lunedì, 22 ottobre 2018

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Non più BMS: ora si parla di BEMS

08/09/2017

di Elvy Pianca

Lo “smart” building: un mercato, stando a fonti nazionali e internazionali, con numeri positivi. La rivoluzione più grande è rappresentata dall’IoT, che ha dato l’intelligenza anche alle macchine, per dialogare tra loro e con i sistemi di supervisione e controllo. Così, ormai, non si parla più di BMS, Building Management System, ma di BEMS: la “E” sta per Energy, perché i moderni edifici, ma anche il retrofit degli esistenti, riescono a garantire sicurezza, comfort e quel risparmio energetico che è tassativo. Il tutto combinando e intrecciando, tramite soluzioni analitiche che, tramite il cloud, riescono a gestire anche i “big data”, le informazioni che provengono, in tempo reale, dai diversi sottosistemi.

Anche nel mercato verticale del building, e non poteva essere diversamente, la parola d’ordine è “smart”. E questo da parecchi anni. La vera novità, se così si può dire, in un settore in continua evoluzione, oggi, è rappresentata dall’IoT, magico acronimo che identifica, appunto, l’Internet delle cose, una realtà in cui si passa proprio all’attualizzazione del mondo virtuale. Anche le macchine, infatti, fino a non molto tempo fa oggetti “passivi” per definizione, hanno ormai un’anima, o, per meglio dire, un’intelligenza, che consente di dialogare tra di loro e con i sistemi di supervisione e controllo. Tramite una tecnologia unica, che è quella digitale, della rete, si riescono così a realizzare davvero, nel modo più semplice possibile, quella convergenza e quella integrazione che da diversi anni persegue chiunque si occupi di automazioni di edifici. Lo standard, ormai, è quindi l’IP, anche se la completa standardizzazione dei protocolli deve ancora avvenire. Oggi, tutto, in un edificio, dagli impianti di comunicazione a quelli elettrici, dalla sicurezza al risparmio energetico per arrivare a comfort ed entertainment, è interattivo e, per così dire, “parlante”, grazie alle “relazioni” che si instaurano “machine to machine”. Lo stesso concetto di progettazione, tramite i sistemi BIM (Building Information Modeling), ma il discorso vale parimenti per il retrofit, che, soprattutto in Europa, rappresenta forse la fetta più consistente del mercato del building, ha cambiato radicalmente la propria filosofia e il proprio approccio: come a scuola ormai si parla di “multidisciplinarità”, l’”insieme” edificio oggi viene visto come un essere “intelligente” che integra al suo interno le diverse materie, che trovano il loro trait-d’-union proprio grazie alla più diffusa dorsale di comunicazione, Internet.

UN PASSO INDIETRO

Piccola storia dell’automazione degli edifici: in passato, tutti i dispositivi erano controllati e gestiti in locale e lavoravano, quindi, in modalità stand alone. Se c’era una forma di networking, era rigorosamente proprietaria, legata, cioè, alle specifiche del produttore: si creavano così delle piccole isole, sia pure “intelligenti”, come, ad esempio, il sistema di illuminazione, l’HVAC, il controllo accessi, la sicurezza e via dicendo, ma tutti separati e, quindi, i vari dati non venivano utilizzati per incrociare le informazioni. Inoltre, i diversi sottosistemi venivano gestiti o on site oppure anche da remoto, ma non a livello di cloud. Mentre, ora, proprio il cloud computing e la maggiore disponibilità di reti e dispositivi “stabili” facilitano la strada a tutti i vari “attori” del segmento del building per collaborare strettamente e coordinare i loro progetti. Con l’avvento dell’IoT, è tutto radicalmente cambiato e i dati che provengono dall’edificio, compresi quelli della videosorveglianza, vengono completamente integrati. In questa maniera, si migliora la funzionalità, l’efficienza, il comfort e si ottiene anche quel risparmio energetico che ormai è una voce tassativa in ogni capitolato di automazione di edificio.

BIM

Abbiamo già accennato ai BIM, che, oggi, sono indispensabili per realizzare la vera e propria dorsale di un edificio intelligente. La progettazione, così, prevede la creazione dei cosiddetti “gemelli digitali”, in altre parole, la costruzione o il retrofit non solo dell’edificio reale, ma anche l’ideazione del suo modello virtuale, in modo da poter risolvere i problemi ancora prima che si verifichino e creare, aspetto fondamentale per la famosa “intelligenza”, soluzioni “multisistema” e, soprattutto, coordinate. Infatti i sensori, gli attuatori, le stesse videocamere e tutti gli altri dispositivi forniscono una quantità di informazioni preziose, la maggior parte delle quali rimane inutilizzata. La valutazione “intelligente” di questi “big data” combina questi importi, appunto, grandi, ma non strutturati, in indicatori di prestazioni trasparenti, in tempo reale. Prima, infatti, i sensori sono stati semplicemente utilizzati per misurare temperature, umidità e altri parametri ambientali. Ora, grazie all’ IoT, i dati, insieme ai video, vengono ulteriormente esaminati da soluzioni analitiche, portando ad una maggiore intelligenza e ottimizzazione delle attività. Per fare solo un esempio, gli algoritmi intelligenti valutano le tendenze e riconoscono i modelli nei comportamenti o consumi degli utenti, consentendo così decisioni informate, strategie predittive e un’ottimizzazione continua. E’ quello che viene definito il “sistema nervoso” di un edificio, senza il quale, senza essere esperti di medicina, è intuitivo che non ci possa essere nessuna forma di “intelligenza”.

LA LETTERA “E” DI BEMS

Ne abbiamo già accennato, ma forse vale la pena ribadire il concetto. Uno “smart building” non solo garantisce un ambiente, di vita o di lavoro, sicuro e confortevole, ma consente anche di prevedere quegli interventi di manutenzione che si rendono necessari per il corretto funzionamento di tutti i sottosistemi, in tempo veramente reale. Inoltre, il monitoraggio automatico e il controllo di illuminazione, HVAC e quant’altro migliorano l’efficienza energetica. Oggi, si parla, e soprattutto si realizzano, gli edifici a “energia zero”, nei quali il fotovoltaico, l’eolico e le centrali CHP si combinano per ridurre al minimo i consumi “tradizionali”. I dati di mercato diffusi da ANIE relativi al 2016 per ciò che riguarda il comparto Sicurezza e Automazione evidenziano che proprio il building gioca un ruolo di primo piano, con una crescita del fatturato del 5,1%, mentre nell’area dell’elettrotecnica il comparto dei Componenti e Sistemi per impianti aumenta del 7,5%, grazie alle soluzioni più innovative del building. E queste soluzioni hanno, ormai, un diverso acronimo. Non si parla più, infatti, di BMS, Building Management System, ma di BEMS, Building Energy Management System, una gestione talmente intelligente che, appunto, consente il risparmio energetico. Secondo un recente rapporto della Pike Research, negli Stati Uniti, nel periodo 2010-2016, sarebbero stati investiti oltre 10 miliardi di dollari nel settore BEMS, con un tasso di crescita annuale del 17,4%. Nei dettagli, si tratta di piattaforme cloud che permettono di ottenere un’automazione in tempo reale e il controllo da remoto di tutti gli apparati, in particolare quelli di HVAC e di illuminazione. E non solo: queste piattaforme si integrano con la videosorveglianza e la gestione degli allarmi e riescono a gestire tutti gli scheduling di reportistica, di analisi e di manutenzione predittiva. Basterà questa magica “E” per avere davvero edifici più sicuri, confortevoli e, appunto, economici?



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