giovedì, 20 settembre 2018

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Sicurezza di edifici governativi, enti locali, archivi storici

25/01/2018

di Pierdavide Scambi - Studio Scambi Vicenza www.studioscambi.com

La sicurezza degli edifici governativi e degli enti locali, quindi tutto ciò che afferisce al committente pubblico centrale (enti governativi, ministeri, regioni, province - o ex province - comuni), passa per tre pilastri: la tutela delle persone; la tutela dei beni; la riduzione della minaccia. Vediamoli, sotto il profilo della progettazione di sicurezza, nell’intervento di Pierdavide Scambi.

La tutela delle persone consta di molteplici azioni che integrano la sorveglianza umana e l’apporto tecnologico sulla base di un piano di sicurezza integrato. Generalmente si inizia da un piantonamento armato, che consiste nel presidio fisso di un obiettivo da parte di una o più guardie, dotate di protezione antiproiettile, armate e collegate in real time con la centrale operativa via radio, nella modalità di una presenza fissa diurna (nella generalità dei casi), alternata a notturna o temporanea rispetto a differenti esigenze del committente o a sopraggiunte necessità di tutela di beni o persone. Il servizio di piantonamento può essere utile per luoghi ove esista un pericolo continuo, ad esempio quando ci sia bisogno della sorveglianza di entrate o uscite di locali soggetti a furti o ad attacchi terroristici.

VARCHI, BODY SCANNER

Il piantonamento fisico spesso viene associato a varchi intelligenti denominati varchi di accesso o porte detector. I varchi prevedono un sistema di antenne trasmittenti, che generano un campo magnetico variabile, e di antenne riceventi, in cui le correnti indotte dal campo magnetico sono elaborate da una centrale elettronica. Questa particolare configurazione crea un campo uniforme in grado di rilevare oggetti in qualunque punto della regione delimitata dalle antenne. Nel caso in cui sia richiesto, vengono utilizzati inoltre body scanner di ultima generazione, in grado di individuare con certezza armi metalliche e non, come pure esplosivi (e in casi molto particolari ovuli di droga o gioielli preziosi), senza invadere la privacy delle persone controllate e senza minacce per la loro salute. I body scanner sono sistemi a raggi X a tecnologia evoluta, simili a quelli che vengono utilizzati normalmente per le radiografie mediche, ma utilizzano radiazioni ad energia molto bassa. Gli addetti alla sicurezza, che assistono la persona da “scansionare”, pongono particolare attenzione alla salvaguardia della privacy: non è infatti previsto che vedano l’immagine che la macchina produce. Essa deve essere visionata da un altro addetto in una postazione remota. I tratti facciali della persona e le parti intime vengono inoltre offuscati. L’immagine ottenuta è tipo quella di una foto in negativo. I body scanner non possono conservare, stampare, trasmettere o salvare l’immagine. Agli addetti inoltre non è permesso di portare cellulari o macchine fotografiche. Ogni immagine è automaticamente cancellata dal sistema una volta che è stata visionata.

LA TUTELA DEI BENI

Il piantonamento armato si associa a visite ispettive, che prevedono un intervento dinamico del personale presso un determinato obiettivo da controllare. Durante l’ispezione, il personale effettua di norma un controllo generale e, soprattutto, controlla gli ingressi dei locali, nonché porte, infissi esterni e finestre degli stessi. Azioni proattive si svolgono periodicamente attraverso bonifiche ambientali, che si attuano mediante le seguenti procedure: • esame elettronico e fisico degli impianti telefonici presenti all’interno dei locali; • esame dello spettro radio dalle VLF alle SHF; • esame elettronico dei locali, degli arredi, delle pareti mediante rilevatore di giunzioni non lineari; • esame dello spettro elettromagnetico laser ed infrarosso all’interno ed all’esterno; • esame dei cablaggi elettrici ed elettronici presenti nei locali allo scopo di identificare possibili mezzi d’intercettazione; • esame acustico degli ambienti e verifica di eventuali propagazioni improprie del suono; • accertamento della presenza di software o dispositivi d’intercettazione telematica sui computer presenti nei locali ispezionati, controllo della loro protezione di possibili attacchi esterni (hacker), verifica della protezione da virus e da accessi non autorizzati.

LA RIDUZIONE DELLA MINACCIA

• Accoglienza visitatori - Viene svolta in maniera preliminare con verifica documentale e l’accesso tramite badge in percorsi prestabiliti da tornelli. • Controllo posta e plichi - Si espleta grazie ad uno strumento che scorge la presenza di metallo sospetto nella posta (buste, plichi postali e pacchetti piatti). Lo scopo è rivelare il conduttore di lettere bomba e di dispositivi incendiari. Si rilevano grandi e piccoli oggetti di metallo ferroso, non ferroso oppure in lega. • Televigilanza - Il servizio di controllo a distanza di un bene mobile od immobile con l’ausilio di apparecchiature che trasferiscono le immagini, allo scopo di promuovere l’intervento della guardia armata. • Videosorveglianza - In materia di videosorveglianza si evidenziano le nuove telecamere che integrano i vantaggi della video analisi adattiva direttamente nel dispositivo. Alimentate dalla tecnologia di video analisi ad autoapprendimento, queste telecamere intelligenti si adattano ai cambiamenti delle condizioni della scena e continuano a farlo senza che sia necessaria una taratura manuale, offrendo un nuovo livello di prestazioni e facilità di installazione. Queste nuove telecamere supportano inoltre la tecnologia d’avanguardia Teach ByExample, che permette all’analisi non solo di apprendere continuamente osservando la scena, ma anche attivamente dagli operatori che usano il sistema.

ARCHIVI STORICI

Un particolare cenno di menzione va posto nella sezione della difesa dei beni archivistici, in quanto la maggior parte degli edifici adibiti ad uso governativo custodisce grandi patrimoni documentali. Resta inteso che va di pari passo un’accurata prassi di gestione che riservi l’accesso ai depositi e il contatto con il materiale archivistico al solo personale incaricato. I locali d’archivio devono garantire la massima sicurezza dei documenti contro i furti, gli atti vandalici o le intrusioni indebite; sarà pertanto necessario che siano presenti le seguenti dotazioni di sicurezza: • porte e serramenti in buone condizioni, con serrature ed elettro serrature in grado di resistere tentativi di effrazione o sfondamento; • sistemi di blindatura specifica quali vetri antisfondamento o inferriate alle finestre; • sistemi di allarme antifurto (perimetrali o volumetrici), costantemente in funzione e collegati a centrali di controllo presidiate; sistemi antitaccheggio; • telecamere per il controllo e la registrazione video degli accessi.

E’ facile comprendere che un incendio in un archivio rappresenta un pericolo reale e, qualora si concretizzasse, molto grave. A questo specifico comparto della protezione dei beni va associato lo studio accurato di sistema antincendio. L’elevato potenziale termico (carico d’incendio) del materiale archivistico (soprattutto carta e cartone) costituisce un grave rischio sia per le persone sia per le strutture edilizie coinvolte; la valutazione di tali rischi è compito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, al quale spetta anche prescrivere l’adozione delle relative contromisure di protezione attiva e passiva. Per le strutture da adibire a deposito archivistico sarà dunque necessario ottenere (o aggiornare) il certificato di prevenzione incendi (CPI) da parte del competente comando dei Vigili del Fuoco.

E’ inoltre necessario che i depositi d’archivio siano dotati dei seguenti sistemi di protezione: • dispositivi di separazione e compartimentazione fisica (pareti, porte, infissi), in grado di evitare la propagazione dell’incendio per un periodo di tempo sufficiente all’estinzione (comunque non inferiore a REI 120); • dispositivi di rilevazione incendi (fumo e calore), collegati a centrali di controllo presidiate; • dispositivi di estinzione manuale (estintori a parete o carrellati), in quantità commisurata al carico d’incendio esistente. Benché di minor efficacia, sono da preferire gli estintori a polvere, poiché gli estinguenti a schiuma o CO2 possono provocare gravi danni al materiale cartaceo. 



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