lunedì, 22 ottobre 2018

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Smart home e sicurezza residenziale

19/07/2018

di Sergio Bedessi - Comandante Polizia Municipale Pistoia

La maggior parte degli italiani ormai non si sente più a sicura a casa propria, come dimostrano molte ricerche: aumenta sempre più quindi l’esigenza di garantire la sicurezza di persone e beni tramite sistemi di videosorveglianza e dispositivi antifurto. Grazie alla sempre maggiore convergenza delle tecnologie a servizio della residenza, oggigiorno è però possibile integrare i tradizionali sistemi di antifurto e i sistemi di videosorveglianza, con gli altri sistemi elettronici a servizio dell’abitazione che costituiscono la cosiddetta “domotica”, andando a costituire un sistema di smart home che, oltre a gestire gli aspetti di controllo della climatizzazione, dell’illuminazione, dell’intrattenimento casalingo, degli elettrodomestici, includa anche la gestione intelligente dei sistemi di sicurezza a servizio dell’intera abitazione e degli eventuali annessi.

Così come è possibile attivare l’impianto di riscaldamento o quello di climatizzazione da remoto, tramite una app sullo smartphone, egualmente è possibile visionare le immagini della videosorveglianza domestica e attivare, da remoto, il sistema di allarme, oppure controllarne il regolare funzionamento o, ancora, verificare se qualche sensore del sistema di allarme risulta essere fuori uso.

SICUREZZA ATTIVA E PASSIVA

Può essere utile ricordare qui la differenza fra sistemi di sicurezza passiva e attiva. Per sistemi di sicurezza passiva si intendono quei dispositivi o accorgimenti che impediscono l’effrazione o l’intrusione, oppure che allungano il tempo necessario a portarla a compimento: fra questi si annoverano le recinzioni esterne, i cancelli e le inferriate, le porte e le finestre blindate, le serrature di sicurezza, le casseforti. In generale si tratta di dispositivi fisici che non attivano altri dispositivi, ed in questo senso sono definiti “passivi”. Per sistemi di sicurezza attiva si intendono invece quei dispositivi che portano all’attivazione di altri dispositivi o sistemi, e quindi sensori perimetrali di vario tipo, sensori volumetrici, sistemi di riconoscimento biometrici, sensori di pressione. I dispositivi a loro volta attivati possono essere segnali di allarme, combinatori telefonici collegati ad organi di polizia o istituti di vigilanza, dispositivi di accensione di luci in aree predeterminate, dispositivi che attivano apparecchiature elettriche, sistemi di attivazione di fumogeni nelle aree aggredite. Da notare che in altri ambiti per sistemi di sicurezza attiva si intendono quelli realizzati con il presidio di personale armato in grado di reagire attivamente all’intrusione o all’effrazione.

VIDEOSORVEGLIANZA

I sistemi di videosorveglianza possono essere sistemi di sicurezza passiva quando sono ben visibili e fungono pertanto da deterrente: in questo caso sono utilizzati unicamente per registrare quanto accade, e dunque sono utili solo a posteriori. I sistemi di videosorveglianza possono essere anche sistemi di sicurezza attiva, quando sono utilizzati per rilevare determinati movimenti in alcune delle aree sorvegliate e, tramite appositi software, quando possono attivare altri dispositivi. Per esempio il sistema di videosorveglianza, sensibile all’infrarosso, rileva di notte movimenti di persone in una determinata zona coperta dal sistema stesso ed attiva quindi il sistema di illuminazione, oltre a dare un allarme ad un dispositivo remoto.

SMART HOME

I sistemi di smart home, con l’integrazione dei sistemi di sicurezza, possono far divenire la nostra residenza un’area non solamente confortevole, ma anche effettivamente sicura. Sia che ci troviamo all’interno, sia che ci troviamo all’esterno, grazie a questi sistemi siamo in grado di controllare la situazione della sicurezza domestica e del contesto facendo in modo, quando i sistemi di sicurezza passiva non dovessero aver funzionato, di far intervenire rapidamente gli organi di polizia, rallentando nel frattempo l’operato dei malviventi. Un sistema di smart home con una forte integrazione verso la sicurezza residenziale dovrebbe prevedere, oltre alle classiche funzioni di gestione dei consumi energetici, intervento su impianto elettrico, gestione dell’impianto di climatizzazione, gestione di elettrodomestici ed audiovisivi, gestione delle porte e finestre, almeno le seguenti altre funzioni:

• gestione dell’illuminazione ambientale in funzione delle immagini ricevute dalla videosorveglianza o dei segnali provenienti dai sensori volumetrici;

• possibilità di agire sulle chiusure esterne (tende, persiane, avvolgibili) da remoto per chiuderle in caso di effrazione presumibile e qualora fossero rimaste aperte;

• possibilità di attivare da remoto sensori aggiuntivi rispetto a quelli standard del sistema di allarme, al fine di individuare con più precisione movimenti sospetti o qualora i sensori standard fossero stati messi fuori uso;

• possibilità di visualizzazione delle immagini della videosorveglianza con possibilità di direzionare le telecamere in funzione dei sensori di allarme attivati;

• possibilità di attivazione, anche non automatica, di sistemi fumogeni al momento dell’effrazione;

• monitoraggio da remoto, anche ad allarme disinserito, di tutte i punti di accesso della residenza e del contesto;

• monitoraggio da remoto, dell’apertura di casseforti ed armadi blindati o di altre zone ad alta sicurezza;

• simulazione di presenza interna tramite accensione random delle luci interne ed accensione di televisione e impianti stereofonici in determinate zone della residenza.

Certamente la sicurezza assoluta non è possibile, ma ottenere una buona sicurezza è senz’altro un obiettivo raggiungibile a patto che il sistema sia ben progettato; in più l’integrazione nel sistema di smart home può consentire interazioni migliorative: ad esempio la possibilità di accendere le luci di una determinata ala della casa oppure in giardino può aiutare il sistema di videosorveglianza a fare meglio il proprio lavoro, oltre a costituire di per sé un deterrente importante. Da ricordare infine che gli interventi di questo tipo possono usufruire delle detrazioni IRPEF.



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