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Gestire meglio chiavi e varchi: il mercato chiede, la tecnologia risponde

20/09/2017

della Redazione

I sistemi di chiusura che tutti conosciamo si sono basati da sempre su di un media fisico come la chiave. Una classica chiave meccanica, una serratura meccanica e – quando va bene e in contesti diversi - una qualche sorta di masterizzazione della stessa volta a creare un’idea di maggiore sicurezza. Se si pensa alla logica di un sistema meccanico di questo genere, tuttavia, non si possono non individuare lacune e vicoli ciechi. Qualunque struttura – dalla singola porta di un appartamento, alle centinaia di porte di un edificio ospedaliero o universitario - che si basi ancora su di una sicurezza meramente meccanica deve infatti affrontare sfide che, nella maggior parte, dei casi possono dirsi improbe.

Il mercato chiede più supervisione e capacità d’intervento, ma anche più sicurezza, comfort ed economicità. In che modo il digitale può rispondere a questa richiesta in un esempio concreto?

Risponde Alberto Biasin, National Sales Manager Italy SimonsVoss Technologies

Pensiamo a cosa possa comportare la perdita di una chiave in un impianto meccanico rispetto alla perdita di una chiave in un impianto digitale. Pensiamo a cosa possa significare in termini di costi, in termini di intervento e di gestione pratica se questa perdita riguarda una chiave che apre più porte. Magari decine di porte. Pensiamo alle copie fisiche delle chiavi che girano incontrollate da anni in impianti anche di medie dimensioni, per non parlare di impianti più grandi. Pensiamo alle persone che hanno accesso a determinate zone e soprattutto pensiamo alle persone che invece non dovrebbero avere accesso a determinate zone. Sono problemi che un manager della sicurezza o della manutenzione non vorrebbe mai dover affrontare, ma che invece si vede costretto ad affrontare quotidianamente, e con una limitata capacità di risposta qualora si trovi a dover gestire il tutto con i risicati margini di flessibilità che il meccanico offre oggi rispetto al digitale. La risposta viene quasi da sé...

Da sempre la gestione di un sistema che coinvolga allo stesso tempo persone, luoghi e varchi richiede – per funzionare efficientemente ed efficacemente – che vi sia una sinergia tra la semplicità e la flessibilità del sistema stesso. Nel corso degli anni ciò che è andato mutando (e che sta mutando tutt’ora ad un livello ancora più alto) è l’esigenza di controllo, di supervisione e di governo: una soluzione che permetta di avere diversi gradi di dettaglio ma che allo stesso tempo sia di facile utilizzo e di facile comprensione. Il digitale sta dando risposta a questa serie di necessità.

IL DIGITALE

Il digitale è in grado anche di dare risposte ad ulteriori necessità, magari non ancora completamente emerse, ma latenti da sempre nell’ambito della sicurezza e della gestione. In pratica tutto parla a favore del digitale in sistemi di questo tipo. La tecnologia è ormai ampiamente assodata: pensiamo da quanti anni oramai stiamo usando chiavi elettroniche per le auto e non più chiavi meccaniche. Sembrava un passaggio epocale (e per certi versi lo è stato), un passaggio che avrebbe comportato chissà quali disagi e chissà quali sconvolgimenti nell’uso quotidiano: ci siamo abituati benissimo e senza tanti traumi. Pensiamo all’apertura e alla chiusura di porte o varchi in genere tramite pulsante: anche qui abbiamo imparato ad usare una nuova tecnologia, l’abbiamo fatta nostra al punto da ricavarne enormi vantaggi. La stessa cosa si può dire per qualsiasi altro tipo di porta o di varco. La variante digitale dei sistemi di chiusura rappresenta quindi il presente ed il futuro (non più tanto ignoto) della gestione ottimale di qualsiasi tipo d’impianto. Innanzitutto per il fatto che il mercato ormai - sia esso pubblico piuttosto che privato, sia esso rappresentato da piccole realtà piuttosto che da medie o enormi strutture - richiede un maggior grado di supervisione e di capacità d’intervento. In secondo luogo poi perché device come la chiave o il cilindro digitale svolgono funzioni che vanno oltre quelle tradizionali del meccanico, permettendo allo stesso tempo di ottenere maggiore sicurezza, maggiore comfort e, non da ultimo, un’economicità che (considerato l’utilizzo giornaliero) si fa apprezzare sin dal breve periodo.

MIGLIORE GESTIONE

Le esigenze dei clienti e l’andamento del mercato ci sta dando dei segnali che puntano pesantemente verso una direzione ben precisa. Il manager di un’azienda come quello di un ospedale, il responsabile di un ufficio o di una piccola struttura, il direttore di una banca o il proprietario di un bed & breakfast stanno chiedendo tutti la stessa identica cosa: una diversa gestione delle chiavi e dei varchi. Una diversa proposta nei confronti di chi le chiavi deve usarle. Una flessibilità che sia altra rispetto alla flessibilità che hanno avuto finora con i sistemi meccanici tradizionali. Una semplicità d’uso che permetta al manager di non aver mai la sensazione d’aver perso il controllo. Ecco che il digitale sta venendo in soccorso a tutte queste figure e sta cercando di dare la miglior risposta possibile a tutta una serie di domande rimaste inevase negli anni, perché fisiologicamente impossibili da evadere. Se una chiave viene persa o mi viene rubata voglio essere in grado di far fronte al problema in maniera rapida e quanto più economica possibile. Se una persona, sia essa un cliente piuttosto che un collaboratore occasionale, ha necessità di aprire determinate porte o entrare in determinati settori per un limitato periodo di tempo, voglio avere la tranquillità di consentire queste aperture, in quel periodo di tempo, senza i patemi d’animo dettati dall’impossibilità di avere sempre sotto controllo le mie chiavi. Per questi e per molti altri motivi (pensiamo alla possibilità di avere impianti completamente on-line e quindi controllabili e gestibili da remoto) si sta facendo avanti sempre più prepotentemente nel mercato dei sistemi di chiusura il mondo dei cilindri, delle maniglie e delle chiavi digitali. Questo avanzamento va di pari passo con le esigenze di un mercato sempre più orientato alla tecnologia e addirittura a volte – come sta accadendo proprio in questi anni in Italia – è precursore esso stesso di determinate necessità che comunque ci sono, sono ben presenti. Vanno solo comprese e fatte emergere.



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