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Controllo accessi e tecnologie RFId

Controllo accessi e tecnologie RFId
01/11/2018

della Redazione - parte II

Nel numero precedente, a pag. 84 e segg., abbiamo raccontato fatti e misfatti delle applicazioni della Radio Frequency Identification (RFId) nel campo del controllo elettronico degli accessi. Il nostro excursus su RFId e controllo accessi si conclude in questo numero con pro e contro, credenziali e lettori, frequenze di lavoro, distanza di lettura, benefici e piccole pecche di questa innovativa tecnologia…

Dopo aver classificato le principali tipologie di Rfid per forma e frequenza di lavoro, occorre accennare all’opportunità di utilizzare lo smartphone e oggetti simili al posto del badge per accedere all’edificio o a un’area interna riservata. Rappresenta di certo la nuova frontiera in tema di credenziali di accesso, ma al momento il suo uso, per alcuni versi, è problematico. L’offerta di dispositivi mobili con interfaccia compatibile è ancora limitata, mentre la configurazione token-lettore presenta alcune criticità. Ne consegue che la scelta dei produttori di sistemi di controllo accessi, per soddisfare la clientela che predilige l’uso del dio cellulare sempre e ovunque, è caduta sulla tecnologia Bluetooth (ma anche in questo caso non è tutto rose e fiori).

I LETTORI

I lettori RFId sono delle piccole apparecchiature elettroniche che, installate davanti al varco da controllare, s’interfacciano con l’utente, leggono la credenziale, inviano il codice identificativo al Controller e ricevono da questo l’esito della verifica (accesso consentito o negato). I lettori si distinguono per l’aspetto, la frequenza operativa, la distanza d’intercettazione e per altre peculiarità. A livello di formato vi sono lettori mini e grandi, quadrati o rettangolari, da applicare a parete (sporgenti) o da incassare nel muro, da fissare su piedistallo o da posizionare in cima a un palo. La frequenza operativa è legata alla credenziale di accesso, così come la distanza di lettura. Alcuni modelli sono in grado di operare in multifrequenza (esempio: 125 KHz e 13,56 Mhz).

La connessione fisica (cavo) e logica (protocollo) verso il Controller può avvenire in svariati modi. Gli standard di comunicazione più diffusi sono: Wiegand, MagStripe, C&D, RS232, RS422-485.

Oltre ai lettori “wired” (cioè collegati tramite conduttori), vi sono poi i modelli “wireless”, rappresentati per lo più da dispositivi meccatronici di chiusura quali cilindri, mezzi cilindri, maniglie e lucchetti. La maggior parte di questi usa credenziali a 13,56 MHz.

BENEFICI

I benefici offerti nel controllo degli accessi dalla tecnologia RFId sono molteplici.

• Innanzitutto una maggiore facilità d’uso da parte dell’utente: non è più necessario inserire o far scorrere il badge in una fessura, ma basta presentarlo al lettore.

• Zero errori di lettura, cosa che non succede per i badge magnetici a causa dell’incertezza nello strisciamento o della velocità non uniforme.

• Maggiore sicurezza intrinseca: un dispositivo RFId è molto difficile da clonare, mentre per la banda magnetica è sufficiente un semplice codificatore.

• Nessun consumo del supporto plastico (prima causato dal continuo sfregamento all’interno del lettore) e quindi durata molto più lunga (con conseguente risparmio delle spese di duplicazione).

• Gruppo di lettura non soggetto a usura (come, invece, avviene per la testina magnetica o per il riscontro meccanico dove si striscia il badge).

• Nessuna infiltrazione di polvere e corpi estranei all’interno dell’apparecchiatura (chiusura ermetica). Possibilità di installare il lettore all’esterno, anche sotto la pioggia battente, senza la necessità di protezioni antintemperie (soluzione waterproof).

• Minore manutenzione grazie alle migliori performance della tecnologia RFId: assenza di parti in movimento o soggette a logoramento, capacità di operare in condizioni ambientali gravose ecc.

• Medesime possibilità di personalizzazione grafica in quanto le caratteristiche estetiche e dimensionali del badge RFId sono le stesse di quello magnetico (formato carta di credito).

• Standard tecnologici industriali consolidati oppure conformità alle norme ISO/IEC (possibilità di scegliere la tecnologia più appropriata in base all’applicazione).

• Soluzioni conformi alle disposizioni di legge vigenti in materia di radiofrequenza (bassissime potenze in gioco, nessun problema per la salute dei lavoratori).

• Multitecnologia: è possibile far convivere nello stesso badge RFId (e anche nel medesimo lettore) più tecniche ID come, ad esempio, la banda magnetica, il codice a barre lineare o 2D ecc.

• Multiapplicazione: facoltà di utilizzare lo stesso badge RFId per controllare gli accessi, rilevare le presenze al lavoro, gestire la mensa aziendale, raccogliere dati lungo le linee di produzione, ma anche per usufruire di servizi esterni quali punti ristoro, armadietti per proteggere effetti personali e attrezzi di lavoro, distributori di DPI (dispositivi di protezione individuali), erogatori di carburanti e così via.

• E, ultimo vantaggio non di poco conto: possibilità di scegliere, in luogo del badge, un pratico e robusto transponder (portachiavi, braccialetto ecc.) o il proprio cellulare (magari applicando un semplice ed economico sticker autoadesivo RFId) o, ancora, smartphone e tablet.

La versione integrale dell’articolo riporta tabelle, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato.  

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