giovedì, 21 novembre 2019

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Qualificare l’installatore di sicurezza: il progetto AIPS

25/10/2018

di Paolo Gambuzzi - Vice Presidente AIPS www.aips.it

In questo primo articolo di presentazione Paolo Gambuzzi, Vice-presidente AIPS, richiama la “documentazione in uso agli installatori” predisposta da AIPS, anticipando gli argomenti che saranno oggetto di successivi approfondimenti sulle pagine di a&s Italy. I prossimi contributi saranno dedicati al Sopralluogo (fase in cui si sviluppa l’analisi del rischio e si condividono le aspettative del cliente e la sua percezione del rischio, con compilazione di un Modulo di Sopralluogo esaustivo e pratico), e successivamente al Collaudo (cui AIPS ha dedicato tre moduli distinti a seconda della tipologia di impianti: antintrusione, videosorveglianza, antincendio) e infine la Dichiarazione di Conformità (quando è obbligatoria, chi deve redigerla e come). Un pool di argomenti che saranno oggetto di diffusa trattazione. Ma partiamo dal principio, ossia dall’obiettivo da cui si dipana qualunque approfondimento: la qualificazione professionale degli operatori della sicurezza.

Come imprenditore (1) opero nel settore dell’installazione di sistemi di sicurezza ormai da oltre trent’anni e sono iscritto ad AIPS dalla sua fondazione, 20 anni esatti fa. Sono in Associazione perché, oggi come allora, mi riconosco nel desiderio di vedere i veri professionisti distinguersi anche agli occhi dell’utenza, che si tratti della “signora Maria” o della Pubblica Amministrazione. Ma chi è l’installatore qualificato? In AIPS una commissione apposita, di cui faccio parte, ha elaborato un set di requisiti essenziali che sono alla base di uno speciale progetto per l’inquadramento delle aziende associate. Naturalmente facendo riferimento alle indicazioni normative in vigore, quindi l’allegato K della norma CEI 79-3 e la norma UNI CEI EN 16763:2017, abbiamo in sostanza individuato dei parametri di valutazione che crediamo ci consentiranno di conoscere al meglio le aziende aderenti ad AIPS, offrendo loro un’importante vetrina. I parametri scelti, infatti, tengono conto sia della struttura aziendale (senza però penalizzare le realtà più “piccole”), sia di una serie di requisiti etici, della conoscenza di norme e leggi di settore, dell’adozione di procedure gestionali interne, della frequenza di corsi di aggiornamento tecnico-professionali.

AIPS PER LA QUALIFICAZIONE

L’Associazione del resto fornisce ai suoi aderenti gli strumenti per essere realmente qualificati: ad esempio predisponendo una serie di modelli standard di molti fra quei documenti che dovrebbero essere normalmente in uso in azienda: dal foglio di sopralluogo al verbale di collaudo. Più di recente abbiamo redatto un modulo di Designazione a responsabile del trattamento dei dati personali nei sistemi di videosorveglianza, in ottemperanza a quanto previsto dal Regolamento UE 2016/679. La conoscenza delle norme vigenti è presupposto essenziale per predisporre tutti quei documenti oggi obbligatori, come l’istanza all’Ispettorato del lavoro per l’autorizzazione preventiva (ove prevista) all’installazione di un impianto di videosorveglianza in luogo di lavoro, o come la Dichiarazione di Conformità ai sensi del DM 37/08, che presuppone peraltro una buona dimestichezza con le norme tecniche di settore edite dal CEI o dall’UNI. Per le aziende installatrici AIPS è uno strumento di crescita, un supporto ed un’occasione di confronto unica.

AIPS PER LA CERTIFICAZIONE

L’autoreferenzialità però non è sufficiente e per questo abbiamo accolto con estremo interesse, un paio di anni or sono, il progetto di enti terzi di certificare, attraverso un esame specifico, gli Esperti di impianti di Allarme Intrusione e Rapina e gli Installatori, manutentori e riparatori di impianti di Allarme Intrusione e Rapina, cioè gli operatori identificati nell’Allegato K alla norme CEI 79- 3:2012. Non solo: AIPS ha anche avuto l’opportunità di collaborare allo sviluppo dello schema di certificazione di TÜV Italia e posso dire con orgoglio di essermi sottoposto alla prima sessione di esami organizzata dal TÜV, certificandomi sia Esperto che Installatore di impianti allarme intrusione e rapina. Una Certificazione rilasciata da un ente riconosciuto a livello europeo è di per sé un biglietto da visita prestigioso, ma in questi giorni riceviamo con soddisfazione diversi segnali importanti da parte del mercato, che ha cominciato a recepire questa novità. Ad esempio, di recente un bando di gara di Poste Italiane ha imposto che la metà dei tecnici impiegati nei lavori fosse certificato da un ente terzo riconosciuto. Per AIPS, ma anche per me come installatore, questo primo segnale rinforza la convinzione di essere sulla strada giusta. La qualificazione, d’altronde, è una strada, un percorso articolato sempre in divenire e non deve mai mancare lo stimolo a migliorarsi.

Nota: (1)  Legale Rappresentante di Sorveglia srl



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