sabato, 23 marzo 2019

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Intelligenza Artificiale: il trend dei trend

06/03/2019

della Redazione

Non è mai una buona idea immettere sul mercato dei prodotti ancora in fase di beta test. L’abbiamo visto con l’analisi video degli esordi, che tanta diffidenza ha creato su mercato e utenza, e anche con alcune soluzioni di riconoscimento facciale a base AI ancora non del tutto pronte al test del mercato. Ma oggi tutto è in evoluzione: nuovi chip combinati con i software per l’analisi video intelligente permettono infatti di lavorare su un’immensità di dati. E sarà proprio questo potenziale computazionale a portare nuovo impulso al comparto della videosorveglianza. Parola di Memoori.

Nell’analisi “Il mercato globale della videoanalisi ad intelligenza artificiale dal 2018 al 2023”, l’istituto di ricerca Memoori richiama i progressi avvenuti nell’architettura dei semiconduttori, che permettono oggi di abilitare un’elaborazione molto più veloce, quindi di rafforzare e di velocizzare gli algoritmi di deep learning e di machine learning nell’elaborare una mole di informazioni impressionante. I produttori di chip, in genere non colossi ma piccole aziende, hanno in sostanza realizzato che nuove architetture possono offrire prestazioni migliori per le applicazioni di AI. Pochissimo dopo, i grandi investitori (Memoori conta almeno 128 realtà) hanno scommesso su questa tecnologia con finanziamenti miliardari. 

Da smart a pensante

I sistemi di videosorveglianza generano già oggi enormi quantità di dati che tuttavia – ahinoi - non possono essere utilizzati appieno. Le videocamere forniscono infatti il 60% dell’input di dati: il potenziale di conversione di questi dati, da “stupidi” a fruibili, è quindi immenso. Non a caso nel 2018 si è consolidata la convinzione che l’analisi video possa andare ben oltre la tecnologia convenzionale, arrivando non più a fornire soluzioni solo “intelligenti” di videosorveglianza, ma a far pensare ed evolvere la tecnologia stessa. Tenendo a mente questo potenziale, per Memoori la domanda di AI coinvolgerà non solo i nuovi progetti, ma anche il retrofit dei sistemi di videosorveglianza. Ed ipotizza (legittimamente) che, per commercializzare queste nuove soluzioni, occorrerà uscire dagli schemi tradizionali di distribuzione e installazione/integrazione. Quali nuovi paradigmi dovranno essere messi in campo, però, è tutto da immaginare. 

Il mercato mondiale dell’analisi video AI

Il mercato dell’analisi video a matrice AI è ancora in fase germinale: non ci sono quindi numeri attendibili per generare una stima di valore. Per approssimazione, Memoori si basa sulle vendite globali di soluzioni di videoanalisi a base AI nel 2017 (compresi i prodotti in fase di beta test), che valevano circa 115 milioni di dollari (su un mercato dell’analisi video “tradizionale” di 250 milioni): una percentuale irrisoria nel mercato mondiale della videosorveglianza, stimato 15,9 miliardi. Tuttavia, Memoori ipotizza che questa nicchia possa conquistare il 13% del valore del mercato entro il 2022 (solo tre anni!). Secondo Memoori la richiesta di video analisi a base AI crescerà ad un impressionante CAGR del 90% nei prossimi cinque anni fino a toccare quota 3,1 miliardi di dollari nel 2022 e da lì crescere ancora per almeno due decenni. 

A patto che...

Queste ambiziose previsioni esigono ovviamente una forte accelerazione delle applicazioni AI per il settore security ed è imperativo che i software non tradiscano le aspettative dell’utenza finale, contraendo la domanda. Insomma: è essenziale che l’AI funzioni. E ci vorrà del tempo perché la tecnologia possa definirsi davvero infallibile. Secondo IHS Markit le applicazioni ad intelligenza artificiale nel settore della security fisica sono ancora ridotte proprio per le limitazioni tecnologiche: siamo ben lontani dal parlare di sistemi di sicurezza così intelligenti da prendere in autonomia delle decisioni. Ed è questo che invero chiede l’utenza: non solo di facilitare il lavoro degli addetti ai monitor, ma di sostituirlo con delle automazioni meno fallaci della mente umana.

L’intelligenza, un’arma a doppio taglio 

Aerei, treni e auto che si guidano da soli, voci chiamate Siri, Cortana o Alexa che ci assistono nelle faccende quotidiane: sono tecnologie che fanno ormai parte del nostro quotidiano. E sono applicazioni di intelligenza artificiale. Lo sapevate? Le imprese se ne sono accorte da tempo, introducendo tecnologie ad intelligenza artificiale nei processi aziendali per ottimizzare e rendere più produttivo il business (la famosa Industria 4.0), ma secondo Accenture il bello deve ancora venire. Sarà infatti il 2020 l’anno del boom, quando le imprese toccheranno con mano concreti vantaggi in diversi campi: dal marketing al predictive analytics, dal recruiting alla Robotic Process Automation. Ma c’è sempre un rovescio della medaglia – ed è particolarmente pericoloso in un comparto industriale che produce sicurezza come il nostro. Si chiama cyber security. 

Secondo un’indagine Cylance, il 62% dei professionisti americani che si occupano di cybersecurity aziendale teme infatti che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per sferrare nuovi e sempre più sofisticati attacchi informatici. 

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