giovedì, 20 settembre 2018

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Telecamere negli asili, un delicato equilibrio tra diritti

17/02/2017

di Avv. Barbara Pandolfino, Master in Crimonologia e Politica Criminale Internazionale c/o ente ONU UNICRI, Spec. Scuola di Alta Qualificazione in Psicologia Interpersonale Investigativa Criminale e Forense, esperto di Privacy e Diritto delle Nuove Tecnologie; Ufficio Legale FENIVA SRL www.feniva.it - legale@feniva.it

E' di appena qualche mese fa il nostro contributo sulla ipotesi di obbligatorietà delle telecamere negli asili e nelle scuole materne. L'argomento aveva trovato ampio respiro e vasta trattazione in ben 12 disegni di legge, diversi, presentanti in Parlamento. Proposte che avevano ad oggetto non solo la sicurezza dei più piccoli, ma anche quella dei malati e dei disabili: di chi quindi non può difendersi per età o per malattia. Le varie proposte hanno finalmente trovato un approdo lo scorso Ottobre quando la Camera ha approvato il ddl.

La nuova legge ha saputo fondere e ben amalgamare le posizioni che, già a nostro parere, avevano avuto più eco nel corso della prodromica trattazione, vale a dire il Garante per l'Infanzia – da una parte – ed il Garante per la Protezione dei dati personali dall'altra.

DIRITTI DELL'INFANZIA

Dal suo punto di vista il Garante per l'Infanzia, Dott.ssa Filomena Albano, aveva infatti palesato la propria posizione di favore alla presenza di telecamere a circuito chiuso all'interno degli asili nido, con (comunque) alcune restrizioni. Trattandosi infatti di bilanciare due interessi, relativi a soggetti di minore età (interessi relativi alla riservatezza, da una parte, e dall'altra al bisogno di rafforzare il sistema di sicurezza, sia pure con efficacia deterrente) le misure da adottare dovevano – a detta del Garante - avere una funzione preventiva. Il Garante dell'infanzia osservava che: “soltanto realizzando queste misure, che sono prevalentemente di carattere preventivo, si riuscirà a realizzare il superiore interesse dei bambini che, proprio perché piccolissimi, sono particolarmente fragili e vulnerabili”. Il Garante aggiungeva inoltre: “sono utili tutte le figure di supporto agli insegnanti nelle scuole, non solo gli educatori ma anche le equipe integrate con psicologi e pediatri. E' il pediatra infatti il primo che può cogliere segnali di maltrattamento ed abuso fin dai primi stadi. Qualora le scuole fossero dotate di personale specifico in maniera preventiva si potrebbe fare moltissimo”.

DIRITTO ALLA PRIVACY

Per quanto attiene invece al Garante per la Protezione dei dati personali, Dott. Soro, la discussione si caratterizzava per la straordinaria complessità e rilevanza dei beni giuridici coinvolti. Si trattava infatti di affrontare il delicatissimo rapporto fra l'“autodeterminazione” del lavoratore (anche a garanzia della qualità e della libertà del lavoro, in contesti come quelli educativi legati anche a requisiti di spontaneità ed immediatezza nella relazione) e la protezione di soggetti incapaci o comunque in condizioni di particolare vulnerabilità. Inoltre il Garante per la Protezione dei dati personali non aveva nascosto di provare qualche diffidenza per le c.d. “scorciatoie tecnologiche1” come esclusiva risposta a problemi così complessi. Il Dr. Soro ha infatti ha ritenuto fondamentale salvaguardare il naturale rapporto fra educatori e bambini, che temeva potesse essere falsato e reso artificioso, non spontaneo, non libero proprio perché l'insegnante sapeva di essere costantemente sorvegliato dall'occhio elettronico di una telecamera.

LA NORMA

Ecco che la delimitazione degli interessi e dei principi giuridici da tutelare e da seguire ha preso corpo nella stesura del disegno di legge che consente l'installazione delle telecamere a circuito chiuso negli asili e nelle strutture per anziani e disabili, pubbliche e private. Il testo vede il suo cuore pulsante nella questione legata all'installazione ed all'accesso, tant'è che i sistemi di videosorveglianza che potranno essere installati saranno a circuito chiuso, con immagini cifrate, con un meccanismo a due chiavi: una in possesso della struttura stessa e l'altra di un ente terzo certificato. L'accesso alle registrazioni sarà consentito nei casi di segnalazione o denuncia. In questi specifici casi le immagini potranno essere visualizzate soltanto dal Pubblico Ministero o dalla Polizia Giudiziaria su sua delega. Inoltre, sul fronte dei lavoratori, è bene evidenziare che l'installazione potrà avvenire solo “previo accordo collettivo con le rappresentanze sindacali unitarie” (in mancanza con l'autorizzazione dell'ispettorato del lavoro) e la presenza dei sistemi di videosorveglianza dovrà essere sempre segnalata con apposita cartellonistica. Si evince, pur non essendoci addentrati in tediosi tecnicismi, il pieno rispetto del principio di proporzionalità del trattamento. Il disegno di legge ha trovato il giusto bilanciamento fra l'uso generalizzato di telecamere negli spazi didattici, da una parte, e, dall'altra parte, la necessità che tali sistemi di ripresa riprendano quindi, in modo massivo e continuativo, educatori e bambini.



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