sabato, 22 settembre 2018

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Fusioni & Acquisizioni e la sicurezza vola

28/02/2018

della Redazione

Sulla base dei dati di M&A raccolti negli ultimi 17 anni nel settore della sicurezza fisica, il rapporto annuale Memoori mostra un consolidamento del settore: si evidenziano essenzialmente quattro fasi di alti e bassi (a volte invero alterate per eccesso da accordi della portata di miliardi di dollari). La struttura del settore risulta comunque ancora piuttosto frammentata, con centinaia di piccole aziende che lottano per restare sulla scena: sembra però chiaro che nei prossimi cinque anni la curva del valore e del volume delle fusioni e acquisizioni crescerà ancora. Un aspetto che non sfugge è l’urgenza di rafforzamento dei principali player occidentali della videosorveglianza. La strategia più utile per contrastare i produttori cinesi e la tendenza, già avviata, della “commoditization” delle telecamere di rete IP, si chiama proprio M&A.

Il valore totale delle trattative che si sono consolidate nel 2017 ammonta a 6.213 miliardi di dollari: neanche un terzo dei 19.73 miliardi realizzati nell’anno precedente, ma se escludiamo la fusione Johnson Controls/Tyco, allora il valore diventa quasi doppio rispetto al 2016, che peraltro conta di per sé un +30% per numero di accordi. Memoori prevede che il 2017 sarà l’inizio di una nuova ondata di crescita che raggiungerà i 7.85 miliardi di dollari entro il 2022. Per ottenere questo risultato saranno però necessarie diverse operazioni da miliardi di dollari, che – stanno alla lezione passata - distorceranno il quadro su base annua. Tuttavia il trend rimarrà senza dubbio quello di un graduale aumento delle attività di fusione e acquisizione per i prossimi cinque anni.

TRATTATIVE CHE RAFFORZANO?

Nel 2017/2016 tra le trattative da oltre 100 milioni di dollari che, secondo Memoori, potrebbero rafforzare l’industria della sicurezza fisica, si annoverano: a) l’acquisizione, da parte di Flir, di Point Gray Research, leader nello sviluppo di telecamere per la visione automatizzata in applicazioni industriali, retail, ambito scientifico, controllo traffico, mappatura e altre applicazioni avanzate di imaging (253 milioni di dollari); b) l’acquisizione di Advent (di Oburthur) delle divisioni badge e identity di Safran (2425 milioni di dollari). La private equity Advent International ha poi acquisito Oberthur Technologies nel 2011. L’obiettivo è ora di riunire Safran I&S con Oberthur per dar vita ad un nuovo player globale, seppur fortemente radicato in Francia, nelle tecnologie per il riconoscimento dell’identità; c) Gemalto ha acquisito il ramo di identity management di 3M per 850 milioni di dollari. Ci sono tre componenti chiave incluse nel portafoglio di 3M che entreranno a far parte del business dei programmi governativi di Gemalto: la biometria, arrivata in 3M dopo l’acquisizione di Cogent, una linea di lettori di badge e il business dei materiali per la sicurezza di documenti di identità interno a 3M. Insieme, le tre aree generano 215 milioni di dollari all’anno; d) FLIR Systems ha acquisito Prox Dynamics AS, sviluppatore e produttore di aeromobili a pilotaggio remoto di classe nanometrica (UAS) per applicazioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione militare e para-militare, per circa 134 milioni di dollari; e) HID Global, leader nell’hardware per Identity Management e controllo accessi, ha siglato un accordo per l’acquisizione di Mercury Security, fornitore OEM di controller e software di gestione per il controllo accessi (250 milioni); f) Vivotek, tra i maggiori produttori ancora indipendenti di videosorveglianza, ha ricevuto un’offerta per diventare un’azienda controllata a maggioranza da Delta Group (fatturato annuo di 8 miliardi, fra le venti maggiori aziende di Taiwan); g) Bain ha venduto - per 535.5 milioni di dollari - Uniview a Hangzhou Jiaozhi Technologies Co., di proprietà di China Trans Info, società a capitale pubblico con una capitalizzazione di mercato di circa 2.5 miliardi di dollari.

TECNOLOGIA VS. GEOGRAFIA

Le acquisizioni transfrontaliere hanno rappresentato solo il 32% delle operazioni 2017 (erano il 48% nel 2016, 42% nel 2015 e 50% nel 2014): si deve quindi presumere che l’estensione geografica non abbia più un grande appeal in termini motivazionali. Le più recenti acquisizioni si giustificano infatti essenzialmente per l’acquisizione di tecnologie all’avanguardia e prodotti innovativi.

PUBLIC EQUITY VS. PRIVATE EQUITIY

Le public equity, secondo Memoori, continueranno a dominare la scena M&A per i prossimi anni, poiché molti fra gli attori più importanti godono di consistenti riserve; al contrario le private equity (tra le principali fonti di finanziamento per le acquisizioni fino al 2012/13) calano, nella stessa misura in cui cala il loro interesse verso l’acquisto di aziende di sicurezza fisica.

COMMODITIZATION?

La struttura del mercato si è rafforzata ed è ora più efficace ed efficiente: parte di questo processo è stato raggiunto attraverso il consolidamento delle imprese e in parte attraverso la crescita e l’innovazione. Ma il mercato è tuttora troppo frammentato: sarà necessario un consolidamento per affrontare l’inevitabile sfida della “commoditization”. Sebbene alcuni osservatori ritengano che le prime 10 aziende raggiungeranno una quota di mercato pari al 90% del mercato globale entro il 2023, Memoori è di diverso avviso. Anche se ritiene probabile che la videosorveglianza possa essere dominata da non più di 10 aziende entro i prossimi 10 anni.

Maggiori dettagli nel nuovo rapporto Memoori “The Physical Security Business 2017 to 2022, Access Control, Intruder Alarm & Video Surveillance” - http://www.memoori.com/



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