giovedì, 25 aprile 2019

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Smart Home: semplicità alla portata di tutti

21/01/2019

della Redazione

Già da diversi anni si discute di domotica e di come “in tempi brevi” le nostre case sarebbero dovute diventare intelligenti, capaci di soddisfare i nostri bisogni con un tocco e di gestire automaticamente ogni nostra necessità. Se guardiamo indietro, è facile scoprire che i primi esperimenti di casa domotica risalgono agli albori della terza rivoluzione industriale: i “diversi anni” di cui parliamo sopra si traducono quindi in una decina di lustri (decisamente troppi), per cui è doveroso chiedersi perché tante nuove installazioni ancora oggi siano sviluppate in modo tradizionale.

Grande attenzione alle user experience e diffusione massiva dei dispositivi mobili hanno rivoluzionato un mercato che per molti anni è parso statico. Il ruolo delle app è dunque cruciale.

Risponde Stefania Corradetti, UX Designer Ksenia Security

La progettazione dell’app deve essere basata su principi di massima semplificazione d’uso per l’utente finale: intuitività è dunque la parola chiave per una diffusione sempre più ampia della smart home. Se per poter utilizzare un dispositivo occorre prima leggere un manuale tecnico o guardare un video tutorial, è facile ipotizzare che quel dispositivo non avrà successo sul mercato. Per controllare una Smart Home serve quindi un’app mobile con una user experience simile su un touch-screen locale: icone semplici ed intuitive, grafica e comandi facilmente personalizzabili, organizzazione con elenchi logici, mediante raggruppamenti con ambienti o stanze, fino magari a delle mappe grafiche. Un’app con queste caratteristiche rende la Smart Home fruibile in tutte le sue funzionalità anche per gli utenti meno avvezzi all’utilizzo di dispositivi mobili, superando le difficoltà che ne ostacolavano in precedenza la diffusione verso alcune categorie di utenti (es. anziani e soggetti refrattari alle tecnologie).

Con la domotica si cercano soluzioni a 360° per migliorare la qualità della vita e la sicurezza, per semplificare la progettazione, l’installazione, la manutenzione e l’utilizzo della tecnologia, per ridurre i costi di gestione. Si è sempre cercato, inoltre, di tenere il passo con l’avanzamento tecnologico ed ovviamente tutto ciò si è scontrato per decenni con i costi elevati di dispositivi e, se vogliamo, con una tecnologia mai matura che ha lasciato tutto ciò ad un mercato di nicchia. Per questo si sente sempre più parlare di Smart Home o domotica light, che ha l’obiettivo di offrire soluzioni che semplifichino la vita dell’utilizzatore finale senza tuttavia esagerare, affrontando in sostanza i bisogni più comuni. Controllo luci, automazioni in generale, videosorveglianza, controllo temperatura ed umidità, rilevatori di presenza, controllo dei carichi e dei consumi coprono già gran parte delle esigenze. Se si combinano questi aspetti a logiche atte a creare degli scenari che impostino ai valori desiderati diverse grandezze con un solo comando - il più semplice possibile (un pulsante, un clic su un touch o una applicazione su mobile cambia poco) – allora si coprono gran parte delle esigenze.

SMART E DEMOCRATICA

L’ingresso nella quarta rivoluzione industriale, creando finalmente quella rete di dispositivi intelligenti in grado di comunicare tra loro, ha dato la spinta definitiva affinché la Smart Home fosse effettivamente alla portata di tutti. Grazie a sempre più veloci reti di comunicazioni e potenti infrastrutture cloud, i dispositivi connessi possono essere rapidamente configurati e facilmente accessibili da remoto, anche in assenza di connessione in ADSL o fibra, sfruttando le reti mobili. Inoltre la riduzione dei costi dei dispositivi ha reso più abbordabile l’investimento necessario per la realizzazione di una Smart Home, specie se si utilizzano piattaforme in grado di integrare tutte le funzionalità in un’unica soluzione.

MOBILE E UX

Grazie alla diffusione di dispositivi mobili (smartphone o tablet) sempre più potenti, diventa anche facile offrire all’utilizzatore finale gli indispensabili strumenti che gli consentono di gestire in maniera semplice ed intuitiva i dispositivi connessi. Lo sviluppo delle cosiddette user experience (UX in breve) occupa ormai buona parte delle risorse di progettazione: qualunque cosa sia facilmente intuibile può funzionare sul mercato. Per controllare una Smart Home serve quindi una buona app mobile, magari con una UX simile su un touch-screen locale, un uso immediato.

INTEGRAZIONE

Infine, per affrontare anche il mercato con le esigenze più spinte, che a questo punto rimane di nicchia, bisogna affrontare lo sforzo di integrazione con sistemi di terze parti: se è impensabile fare tutto, è però utile cercare di essere aperti a tutti. Ad esempio, non serve creare dispositivi in grado di impostare uno scenario con un comando vocale, ma avere invece un dispositivo che possa impostare uno scenario, comandabile tramite rete, che sia una API o un SDK, fa sì che il passo verso dispositivi commerciali come Google Home o Apple Home Kit, che offrono a costi irrisori funzioni evolute come il riconoscimento vocale, sia brevissimo. Di esempi come questo se ne possono fare tanti altri: Smart TV, sistemi di diffusione video o audio, sistemi localizzati di produzione ed immagazzinamento di energia possono essere facilmente integrati. In conclusione, la Smart Home, nelle sue funzionalità elencate sopra, amplia le sue possibilità di diffusione grazie alle innumerevoli integrazioni disponibili, alla riduzione dei costi di installazione e alla semplicità di utilizzo anche per utenti meno esperti.


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