martedì, 23 luglio 2019

Articoli

La sicurezza degli accessi alle strutture di polizia

18/03/2019

di Sergio Bedessi - Presidente CEDUS - Centro Documentazione Sicurezza Urbana e Polizia Locale

Spesso chi si accinge a progettare un edificio che dovrà ospitare un organo di polizia (dello Stato o locale)  non si pone con la dovuta accortezza il problema della sicurezza, con particolare riferimento agli accessi degli edifici che non vengono presidiati permanentemente (24 ore su 24, 365 giorni all’anno). Vi sono in tal senso alcuni elementi chiave che devono essere tenuti in considerazione.

Innanzitutto la dislocazione dell’edificio; in questo senso si deve prestare attenzione a:

• contesto specifico nel quale l’edificio e le pertinenze dello stesso si vanno ad inserire;

• efficace area di standoff, nella quale deve essere installata una barriera di controllo ad una distanza conveniente per evitare attacchi condotti con mezzi mobili;

• punto di accesso all’edificio e alle aree di parcheggio interne (a debita distanza rispetto all’edificio stesso);

• coerente “incapsulamento” dell’edificio rispetto alla rete degli impianti tecnologici, con particolare riferimento a quelli che garantiscono la sicurezza e le comunicazioni;

• creazione di percorsi di accesso esterno controllati e differenziati.

Misure di sicurezza specifiche

Vanno poi previste misure di sicurezza specifiche che riguardano gli elementi architettonici che possono mettere a rischio la sicurezza dell’edificio, che sono:

• elementi fisici di accesso e di comunicazione con l’esterno (porte carrabili, porte, finestre, vani tecnici);

• percorsi interni di accesso al pubblico, che devono essere accuratamente progettati con riferimento alle funzioni interne dell’edificio e alle aree dove il pubblico non può accedere.

Gli accessi non utilizzati in modo continuo (esempio: uscite di sicurezza) dovranno essere allarmati, così da rilevare immediatamente se l’accesso viene forzato oppure rimane aperto disavvedutamente, oltre che essere in grado di resistere fisicamente a possibili effrazioni. Gli infissi dovranno essere messi in sicurezza tramite l’installazione di vetri blindati, cosa che comporterà la necessità di un impianto di condizionamento, installando grate di sicurezza al momento che gli spazi liberi dalle murature fossero maggiori delle dimensioni di 25 cm x 25 cm. L’accesso al pubblico, quando chiuso, dovrà rispondere ad analoghe caratteristiche di sicurezza e, quando aperto, organizzato con un sistema di controllo sotto vari profili: identità, motivo dell’accesso, possesso di armi e strumenti atti ad offendere, registrazione.

Accessi differenziati

Vi sarà poi la necessità di prevedere accessi differenziati per le zone interne dell’edificio (esempio: l’armeria avrà una sicurezza interna di livello superiore rispetto ad un ufficio), da garantirsi mediante percorsi obbligati, accessi alle porte controllati da serrature elettroniche, videosorveglianza, allarme al momento che venisse rilevata una violazione del protocollo d’accesso. I dispositivi elettronici che possono garantire tutto questo sono:

• telecamere di videosorveglianza, di tipo bullet all’interno dell’edificio, visto che le aree da coprire sono limitate, bullet e dome per l’esterno, così da avere un quadro generale della situazione ma da potere, all’evenienza, avere un occhio specifico su determinati punti o situazioni;

• software di motion detection su determinate telecamere, in particolare per quelle a presidio di dove normalmente il pubblico non deve entrare, adeguatamente programmato;

• serrature elettroniche (con badge o con codice o, meglio, con ambedue i sistemi, o con sistemi ancor più sofisticati – lettore di impronta digitale, lettore dell’iride, ecc.) con accesso differenziato in funzione della qualifica;

• allarme su tutte le uscite di sicurezza.

Control room

Da notare che la control room dovrà essere unica, nella sala operativa dell’organo di polizia, anche se potrà avere punti di controllo ripetuti dove ve ne sia la necessità. In definitiva si tratta di fare in modo che le misure di sicurezza fisiche siano adeguatamente integrate da sistemi tecnologici, prima di tutto un sistema di videosorveglianza, capaci di inibire accessi non autorizzati e, al momento che questi avessero luogo, di poter gestire la situazione nell’immediatezza, infine con la possibilità di ricostruire, a posteriori, quanto accaduto.

Riferimenti bibliografici

• Queensland Government, Office of the Queensland Government Architect, Design Guidelines for Government Buildings, 2010

• Home Office (Ministero dell’Interno Regno Unito), Better police buildings

• Home Office (Ministero dell’Interno Regno Unito), Police buildings design guide, 2007

• Guidelines/Norms for Modern Police Station Building – 2016 –

http://www.bprd.nic.in/WriteReadData/News/Revised%20Standards%202016.pdf

• Government of India, India Police, Bureau of Police Research & Development, Revision of standards for modern police station buildings,

http://bprd.nic.in/WriteReadData/Bannerpdf/Revised%20Standards%202016.pdf



pagina precedente
Check APP per la videosorveglianza

Calendario Corsi 2019

Videsorveglianza Urbana Integrata

Ethos Academy

  • Brugherio (MB)
    martedì 10 settembre

Videosorveglianza e Privacy

Spark

  • Padova
    mercoledì 25 settembre
  • Torino
    Giovedì 10 ottobre
  • Roma
    Giovedì 17 ottobre

Pillole formative

Ethos Academy propone corsi propedeutici che portano alla certificazione degli operatori
Scopri la programmazione »

Rimani aggiornato sulle nuove normative