domenica, 21 ottobre 2018

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Viabilità e parcheggi: video sempre più fast

13/03/2018

di Elvy Pianca  

Il settore dei trasporti è davvero in movimento  continuo. Oggi, grazie all’intelligenza  artificiale, le tecnologie più moderne sono  in grado di analizzare il traffico e migliorare  il monitoraggio con sistemi di videoanalisi  sempre più avanzati. Gli stessi veicoli, poi,  grazie all’IoT, sono in grado di dialogare con  gli operatori del controllo stradale. E sembra  essersi risolto anche uno dei problemi più  grandi nella gestione di questo tipo di dati,  quello dello storage, perché i dispositivi intelligenti  di raccolta riescono a rielaborarli  e inviare, al server o su cloud, solo quelli  realmente importanti. La sicurezza, quindi,  è davvero al primo posto… non solo sulle nostre  strade, ma anche nei parcheggi.  

Secondo una statistica recente delle Nazioni Unite, circa il 60% della popolazione  mondiale, entro il 2030, vivrà all’interno di  aree urbane. Questo trend, inevitabilmente,  eserciterà una grande pressione sul sistema di trasporto  su strada: con sempre più gente e macchine in  giro, le Pubbliche Amministrazioni dovranno di necessità  intervenire per gestire il flusso del traffico e renderlo  più veloce e sicuro. In ogni modo, grazie all’evoluzione  tecnologica, molte città hanno già messo in campo le  strategie più moderne, che si possono riassumere sotto  l’ennesimo acronimo, Al, “artificial intelligence”, per  analizzare il traffico e migliorare l’efficienza del monitoraggio,  consentendo il rilevamento automatico degli  incidenti e la tempestività della risposta.  

ANALISI VIDEO ON THE ROAD  

Secondo gli esperti di Zion Market Research, il mercato  globale dell’analisi video si preveda raggiungerà nel  2022 11.1 miliardi di dollari, crescendo con un CAGR  del 34,3% tra il 2017 appena trascorso e il 2022. E  in questo 2018, sempre secondo le stime degli analisti,  proprio il trasporto rappresenterà la maggiore quota di  mercato e l’aumento delle complessità in questo verticale  causerà un’impennata nella richiesta di analisi video nei  prossimi anni. Il monitoraggio del traffico emerge, quindi,  come uno dei principali segmenti applicativi a causa della  crescente necessità di informazioni dai sistemi di analisi  video intelligente.  

IOT A BORDO  

Infatti, ormai, in un’ottica sempre più olistica verso l’IoT, le  stesse macchine, grazie ai rilevatori a bordo, sono in grado  di percepire, ad esempio, non solo le condizioni ambientali  avverse o la presenza di un ingorgo, segnalandoli tempestivamente  al guidatore, ma anche la stanchezza del conducente,  arrivando, così, auspicabilmente, a ridurre il numero  degli incidenti e i tempi di percorso, grazie a un’interazione  in tempo reale con gli operatori del monitoraggio del traffico  e le autorità, le quali, per contro, hanno a disposizione  un sistema che fornisce anche dati utili per pianificare l’espansione  futura delle infrastrutture, come nuove strade, o  aggiungere semafori o altri sistemi di controllo del traffico.  Si chiama ADAS, sistema avanzato di assistenza alla guida,  con numerose funzioni che, oggi, sia pure solo in parte,  già troviamo nelle nostre macchine: il rilevamento dei veicoli,  il rilevamento dei punti ciechi, l’avviso di collisione, le  videocamere a bordo magari anche con la visione notturna,  che consentono al veicolo di inviare warning ai conducenti  quando un pedone, un oggetto o un altro veicolo sono troppo  vicini al veicoli. Se si verifica un incidente, i dispositivi  telematici installati sul veicolo notificano automaticamente  le condizioni per una risposta immediata. Anche la tecnologia  GPS, che tutti conosciamo e spesso utilizziamo, è  un alleato indispensabile nella gestione del traffico, perché  consente di individuare la posizione esatta di un veicolo e,  quindi, informare anche altri se si è verificato un qualsiasi  problema di viabilità.  

SOFISTICAZIONE ...SULLE NUVOLE  

La tecnologia si fa sempre più sofisticata, ma un insieme  avanzato di algoritmi non è, ovviamente, sufficiente. Il  sistema, infatti, va sempre implementato sulle esigenze  della specifica installazione e sull’ottimizzazione delle condizioni in cui il dispositivo di rilevamento opera e riversa i  dati: per una videocamera, ad esempio, sono fondamentali  le condizioni di illuminazione, quelle climatiche, il campo  visivo e la risoluzione. E’ per questa ragione che, oggi,  sono stati incorporati degli algoritmi di apprendimento automatico  nei dispositivi in campo, nei server o nel cloud.  E’ così possibile elaborare prima i dati e quindi inviare i  metadati generati tramite algoritmi basati sull’apprendimento  automatico al server di back-end anziché caricare  l’intero flusso, risparmiando così larghezza di banda e tempo  e riducendo il carico di lavoro dei server locali e cloud.  Altra tecnologia che si sta sviluppando, e che viene utilizzata  proprio nei settori come i trasporti, ove occorre  gestire una vasta mole di dati, è il cosiddetto “fog computing”  o “edge computing”, un’architettura “orizzontale”  che permette di ridistribuire fisicamente il calcolo, lo  storage e il controllo, e connette i protocolli dei cloud con  l’IoT. E, sempre a proposito di acronimi, si parla sempre  più spesso di “ITS”, Intelligent Transportation System”,  come un mercato proprio a sé, destinato a raggiungere, nel  2020, la bellezza di 58 miliardi di dollari in tutto il mondo.  Certo, la strada per un’adozione “globale” di questi sistemi  è ancora lunga, ma la direzione andrà inevitabilmente  in questo senso. Aprendo anche una nuova “porta” agli  specialisti della sicurezza. Perché i veicoli “intelligenti” e  connessi devono essere protetti, in particolare dai cyberattacchi,  con soluzioni innovative e che uniscano il tradizionale  know how sulla sicurezza informatica con le normali  pratiche automobilistiche.  

PARCHEGGI  

Infine, qualche parola sui parcheggi, croce e delizia della vita quotidiana. Anche la loro gestione si è molto evoluta: ad esempio, la tecnologia di riconoscimento automatico delle targhe (ALPR) semplifica di molto le tradizionali procedure,  senza i “pesanti”, in tutti i sensi, cancelli e barriere.  Inoltre, in questa maniera, anche il pagamento della sosta  può avvenire in maniera automatica, senza necessità di  parcometri e monetine, integrando il sistema con le procedure  elettroniche di “billing”. Ovviamente le videocamere  sempre più perfezionate consentono di tenere tutte le zone  di un parcheggio, anche multipiano, completamente sotto  controllo, incrementando la sicurezza degli utenti. Ormai  universalmente diffusi, poi, sono i sensori di presenza, che  rilevano quando un posto è occupato e segnalano, ancora  prima dell’ingresso, la disponibilità o meno di parcheggi  liberi. I software integrati, poi, tramite anche delle semplici  APP sugli smartphone degli utenti, riescono a “guidare”  verso il primo posto disponibile. Insomma, il mercato dei  trasporti, è letteralmente in continuo movimento…



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