venerdì, 14 dicembre 2018

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Hardware e Software: distinguersi integrando

09/07/2018

di Roberto Venturi - Security Product Manager & Technical support Melchioni https://melchioni.it/

Il livello di sviluppo del software nel mondo della videosorveglianza è ormai sempre più raffinato e specifico e garantisce prestazioni ai massimi livelli e funzioni sempre più avanzate. Questo salto in avanti però non è sempre al passo con gli sviluppi Hardware di telecamere e registratori digitali. Ci troviamo spesso a confrontarci con meccaniche, assemblaggi e progettazione di componenti sempre più simili tra loro e a volte l’imprecisione di un singolo modello si trasforma in un problema distribuito. Ci sono però situazioni nelle quali la giusta soluzione hardware, abbinata ad un software all’altezza, consente di facilitare la vita non solo a chi installa, ma anche a chi utilizza un sistema di videosorveglianza all’avanguardia.

I metodi per integrare e far interagire hardware e software sono svariati, ma se volessimo sintetizzare degli aspetti che possano rendere al meglio l’idea di integrazione e interazione tra le parti potremmo focalizzarci su alcuni punti specifici. Più l’hardware è robusto e con soluzioni studiate intorno alle potenzialità del software e più il sistema ne guadagna in prestazioni, risparmio di tempo in fase di montaggio e risultati migliori in campo sicurezza e deterrenza.

P2P

Un esempio di funzione software di recente introduzione è l’utilizzo di una connessione non più diretta sulla macchina, ma triangolata su un server remoto, il quale svolge la funzione di interrogare il registratore, evitando le noiose operazioni di NAT sul router. Questa funzione si interfaccia quasi sempre con l’hardware che lo utilizza (Smartphone/tablet/PC) tramite un QR Code, ma nella maggior parte dei casi questo è visibile se stiamo lavorando sul DVR tramite la sua uscita monitor, mentre non lo è se ci stiamo lavorando tramite browser sul PC. Per chi è abituato - o trova più pratico - usare il PC per configurare la macchina, oppure nei casi in cui l’impianto non necessiti di monitor, avere tutti i dati necessari anche sul browser accorcerebbe i tempi di configurazione, rendendo la procedura più snella soprattutto presso il cliente finale. Se consideriamo poi il ruolo fondamentale che un server Cloud P2P svolge nel collegare l’utente al proprio sistema, è scontato che questo debba essere la parte più fluida e sicura a livello sia logico che strutturale, per assicurare connessioni rapide e sicure, avere tempi di manutenzione ridotti e senza disagi per l’utenza.

IL CORPO CAMERA

Quante volte abbiamo pensato “ma chi l’ha progettato questo snodo? Ma perché si fissa cosi?” Ci sarebbe da discutere molto su questo argomento, ma grazie a delle astuzie in fase di progettazione e realizzazione, alcuni prodotti si distinguono da altri per la facilità di installazione ed utilizzo. Pensiamo ad esempio alla giusta funzione hardware, come poter fissare una camera IP Dome in un solo passaggio, o poter intestare il cavo di rete all’interno del case stagno, o ancora poter regolare l’inquadratura con la camera salda al supporto e la copertura semisferica antivandalo assicurata sul lato tramite cerniera frenata pronta alla chiusura, che si integra perfettamente con il software e in particolare con la APP dedicata – che consente di stabilire l’inquadratura ma impegna una mano durante l’installazione. Interessanti risultati si possono ottenere anche integrando nel proprio pacchetto hardware soluzioni studiate per il controllo climatico all’interno del case ove l’elettronica richieda condizioni ottimali per operare, espellendo l’umidità e non facendo entrare acqua o polveri sottili, il tutto controllato dal software tramite sensori.

AUTOMAZIONE

Si parla molto di integrazione tra oggetti fisici e comandi virtuali al fine di automatizzare e remotizzare una serie di oggetti. Questi possono eseguire azioni imposte da noi in tempo reale oppure essere programmati per eseguire azioni in certi orari o al verificarsi di certe condizioni. In questi casi integrare un componente hardware come uno spot LED in una telecamera, magari motorizzata, potrebbe rivelarsi una mossa vincente. Il software comanda come la luce deve interagire con la meccanica e con l’ambiente circostante, ossia cosa sta inquadrando la telecamera in quel momento. Il risultato è un hardware che sfrutta componenti attivi con astuzia indotta dal programmatore, un efficace deterrente.

CONCLUSIONI

Sicuramente il divario tra potenzialità software e limiti hardware si sta assottigliando sempre di più: grazie ad alcune soluzioni o varianti costruttive possiamo integrare al meglio funzioni con azioni e viceversa in maniera semplice ed efficace; oltretutto il risparmio di tempo in fase di installazione dovuto al giusto feeling tra il tecnico specializzato e i componenti che utilizza si tramuta in risparmio economico. La scelta del brand non può e non dovrebbe fermarsi ad un trend di mercato, ma andrebbe studiato ed analizzato in profondità, così da poterne apprezzare tutti i vantaggi, sia Hardware che Software, e come i due aspetti si integrino tra di loro.



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