martedì, 21 agosto 2018

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Videosorveglianza e sicurezza urbana: evoluzioni tecnologiche

13/02/2017

di Antonella Sciortino, Field Marketing Manager - Panasonic PROCamera Solution security.panasonic.com

Il settore delle telecamere di sorveglianza sta vivendo un’evoluzione tecnologica praticamente quotidiana, in particolare a livello di lenti, sensori ed elaborazione dell’image signal. La ricerca ha l’obiettivo di consentire una registrazione nitida e accurata delle immagini di sorveglianza di persone e auto. Parlando di risoluzione, ad esempio, si è partiti un decennio fa con l’analogica (720 x 480) per poi passare negli ultimi anni all’HD (1280 x 720), al FHD (1920 x 1080) e poi al 4K (3840 x 2160) e si prevede che l’evoluzione futura verso l’ultra defi- nizione sarà ancora più veloce. L’avanzare dell’alta definizione alza in modo esponenziale il volume di dati video, a livelli non paragonabili a quelli dell’era analogica e, di conseguenza, anche i costi di rete e storage sono diventati, per molti Enti, un punto critico. D’altro canto, è importante analizzare il fatto che non tutto il contenuto video registrato viene effettivamente utilizzato dal committente – il quale, anzi, spesso elimina gran parte del girato ancora prima di analizzarla. Va da sé, quindi, che gli sforzi in ricerca e sviluppo da parte dei produttori devono puntare a fornire al mercato soluzioni e tecnologie che permettano di ottimizzare storage e trasmissione di dati, consentendo di risparmiare concretamente sui costi della videosorveglianza, salvando e memorizzando cioè solo i filmati che si rivelano veramente necessari.

Nell’ambito della sicurezza urbana, è più che mai indispensabile avvalersi di strumenti e sistemi che permettano di salvare immagini nitide e chiare di persone e automobili, tenendo, al contempo, sotto controllo il volume dei dati complessivo. Esistono elementi cosiddetti “di fondo”, quali muri e strade, di cui non è così fondamentale raccogliere immagini al massimo della risoluzione ed accuratezza e l’evoluzione tecnologica oggi permette alle Istituzioni di ridurre i dati fino a circa il 65% rispetto al passato (col FHD) o fino a circa 80% (col 4K).

SMART CODING

I produttori più accorti(1) stanno investendo su tecnologie di compressione delle immagini all’avanguardia. Tra queste, ad esempio, si parla molto dello Smart Coding, che permette di raccogliere i filmati delle telecamere di videosorveglianza per un lungo periodo di tempo e di selezionare quali parti e immagini conservare in alta qualità. Lo Smart Coding si compone di due tecnologie principali. La prima trasforma in “dati di analisi” solo le immagini dei soggetti che si desidera monitorare, ad esempio persone o auto. La seconda agisce sulla riduzione del rumore generato durante la notte o in ambienti a bassa illuminazione, abbassando il volume di dati. La combinazione di tutte queste funzionalità, con la risoluzione 4K oggi applicabile alle telecamere in commercio, permette di raggiungere risultati davvero mai raggiunti prima nella videosorveglianza urbana. Il Coding Intelligente riduce il volume di dati complessivo fino al 80%, rispetto alle telecamere di sorveglianza tradizionali.

Tra le tecnologie del momento si annoverano:

GOP Control (figura 1 e 2) – GOP control(2) rileva il movimento di soggetti all’interno dell’area monitorata e accorcia l’intervallo tra i fotogrammi quando si rileva movimento scarso o assente. In questo modo si riduce notevolmente il numero di frame ed il volume di dati complessivo.

Controllo Auto-VIQS (figura 3) - L’opzione VIQS (Variable Image Quality in Specified area) permette di selezionare all’interno dell’immagine un’area di ripresa da inviare in streaming ad alta qualità al recorder e di trasmettere quindi le zone rimanenti a una qualità ridotta. In questo modo si ottengono file meno pesanti e si risparmia sui costi di streaming e di archiviazione dei dati.

Se nella versione standard dell’opzione VIQS è necessario selezionare manualmente le aree dell’immagine, l’evoluzione Auto-VIQS determina automaticamente le aree con e senza movimento e riduce quindi il volume di dati da gestire. Tecnologia di riduzione del rumore (figure 4 – 5 – 6) - Seppur il rumore operativo prodotto dai sensori di immagine durante il monitoraggio notturno o in altri ambienti a bassa illuminazione sia un dato totalmente ininfluente per il monitoraggio, esso produce un volume di dati enorme, con le attuali tecnologie di compressione. Lo Smart Coding permette invece di aggirare il problema, analizzando quel rumore per abbassarlo in tempo reale e ridurne il volume di dati complessivo di almeno il 20%.(3)

Note:

(1) Come Panasonic, che dal 1957 sviluppa sistemi avanzati e mirati a soddisfare specifiche esigenze di aziende e istituzioni e che, nell’ambito delle tecnologie di videosorveglianza, ha investito dotando le proprie telecamere di rete di tecnologie di compressione delle immagini all’avanguardia.

(2) Esclusiva funzione integrata nelle telecamere Panasonic.

(3) Ciò avviene, ad esempio, nelle telecamere i-PRO di Panasonic, grazie a due specifiche funzionalità dello Smart Coding: 3D-MNR (Riduzione del rumore Multi-processo) ed FDF (Frequency Divided Filter). Entrambe permettono di risparmiare fino al 25% in termini di larghezza di banda di rete e spazio su disco del registratore.

La versione integrale dell’articolo riporta tabelle, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato.



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