sabato, 18 agosto 2018

Articoli

Crescita con redditività: identikit di un comparto maturo

31/03/2017

La Redazione - Seconda Parte

Siamo giunti al quinto appuntamento con Italian Security Leaders, Top 25, l’attesa indagine finanziaria sviluppata annualmente dalla rivista a&s Italy assieme all’analista KF Economics (Gruppo K Finance). E’ quindi tempo di fare bilanci anche sul piano quinquennale, confrontando l’andamento del comparto sicurezza nell’intero lasso di tempo compreso tra il 2011 e il 2015, con uno sguardo già proiettato però sul 2016 appena chiuso. Ebbene, pur analizzando un quinquennio non certo brillante per l’economia italiana nel suo complesso, dall’indagine emerge la fotografia di un comparto ormai maturo, che cresce continuativamente senza compromettere la propria redditività. Se la prima parte dell’indagine (a&s Italy n. 42/Dicembre 2016) si concentrava sugli aspetti “macro” dell’andamento di settore, questa seconda parte si addentra nei numeri del comparto.

CRESCITA E REDDITIVITÀ

Come nella scorsa edizione il settore dei produttori di sistemi di anti intrusione si conferma il leader nella marginalità con un eccellente 17,8%, sebbene sostanzialmente stabile (+3,9% di crescita media); anche i campioni della crescita si confermano i produttori di sistemi TVCC (+17,2%) che pagano invece in termini di redditività (“solo” il 5,2%). Questa osservazione conferma il fatto che sia difficile, sia per una azienda sia per un settore, avere delle prestazioni eccezionali di marginalità e, al contempo, di crescita. Infatti per spingere in modo straordinario sulla crescita si tende a sacrificare l’efficienza a favore dell’efficacia: perseguendo anche commesse con marginalità non eccellente o acquisendo altri operatori con marginalità inferiore per allargare il proprio mercato. Rispetto all’anno passato la situazione del campione dei system integrator si è stabilizzata; il balzo del 2014 rispetto al 2013, che era principalmente dovuto all’ingresso nel nostro campione di un grosso player non presente nelle precedenti edizioni, si è ricomposto. Si può osservare che system integrator e produttori mantengono costante la redditività (EBITDA/V) ma hanno rallentato la crescita. I distributori, invece, presentano una crescita ancora in doppia cifra (crescita media delle PMI e Corporate = 14,5% rispetto al 2015) con una redditività stabile (EBITDA/V media delle PMI e Corporate = 6,3%) continuando così il processo di rafforzamento di crescita con presidio di buona marginalità.

RATING

Finora abbiamo analizzato i ricavi e la redditività (EBITDA/V). In questo paragrafo ci focalizziamo sull’altra dimensione su cui si misurano le prestazioni di una azienda e di un settore: il rating. Il rating rappresenta un indicatore di quanto un soggetto (o un settore) sia resistente alle sollecitazioni negative derivanti da avverse condizioni in cui si può trovare. Di conseguenza, sebbene non tutte le aziende con basso rating arrivino necessariamente all’insolvenza, sono quelle più esposte all’insolvenza in caso di rallentamento del ciclo economico, crisi di settore e crisi interne. Il rating del settore della sicurezza si conferma ancora una volta eccellente, attestandosi mediamente intorno al KR5, un valore di un paio di scalini superiore alla media della manifattura italiana (KR3). Nella scala di KF Economics che va da KR1, massimo rischio, a KR7, il KR5 corrisponde mediamente ad un rischio di fallimento pari allo 0,2%: ovvero mediamente due aziende su 1.000 in questa fascia falliscono entro i 12 mesi seguenti alla valutazione. Il gruppo più solido quest’anno risulta quello dell’antincendio mentre nella scorsa rilevazione era quello dell’anti intrusione. Va comunque sottolineato che tutti i gruppi si collocano in zone di buona solidità.

RATING E CAPACITÀ DI CREARE VALORE

Nelle sezioni precedenti abbiamo analizzato il settore su alcune dimensioni, in particolare la marginalità e il rischio finanziario. La marginalità (EBITDA/V) è un interessante indicatore del valore generato da una azienda ma, per completarne la rappresentazione, si deve sottrarre il valore del debito finanziario. La formula che in modo semplice esprime il valore finanziario generato da una azienda è pari a Valore Finanziario = EBITDA * M – PFN dove M è un moltiplicatore specifico di ogni azienda che racchiude al suo interno aspetti “strategici” quali: dimensione, tasso di crescita, marchi, brevetti, know-how. Per una prima analisi si possono però utilizzare moltiplicatori tipici della famiglia cui il soggetto appartiene (es. M=6 per una manifattura e M=8 per un distributore). Questi moltiplicatori tipici derivano dall’osservazione di centinaia di transazioni finanziarie di aziende paragonabili. Infatti questo Valore Finanziario è il punto di partenza economico di quasi tutte le negoziazioni per l’acquisizione di una azienda. La PFN è invece l’indebitamento netto verso istituti finanziari che, come si vede nel box 2, sebbene in aumento rispetto al 2014, risulta comunque ampiamente all’interno di un range di sostenibilità. Dividendo questo Valore Finanziario per il fatturato otteniamo un indice che permette di confrontare per valore generato aziende diverse, che noi chiamiamo IVF (Indice di valore finanziario). Analizzando valore (sintetizzato da IVF) e Rating troviamo che il gruppo leader è quello dei produttori di sistemi di anti intrusione mentre il gruppo meno eccellente è quello del controllo accessi. Dall’osservazione dell’evoluzione del posizionamento valore/ rating (figura 5) si nota come il gruppo dei produttori/ distributori abbia peggiorato progressivamente il posizionamento al contrario dei distributori che si trovano in miglioramento. Produttori e system integrator sono, invece, stabili.

I PRODUTTORI

La classifica per ricavi dei produttori vede al primo posto ancora una volta Notifier Italia SRL (46Me), nel settore antincendio, che continua il suo percorso di crescita (+7%). Al secondo posto si conferma CIMA SPA (36Me) e al terzo Tecnoalarm SRL (33Me). Anche le posizioni successive sono sostanzialmente stabili, ad eccezione di Hikvision Italy SRL, settore della TVCC, che sale dalla posizione 11 alla 6 con una crescita del 90%. Dalla ripartizione della TOP25 dei produttori per settore si nota come ancora una volta non vi sia un settore dominante: il primo della classifica si occupa di antincendio, il secondo di sicurezza fisica ed il terzo di anti intrusione.

I PRODUTTORI DI CAVI

Dal momento che servono normalmente differenti comparti (dalla telefonia al settore elettrico e al broadcasting) e non trovano nella sicurezza il mercato principale di riferimento, nel nostro studio le aziende che producono cavi sono sempre state tenute separate dai produttori. Anche quest’anno Ramcro si conferma al primo posto per fatturato dei produttori di cavi.

DISTRIBUTORI

Nella classifica dei TOP25 distributori troviamo quasi solamente soggetti che erano presenti nella classifica scorsa: questo testimonia una forte stabilità dei leader del comparto distributori. Al vertice della classifica si conferma la HESA SPA (40Me) che continua la crescita, +12%. La redditività media (EBITDA/V) dei TOP25 (6%) è di poco superiore a quella media dei distributori (5,1%) e comunque, secondo l’esperienza KF Economics, in una zona di buone prestazioni per un distributore.

PRODUTTORI/DISTRIBUTORI

I produttori/distributori sono soggetti che producono alcune componenti e integrano la loro offerta svolgendo il ruolo di distributori di altri produttori. Il primo classificato è la GUNNEBO Italia SPA (18Me) che ha mostrato una crescita del 9% e passa dal terzo al primo posto. Al secondo posto si conferma la Honeywell security Italia (17Meuro), seguita dalla Videotrend SRL (14Meuro).

SYSTEM INTEGRATOR

Le prime tre classificate sono invariate da due edizioni della classifica e sono la Project Automation SPA (43Me) in crescita dell’11%, DAB Sistemi Integrati (15Me) e Sistemi Integrati SRL (15Me). Complessivamente i system integrator sono stabili (+3% di crescita dal 2014). Della TOP25, i soggetti con i fatturati maggiori (PMI e Corporate) hanno una migliore redditività (10% contro 8% della TOP25) denotando che in questo particolare segmento l’effetto scala è importante per presidiare la marginalità.

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Sul fronte strettamente geografico, il campione rimane fortemente concentrato - sia come numerosità, sia come fatturato - sul nord ovest, che assomma circa il 50% delle imprese analizzate. Il sud, sebbene poco rappresentato rispetto al nord e al centro, mantiene un buon tasso di crescita (11%) e la migliore marginalità media (11% di EBITDA/V).

La versione integrale dell’articolo riporta tabelle, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato.



pagina precedente