il sole dello smart building, è altrettanto vero che le tecnologie presenti sono ormai consolidate e, particolare non secondario, danno finalmente fiducia a tutti gli “attori” della catena: proprietari, progettisti, installatori, utilizzatori, che hanno capito che, grazie alla famosa intelligenza, non solo si riducono i costi di progettazione e di installazione, ma si riesce a rispondere alle esigenze di riduzione dei consumi, sicurezza e comfort.

Dal punto di vista tecnologico, parliamo, principalmente, di IoT e di cloud, non più solo nomi da presentare a fiere e convegni, ma, ormai, “soliti noti” e, in quanto tali, presenti nello “stato dell’arte” di qualsiasi sistema “intelligente” per edificio. 

L’IoT e la nuova dorsale orizzontale

Partiamo quindi dall’infrastruttura, la vera dorsale di ogni soluzione tecnologica di automazione per edificio. Se, un tempo, si progettava in verticale, oggi si preferisce un andamento orizzontale… e questo in perfetta sintonia con la rete di Internet, che è, per sua stessa natura, orizzontale.

I dispositivi diventano così degli endpoints IP, che possono comunicare con le piattaforme di supervisione e controllo e con tutte le altre soluzioni digitali. E’ un vero “IoT”, che permette al gestore dell’edificio di avere sempre sotto controllo, in tempo reale, tutti gli stati dei dispositivi e di sapere, ad esempio, quando si verifica un guasto. I dashboard che vengono prodotti, inoltre, generano dei dati che possono essere utilizzati continuamente per ottimizzare l’utilizzo dei sistemi, tipo l’illuminazione o l’HVAC. 

Se i dati sono sulle nuvole…

Il cloud gioca un ruolo fondamentale negli smart building. I dati veramente “big” che vengono raccolti dai sistemi di automazione possono, infatti, essere memorizzati sul cloud e da qui gestiti con funzioni evolute di analytics.  E il facility manager, tramite apposite soluzioni, riesce a vedere tutto semplicemente dal proprio smartphone, grazie alle APP, sempre più perfezionate, che “salgono” proprio sulla nuvola per “pescare” quello che realmente serve per la gestione dell’edificio.

I semiconduttori a risparmio energetico

Per controllare i sistemi di building automation, anche i semiconduttori ormai sono a risparmio energetico: proprio di recente un gruppo di progettisti dell’Università di San Diego, in California, ha sperimentato delle correnti a basso voltaggio (circa 10 volt) che riescono a incrementare la conduttività del sistema del 100% e di trasformare, così, delle semplici valvole in transistor digitali. 

Peraltro, l’utilizzo dell’elettronica a semiconduttori alimentati a bassa tensione aumenta di pari passo con il miglioramento della tecnologia. E sono già da tempo disponibili i trasformatori AC-DC per consentire di alimentare anche con l’alta tensione i controller a bassa tensione.

Anche la sicurezza diventa cyber

L’IoT, così come il cloud, espone di necessità lo smart building al rischio di attacchi informatici su più livelli. E’ per questo motivo che anche i sistemi di cybersicurezza, oggi, sono, per così dire, stratificati. Si parte proprio dalla progettazione del dispositivo stesso, che, essendo intelligente, deve anche essere messo in condizione di proteggersi. Poi, essendo connesso a una rete, la stessa connessione deve essere tutelata. Altro punto importante è dove i dati vengono conservati: i data center o, principalmente, il cloud, devono essere assolutamente sicuri. E, ultimo ma non certo secondario, lo stesso discorso si applica al software di gestione, dove transitano tutte le informazioni. 

Il BIM: dal PC alla realtà

In ambito smart building, non possiamo prescindere dal BIM, acronimo di Building Information Modeling. Si tratta di una specie di “strumento virtuale” in cui si inseriscono i disegni e i progetti, ma anche le schede e le caratteristiche dei dispositivi di automazione, con dati relativi perfino al loro ciclo di vita, che consentono di simulare sul PC un modello di edificio in cui si riesce a realizzare una completa integrazione tra tutti i sottosistemi esistenti. Dal virtuale al reale il passo dovrebbe essere breve, anche perché esistono già tantissimi oggetti BIM a disposizione dei professionisti e numerose “librerie” alle quali attingere.

La versione integrale dell’articolo riporta tabelle, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato. 

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