mercoledì, 21 novembre 2018

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Storage, networking, chipset, camere: cosa è bene sapere

20/06/2017

dalla Redazione

Negli ultimi vent’anni le reti e la loro complessità sono cambiate radicalmente, portando innovazioni soprattutto nel mondo della videosorveglianza. La prima tecnologia ad essersi evoluta è quella degli apparati di rete, ma ne hanno beneficiato notevolmente anche telecamere e apparati di videoregistrazione, grazie all’aumento della qualità e della fruibilità delle immagini registrate e all’impiego di hard disk ad altissima capacità: ecco quindi che videoregistratori e telecamere IP hanno cominciato a conoscere una concreta applicazione e si sono potuti mettere in risalto i loro molteplici punti di forza.

Quando si parla di videosorveglianza IP, sono quattro le macro aree sulle quali ci si deve soffermare: Storage ovvero archiviazione; Networking ovvero comunicazione; Chipset DSP (digital signal processor) ovvero analisi e compressione delle immagini; Camera cioè la vera e propria telecamera, per catturare e acquisire immagini.

TELECAMERE

Le telecamere solitamente si distinguono in due tipologie: quelle che integrano sensore di immagine CCD (Charge- Coupled Device) e quelle che invece integrano sensore di immagine CMOS (Complementary Metal-Oxide-Semiconductor). Infatti è il sensore di immagine che fa la differenza ed è una delle componenti più importanti da tenere in conto. I sensori CMOS e CCD si misurano entrambi in pollici e la misura standard oggi utilizzata maggiormente è 1/3” con risoluzione 2MP. Ma bisogna abituarsi a pensare che la dimensione del sensore conta più del numero di megapixel supportati perché i megapixel non servono a nulla se il sensore è piccolo. Quasi nessuno ha realmente idea di quali siano le dimensioni effettive di un sensore, ma si è ormai fortunatamente compreso che non sempre un sensore con tanti megapixel significa qualità più elevata. Il sensore infatti è composto da milioni di pixel ed ogni pixel è composto da una microlente e da un elemento elettrico che trasforma la luce in segnale digitale: più grande è il pixel, più grande è la luce che cattura, con una resa quindi più accurata e con un rumore minore. Il primo punto di forza della più evoluta videosorveglianza IP sta nella qualità dei pixel: aumentare progressivamente la quantità dei pixel, ovvero la risoluzione di sensori e telecamere, non è infatti l’aspetto più importante. E’ la qualità delle immagini registrate ad assumere una rilevanza sempre maggiore.

SENSORI CMOS

I sensori CMOS in particolare si suddividono in due tipologie: FSI (front side illumination) ovvero con illuminazione frontale, e BSI (back side illumination) - ovvero con illuminazione posteriore. A parità di condizioni di utilizzo, il sensore BSI risulta disporre del 50% di sensibilità in più: ciò è dovuto alla miglior tecnologia che riesce a catturare tutti i raggi luminosi circostanti. Studi dimostrano che, a parità di condizioni di bassa luminosità, il sensore BSI da ½.8” (messo a confronto con sensore 1/1.8”) risulta molto più luminoso, nonostante sia di dimensioni inferiori - cosa che porterebbe a rilevare, in qualsiasi altra situazione, una maggiore oscurità, proprio perché le ridotte dimensioni catturano meno raggi di luce. La maggior luminosità è quindi il secondo punto di forza della tecnologia IP sempre più evoluta.

TECNOLOGIA DSP

Ultimo punto di forza che si vuole mettere in evidenza risiede nella fase di trasmissione in rete e dunque nella tecnologia DSP. Una volta catturata un’ottima immagine grazie alla qualità dei pixel e alla luminosità della tecnologia BSI, la nuova compressione video H265 sfoggia i suoi molteplici benefici:

1. Risparmio di spazio di archiviazione (riduzione dal 50 al 75% rispetto alla compressione video H264);

2. Risparmio di impiego di banda del networking della comunicazione;

3. migliore qualità delle immagini grazie alla sensibile riduzione (anzi, quasi eliminazione) dell’effetto mosaico. L’effetto mosaico, unitamente alla limitazione di banda, viene ulteriormente ridotto con accorgimenti software (e.g.Huawei SEC unique technology). In una situazione con circa un 20% di perdita di pacchetti, questa tecnologia annulla del tutto l’effetto mosaico.

Sinora abbiamo parlato poco di compressione. All’orizzonte si sta stagliando in materia un nuovo standard tecnologico: il codec H265. In che modo cambierà il mercato?

Risponde Fulvio Cartasegna, Presidente di Deatronic

Con il continuo aumentare della risoluzione video (ormai siamo prossimi all’avvento nel quotidiano del 4K) aumentano anche le necessità strutturali per supportare la sicurezza: spazio di archiviazione e soprattutto connettività adeguate. Qui entra in gioco il nuovo standard di compressione video H.265 che consente un importante risparmio di banda. Sfruttando inoltre il protocollo HEVC (high efficiency video coding), permette che le immagini siano gestite semplicemente e soprattutto oltre la risoluzione 4K. Nonostante la riduzione della quantità di banda sulle reti, gli apparati di videosorveglianza beneficiano dell’H265 poiché archiviano dati in modo più semplice e più affidabile. Potendo trasferire infatti pacchetti di dati più leggeri, si possono trasferire immagini qualitativamente superiori e diminuisce altresì la possibilità di perdere dati e quindi informazioni importanti. In conclusione, accresciamo di un nuovo step la nostra sicurezza. 



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