domenica, 16 dicembre 2018

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Bonus sicurezza: al via il canale telematico per la dichiarazione precompilata

22/05/2017

dalla Redazione

Dal 18 aprile è aperto il canale telematico di accesso ai dati della dichiarazione precompilata 2017: resterà attivo fino al 24 luglio (ultimo giorno per presentare il modello tramite web app. In autunno saranno comunque possibili correzioni e integrazioni attraverso Caf e intermediari abilitati). Tra le tante novità, debuttano nel 730 precompilato le spese sostenute nel 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme o connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza privata. Per queste spese, volte a prevenire atti criminosi, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 100%.

Ma come si accede alla dichiarazione precompilata? Occorre possedere le credenziali Fisconline o Entratel, oppure quelle rilasciate dall’Inps con il Pin dispositivo o dal Portale della pubblica amministrazione (NoiPa), o con il Sistema pubblico dell’identità digitale (Spid) o con la Carta nazionale dei servizi (Cns). E attenzione: la nuova dichiarazione presenta numerose novità sia nella formulazione precompilata che nella versione ordinaria e lascia spazio per nuove deduzioni e detrazioni d’imposta e anche per l’integrazione delle dichiarazioni degli anni passati.

LIMITI E MODALITÀ

Ricordiamo che dal 20 febbraio al 30 marzo scorsi era possibile inviare le domande relative al bonus fiscale per l’acquisto di sistemi di videosorveglianza, allarme e relativi contratti con istituti di Vigilanza Privata. I criteri e le procedure per fruire del credito d’imposta, introdotto dalla legge di Stabilità 2016 e relativo alle spese per la sicurezza affrontate dai privati nell’anno passato, erano reperibili nel decreto del ministero dell’Economia del 6 dicembre 2016: bastava collegarsi al sito delle Entrate ed inviare la richiesta (anche tramite intermediario) usando il software “Creditovideosorveglianza”.

ENTITÀ DEL BONUS

Nella domanda andavano indicati: codice fiscale del beneficiario e del fornitore del bene o servizio, numero, data e importo delle fatture (Iva inclusa), precisando se erano relative a un immobile “promiscuo”, cioè ad uso abitativo/ professionale. In quest’ultimo caso, si rammenta che il credito spettava solo nella misura del 50%. L’Agenzia delle Entrate ha specificato che si poteva presentare una sola richiesta, comprensiva dei dati di tutte le spese sostenute nel 2016: in caso di presentazione di più domande, sarebbe stata ritenuta valida soltanto l’ultima (quindi era più conveniente presentare per ultima la richiesta relativa alle spese più onerose). Il credito d’imposta, indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al 2016, è utilizzabile in compensazione, a mezzo modello F24, tramite i servizi telematici delle Entrate. Le persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante anche in diminuzione dalle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi. 



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