martedì, 20 novembre 2018

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Videosorveglianza urbana: mercato maturo (e per noi?)

27/10/2017

della Redazione

Il mercato della videosorveglianza urbana è ormai maturo. È quanto emerge dalla nuova indagine di Frost & Sullivan che analizza il prossimo quinquennio. Secondo la ricerca “Global City Surveillance Market”, fino al 2022 assisteremo ad un progressivo aumento degli investimenti in questo mercato verticale. Una maggiore propensione a dotare le città di infrastrutture adeguate e le iniziative per renderle smart, combinate con l’accresciuta esigenza di una sorveglianza efficiente e real-time, affidata a soluzioni di analitica intelligente: saranno questi i driver dello sviluppo. Che non sarà però ahinoi così verticale nel Belpaese...

Partiamo dalle belle notizie, ossia dai fattori trainanti di questa ipotizzata crescita del mercato della videosorveglianza urbana. Per Anthony Leather, Principal Consultant di Frost & Sullivan, questa crescita - globale - si potrà attribuire da un lato ad un aumento dell’urbanizzazione, ed alla connessa – benché non conseguente - crescita del tasso di criminalità, e dall’altro ad una contestuale diminuzione del costo delle telecamere IP per unità. La possibilità di monitorare aree critiche in tempo reale all’interno di un agglomerato urbano rappresenta del resto un elemento di particolare traino per l’industria della videosorveglianza, soprattutto in un’Europa sottoposta a sempre più frequenti e variegate minacce (anche) di natura terroristica. In particolare saranno trainanti i sistemi di videosorveglianza smart, capaci cioè di monitorare, catturare e archiviare eventi in tempo reale, e al contempo in grado di identificare comportamenti anomali, e quindi di reagirvi lanciando l’allarme in base ad una serie di parametri predeterminati. E’ indubbio, dichiara Leather, che questa TVCC smart, lato Amministrazione, significa poter andare ben oltre la videosorveglianza intesa come mero deterrente o come semplice costruzione di elementi probatori. Significa portarsi su un piano di sicurezza informata e quindi proattiva.

CHI VINCE E CHI PERDE

In questo scenario, quali aziende dunque avranno successo? In un mercato altamente frammentato e concorrenziale, avranno successo le società in grado di valorizzare il brand e rafforzare il proprio posizionamento, aggiungendo tecnologie innovative al proprio portfolio. I principali player sul mercato continueranno dunque a dominare il mercato in base al loro grado di penetrazione e riconoscimento del brand, come pure all’affidabilità tecnologica dimostrata sul campo, alle superiori capacità tecniche, all’interoperabilità e alla semplicità d’uso della loro produzione, ma anche – specifica Leather – grazie alla possibilità di praticare prezzi più bassi. Frost & Sullivan prevede la curva di crescita più significativa per le aziende che si occupano di analisi video: “nelle applicazioni di sicurezza urbana, la VCA sarà il segmento tecnologico di maggiore interesse, specialmente nelle amministrazioni che già hanno sviluppato una vasta rete di videomonitoraggio”.

TECNOLOGIE DI SUCCESSO

Tra le altre tecnologie chiave, che nei prossimi cinque anni Frost & Sullivan ipotizza avranno maggiore successo per le applicazioni per la sicurezza urbana, si annoverano i sistemi storage ibridi con capacità simultanee sia cloud che on-premise, la tecnologia biometrica di riconoscimento facciale, i sistemi di gestione video Mobile e cloud, i sistemi automatizzati di riconoscimento targhe, le telecamere termiche IP con capacità infrarossi superiori ed ogni forma di analitica: da quella per il riconoscimento comportamentale all’interno di una folla, a quella con finalità di Privacy Masking. Oltre alle già menzionate tecnologie intelligenti per la videosorveglianza. “Le telecamere domineranno il capitolo di spesa, principalmente grazie alla maggiore digitalizzazione e a performance sempre più brillanti e in grado di rispondere alle sfide dell’ambiente, a fronte di una contestuale diminuzione dei prezzi” – commenta Rakesh Vishwanath, Research Analyst area Security di Frost & Sullivan. “Questo determinerà anche un incremento della spesa per lo storage, poiché una maggiore sorveglianza è direttamente correlata alla migliore gestione dei dati.” Tutto bene, dunque? Non completamente: ci sono infatti anche degli elementi frenanti.

ELEMENTI FRENANTI

La Privacy, in particolare - e il timore di relative violazioni - inquieta soprattutto i cittadini dell’Europa occidentale (in particolare Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia – dove operano normative molto rigide a tutela della riservatezza). Le maggiori preoccupazioni, in questo senso, sono legate proprio alla videosorveglianza in tempo reale e alle evoluzioni tecnologiche ad essa connesse. C’è poi un aspetto più prosaico, se vogliamo, ma non meno importante: “la parola chiave è budget: spesso non viene allocato un sufficiente supporto finanziario” - dice Leather. Un altro elemento frenante, di natura questa volta tecnologica, è poi l’esistenza di un gran numero di impianti preesistenti (e pienamente funzionanti!) di tipo analogico anche in aree technology-oriented come la Gran Bretagna. Questo fattore, molto sentito soprattutto in un’Italia dall’antica tradizione TVCC, rallenta e rende più costosa e complicata la transizione verso i sistemi digitali. Infine, la limitata disponibilità di banda e copertura impone una gestione dei dati di videosorveglianza più efficiente. In Italia, nonostante gli investimenti e i roboanti piani dell’Agenda Digitale, la forbice del digital divide tra Nord-Sud resta notevole (e non sempre favorevole per il ricco Nord!). A fine 2016 l’Italia si collocava al 54esimo posto nella classifica mondiale per velocità di connessione, con una media di navigazione degli 8,2 Mbps (la Corea del Sud viaggia a 29 Mbps, per fare un banale paragone).

QUINDI L’ITALIA COME ANDRÀ?

La somma di tutte queste considerazioni, che vede l’Italia al centro di pressoché tutti gli elementi frenanti individuati da Frost & Sullivan (dalle rigide normative privacy ai budget pubblici ridotti, dal digital divide fino al vastissimo parco analogico funzionante sul territorio), è che lo scenario previsto per il mercato italiano non pare totalmente roseo, almeno non nel breve periodo e non su un piano massivo: “non si ravvisa un’immediata migrazione su larga scala: saranno le infrastrutture di livello avanzato a vivere un rapido upgrade verso le tecnologie più evolute. La normativa sulla privacy rappresenterà poi un serio freno allo sviluppo del mercato” - conclude Leather.



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