giovedì, 16 agosto 2018

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Il dato del frigo è mio? Regolamentare IoT e M2M

15/09/2017

di Fabrizio Cugia di Sant’Orsola - Studio Cugia Cuomo e Associati www.cugiacuomo.it

L’Agcom stima che entro il 2020 in Europa vi sarà un totale di 7 miliardi di connessioni Internet of Things (IoT) con annessi dispositivi M2M (Machine to Machine), pari all’attuale numero della popolazione mondiale. I servizi con trasferimento automatico di informazioni a limitata o nulla interazione umana ben presto eccederanno quindi le persone, e l’infosfera generata a getto continuo da questa nuova messe di dati alimentati dalla bulimia conversativa tra il frigo e il conto in banca o tra la scatola nera dell’auto e il guard-rail genererà dimensionamenti oggi inimmaginabili di big data. Quali che potranno mai essere gli scenari futuri, e soprattutto i potenziali interessi economici di tali chat tra macchine, certo è che la regolamentazione di settore dovrà farsi trovare pronta all’appuntamento tracciando le leggi del prossimo futuro.

Il Comitato permanente Agcom per lo sviluppo dei servizi di comunicazione M2M, istituito nel luglio 2015, ha per finalità l’approfondimento delle diverse opzioni regolamentari sul campo. Il contesto tecnologico è caratterizzato da limitate risorse (lo spettro numerico e frequenziale, innanzitutto) ma, oltre a ciò, occorre prima smarcare il tema del genus merceologico e concorrenziale, ossia quello dell’esistenza o meno di una “grande famiglia” regolamentare identificabile tra diverse tecnologie M2M praticabili. Gli ambiti interessati dalle comunicazioni M2M variano notevolmente (dall’auto e trasporti, manifattura e industria, media & entertainment, energia-smart grid, per finire alla sanità e benessere, ma poi chissà…), e anche le tecnologie e frequenze trasmissive sono estremamente varie, tanto da non poter neanche essere comparabili di fatto nella regolamentazione oggi adottata. Gli ambiti di prime cure saranno quindi l’uso di protocolli trasmissivi, gli standard di servizio e la gestione in sicurezza delle informazioni.

IL 5G NELL’IOT E M2M

Mentre andiamo in stampa non sono ancora noti gli esiti dell’indagine conoscitiva avviata dall’Agcom il 28 febbraio scorso sui nuovi di casi d’uso delle frequenze 5G nei servizi IoT e M2M. E’ tuttavia già emerso che le prospettive di sviluppo dei sistemi wireless e mobili di quinta generazione (5G) passano per l’utilizzo intelligente e regolamentato delle limitate risorse disponibili sopra i 6 Ghz, con relativo obbligo di coordinamento rispetto al roll-out dei servizi mobili e personali in 5G e connessa interoperabilità dei segnali. Stante lo sviluppo esponenziale delle applicazioni, da parte sua il CEPT sta già scandagliando le bande radiomobili disponibili in altre frequenze (700 MHz, 800 MHz, 900 MHz, 1800 MHz, 2300 MHz, 2600 MHz e 3400-3800 MHz) per applicazioni di tipo M2M. E’ interessante notare come già oggi il Ministero dello Sviluppo contempli la possibilità, per i titolari di frequenze per reti mobili commerciali in 2G (banda 900 e 1800 MHz in scadenza al 30 giugno 2018), di richiedere la revisione e proroga dell’uso, in vista dell’impiego del GSM per alcune applicazioni di tipo M2M.

DI CHI È IL DATO?

Tecnologie WiFi e Bluetooth risultano fungibili per l’uso di applicazioni IoT di tipo consumer (fitness, domotica, ecc.), non avendo stringenti requisiti di latenza ed operando a breve distanza (similmente ai servizi in ZigBee e Z-Wave). La digitalizzazione dell’industria europea e lo sviluppo del paniere M2M passa però per l’armonizzazione dell’uso dello spettro e l’identificazione degli obblighi regolamentari e di servizio, primi tra tutti la net neutrality e gli obblighi in materia di corretta tenuta e gestione dei dati, vero monstrum regolamentare (il dato immesso autonomamente nell’infosfera dal frigo è mio, di mia moglie o di mia figlia?) I servizi IoT e M2M interagiranno in automatico generando una messe di dati sui consumi ed abitudini degli utenti, incomparabilmente più accurati e rispondenti alle propensioni di spesa. Lì si aprirà la partita sulla titolarità (e relativa cedibilità) dei dati. Sarà la corsa all’oro, particolarmente se la cessione avverrà in blocco con relative aggregazioni e profilazioni. Nell’economia real time del futuro, l’uomo varrà la somma dei dispositivi M2M ad egli associabili.



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