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Inventario in pochi minuti con tag RFID sui gioielli

31/07/2018

di Giancarlo Sola - I.Consulting http://i-consulting.it/

Con l’acronimo RFID ci si riferisce alla tecnologia di identificazione automatica basata sull’applicazione di tag attivi o passivi ad oggetti oppure a beni. I tag attivi incorporano una batteria a bordo, quindi si leggeranno a distanze elevate (da pochi metri a kilometri), in base alla tecnologia prescelta e alle frequenze di lavoro. I tag passivi invece, tema di questo contributo, sono privi di batteria, generalmente piccoli ed economici e con letture che spaziano da pochi centimetri ad alcuni metri di distanza. Questi tag, interagendo con il campo elettromagnetico o magnetico di un lettore, trasmettono il dato contenuto nel microchip al software.

In un certo senso si potrebbero definire un’evoluzione tecnologica del bar code. Il bene taggato viene infatti letto mediante un software sviluppato ad hoc oppure con applicazioni per smartphone. Il tag passivo può soddisfare innumerevoli applicazioni in vari settori di mercato e, identificando un bene tramite un software Web based, si può porre anche al servizio dell’IoT (Internet of Things). La lettura automatica e multipla, la riduzione dei tempi di inventario, la tracciabilità della filiera e la protezione del marchio rappresentano i reali valori che questa tecnologia è in grado di aggiungere.

TAG STANDARD

I Tag RFID passivi adatti per gli utilizzi industriali e per il settore della sicurezza si suddividono in tre tipologie a secondo delle frequenze utilizzate e delle portate di letture standard. Tag NFC (Near Field Comunication) a 13,56 Mhz – Lo standard Near Field Comunication è nato per provvedere a pagamenti a mezzo telefono. Questi tag prevedono una lettura a contatto e sono particolarmente adatti per l’attività inventariale e a scopi anticontraffazione. Con l’inserimento di questa tipologia di tag in oggetti e beni, tramite il solo appoggio del cellulare apposite app forniscono informazioni del bene (ad es. la certificazione della provenienza, dunque dell’originalità dell’oggetto o qualunque elemento utile al marketing per migliorare la customer experience). Tag HF funzionanti a 13,56 Mhz – Con una lettura massima a circa 80 cm di distanza, sono adatti per applicazioni industriali a scopi di anticontraffazione, librerie e tracking merci industriali in produzione, anche per prodotti di pregio (es. fashion e luxury). UHF funzionanti a 868-920 Mhz – Con una lettura a circa 2-10 metri, sono adatti ad applicazioni di logistica industriale, in ambio fashion e retail e per fare il tracking delle merci nella produzione industriale. Questo standard viene utilizzato anche nel controllo accessi RIS, per applicazioni con letture a lungo raggio (da 1-2 a 6 metri). In molti casi, a seconda del chip presente nel tag, si possono fare applicazioni anche di scrittura dati.

TAG PERSONALIZZATI

Non sempre però i prodotti standard soddisfano le esigenze più stringenti. Esistono sul mercato dei tag nei quali l’antenna è ottenuta con un finissimo filo di rame: ciò significa che si possono realizzare tag di dimensioni e forme diverse atte a soddisfare necessità dimensionali, di performance e soprattutto di ambiente di funzionamento (generalmente industriale). La presenza di acqua o di materiali diversi come pellame, cuoio, metallo ed altro nel prodotto da tracciare è infatti la principale causa della riduzione di portata delle letture. In sostanza: appoggiando il tag ad una superficie di materiale diverso, la frequenza di funzionamento cambia, modificando l’impedenza dell’antenna. In questi casi si realizza un tag che tenga conto dello spostamento della frequenza riportandola ai valori corretti, senza risentire - oppure riducendo molto il disturbo - del materiale da identificare. Questo risultato si potrà ottenere solo con un tag di filo di rame in virtù della sua flessibilità, realizzando un servizio di analisi, progettazione, sviluppo e prototipazione ad hoc.

UN ESEMPIO

Riportiamo ora un applicativo reale, per dimostrare con elementi concreti il valore aggiunto di questi tag passivi, presentando il caso delle gioiellerie. In esercizi che maneggiano preziosi, gli errori d’inventario – per furti od elusione dei dipendenti – possono generare perdite per decine di migliaia di dollari ogni anno. Gli inventari tradizionali effettuati attraverso la conta manuale o il codice a barre richiedono troppo tempo e si prestano a facili errori, anche in buona fede. L’applicazione della tecnologia RFID in questo settore è invece molto precisa, semplice da usare e conveniente per le gioiellerie di tutte le dimensioni. La velocità dell’inventario eseguito con un lettore palmare, che legge i tag fissati sul gioiello, è il fattore vincente: un inventario veloce permette infatti di individuare subito eventuali mancanze ...e prevenire i furti. Come? In un caso simile vengono utilizzati due tipi di tag: un tag HF 14x18mm da applicare sulle etichette esistenti per conteggiare i prodotti; un tag con forma particolare che permetta di essere stampato con stampanti RFID HF e possa essere applicato direttamente ai gioielli; un tag per l’identificazione delle buste contenenti pietre preziose. I tag sono realizzati in modo da poter essere letti anche in caso di sovrapposizione delle buste sulle quali sono applicati. Tutti i tag devono essere in grado di sopportare il continuo “piegamento” effettuato dai clienti durante la prova dei gioielli e dai dipendenti durante lo stoccaggio, inoltre devono essere in grado di resistere alla pulizia mediante vapore. La tecnologia utilizzata è con antenna a filo, che permette di ottenere una forma e dimensioni adatte ad essere avvolte ai gioielli, con le giuste calibrazioni per le letture multiple. I tag sono applicati ai prodotti in fase di ricezione merce; da quel momento sono identificati in maniera univoca: mediante un dispositivo palmare è possibile fare l’inventario di un espositore in pochi secondi in tutta sicurezza. I vantaggi? Riduzione dei furti dell’80%, velocizzazione dell’inventario e possibilità per i commessi di dedicare più tempo all’attività di vendita (in precedenza il negozio veniva chiuso prima per effettuare l’inventario, con conseguente riduzione delle vendite).



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