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Cilindri e maniglie wireless: dal presente al futuro

02/10/2018

della Redazione

In tema di sistemi di chiusura, ovvero di componenti meccaniche ed elettromeccaniche che - installate sulla porta - consentono di gestirne apertura e chiusura, siamo in una fase di pieno sviluppo, che sempre più e per tutti i settori di mercato va in una direzione chiara: incremento di intelligenza con innumerevoli varianti in termini di funzionalità e gestione richieste. Se in alcuni casi si tratta di dotare di caratteristiche intelligenti un hardware la cui funzione principale è aprire un varco, in altri la situazione è ribaltata: ovvero l’appeal dei potenziali nuovi utilizzatori viene inizialmente generato dai servizi che tale hardware può offrire.

Abbiamo visto le caratteristiche e i vantaggi di questi nuovi dispositivi, ma ogni novità richiede un tempo di metabolismo per il giusto recepimento da parte degli utilizzatori. Quale?

Risponde Alberto Biasin, National Sales Manager Italy SimonsVoss

Riguardo agli utilizzatori ed al modo in cui viene recepito il cambiamento nell’utilizzo quotidiano di questi nuovi dispositivi, emerge e gioca un ruolo fondamentale anche l’aspetto comportamentale: come stiamo modificando le nostre abitudini? Se la tecnologia di questi devices è sempre di più alla portata di tutti e di facile comprensione, anche le barriere psicologiche al loro utilizzo sembrano allinearsi all’attualità: si tratta di adottare gestualità nuove rispetto all’inserire la chiave in una porta che, se potevano trovare ostacoli consistenti in passato, oggi sono invece sostenute da una sovrastruttura di pensiero a favore del digitale che consente - anche nel quotidiano - un’uscita dalla zona di comfort per sempre più larghe fasce di utenti.

Nel passaggio dalla chiave meccanica fisica - che tutti conosciamo - a credenziali digitali, cilindri e maniglie elettronici wireless giocano un ruolo da veri e propri attori di punta e guidano in modo consistente questo cambiamento in qualità di dispositivi che, a seconda della loro collocazione sulle diverse piattaforme che possono andare a gestirli, rappresentano più propriamente dei sensori di campo in grado di raccogliere, gestire e veicolare informazioni con le finalità più disparate. In primis certamente la sicurezza fisica: la loro facilità di installazione e di conseguenza la riduzione dell’impatto economico sul cliente, consente la loro maggiore diffusione all’interno degli edifici rispetto ai classici lettori di controllo accessi cablati e apre a scenari nei quali il loro impiego massivo consente ottimizzazione di processi e di gestione su larga scala.

PERDERE LA CHIAVE

In fondo, le necessità che guidano di fatto la digitalizzazione del mondo porta sono a dir poco di facile intuizione: cosa significa perdere una chiave in un impianto meccanico rispetto alla perdita di una chiave in un impianto digitale? Quanto impatta in termini di costi vivi, in termini di intervento e in termini di gestione pratica, se questa perdita riguarda una chiave che apre più porte? Magari decine di porte? Se pensiamo poi a quante copie non autorizzate di chiavi sono prodotte e proliferano da anni in edifici anche di grandi dimensioni, con conseguente perdita totale di controllo da parte di chi amministra, qualsiasi manager della sicurezza si vede oggi costretto ad affrontare un problema che in larga parte era prima di competenza dei soli manutentori e di processi organizzativi non sempre strutturati.

SERVE FLESSIBILITÀ

È sulla scorta di esigenze fondamentali come queste che oggi viene richiesta una flessibilità diversa rispetto a quanto conosciuto finora, con obiettivo costante sulla ricerca della semplicità d’uso e controllo. I dispositivi di chiusura digitali wireless stanno venendo in soccorso del mercato - ed in modo crescente da qualche anno - grazie alla loro capacità di poter essere configurati di volta in volta per fornire la miglior risposta possibile a tutta una serie di domande rimaste in sospeso negli anni perché tecnologicamente impossibili da evadere. Dotati di alimentazione elettrica autonoma, cilindri e maniglie di chiusura digitali non richiedono alcun cablaggio supplementare e le batterie utilizzate hanno una durata che si misura in anni (anche in combinazione con decine di operazioni giornaliere). Inoltre, le modalità in cui possono costituire un impianto sono ormai le più disparate: dai sistemi offline evoluti alle reti virtuali, ai sistemi online a quelli real time, il dato ha una fluidità di trasferimento completamente customizzabile dalla periferia al cuore del sistema e viceversa. Sta nell’adeguata comprensione delle necessità del mercato ed in una coerente e logica capacità di risposta il segreto dell’incremento nel loro utilizzo nei più svariati settori.

PRESENTE E FUTURO

RFID, smartphone, applicazioni: sono sempre più parte del gergo comune in innumerevoli declinazioni del nostro vivere. Vederle applicate alla logica di un varco è un passaggio naturale che ci vede sempre più propensi all’utilizzo di un cilindro o di una maniglia digitali al lavoro come a casa o in altre situazioni della nostra giornata. Ma nella comprensione di questi sistemi ciò che importante mettere a fuoco è il concetto di flessibilità. Cilindro o maniglia, intelligenti e intrisi di tecnologia, non rappresentano che una componente di un sistema più ampio: ciò che senz’altro emerge oggi, e sempre di più lo farà in futuro, è la capacità che ogni produttore avrà in merito al favorire il dialogo con altri apparati all’interno di una soluzione generale finalizzata allo svolgimento di funzioni evolute ed il cui valore per il cliente è decisamente maggiore rispetto alla somma delle singole parti. Se il primo balzo nel futuro significa superare le inefficienze dei sistemi meccanici, quello immediatamente successivo prevede lo sviluppo di sinergie tecnologicamente avanzate per ottenere maggiore sicurezza, comfort, efficacia ed efficienza già a partire dal breve periodo.


maggiori informazioni su:
https://www.simons-voss.com/it



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