della Redazione
La videosorveglianza è ormai all’apice di una trasformazione in corso da anni che ha trasformato i sistemi da strumenti passivi di registrazione a piattaforme intelligenti capace di generare valore per il business. È il quadro che emerge dall’analisi “Axis Perspectives 2026”, che fotografa un mercato sempre più orientato a integrazione, AI ed elaborazione distribuita.
Le telecamere IP non si limitano da tempo a registrare eventi, ma analizzano in real time ciò che accade, riconoscono pattern e attivano risposte automatiche. Questo salto tecnologico è reso possibile dall’evoluzione congiunta di edge computing, intelligenza artificiale e architetture cloud ibride, che portano l’elaborazione direttamente sul campo, riducendo latenza e consumo di banda.
Dalla sicurezza al valore operativo
La sicurezza resta il driver principale ma cresce rapidamente l’utilizzo dei sistemi video per finalità più ampie: il 42% degli utenti finali (la percentuale sale al 52% per i progettisti) la usa già per fare business intelligence, e il 38% degli utenti (il 47% dei progettisti) la usa per migliorare l’efficienza operativa. Sebbene le funzioni di security (e da un po’ di tempo anche di safety) siano ancora le più gettonate, le telecamere sono ormai sensori intelligenti in grado di supportare processi aziendali: dall’analisi dei flussi nei punti vendita alla gestione della logistica, fino al controllo qualità in ambito industriale. Il risultato è un sistema che non solo protegge, ma contribuisce direttamente alle performance.
Edge AI e automazione
Un altro trend chiave è l’automazione. L’integrazione di analytics avanzati consente di ridurre falsi allarmi e attività manuali, liberando risorse e migliorando la qualità delle decisioni. Non a caso, oltre il 75% delle organizzazioni sta già adottando AI e machine learning per accelerare i processi decisionali. Parallelamente, cresce l’importanza dell’elaborazione in tempo reale: l’82% delle aziende utilizza o prevede di utilizzare sistemi di analisi immediata dei dati, segno di una crescente esigenza di reattività operativa.
Il ruolo strategico delle piattaforme aperte
In questo scenario, emerge con forza il valore delle architetture aperte. Il 41% degli utenti considera prioritaria l’integrazione dei sistemi di sicurezza in un’unica piattaforma. I VMS aperti rappresentano l’abilitatore di questa convergenza: consentono di integrare telecamere, sensori e applicazioni di terze parti, superando i silos tecnologici e riducendo il rischio di lock-in. Inoltre, favoriscono la scalabilità e permettono di proteggere gli investimenti nel tempo, adattando il sistema all’evoluzione delle esigenze. L’interoperabilità diventa quindi un fattore competitivo: piattaforme aperte semplificano l’integrazione, riducono i costi e accelerano l’innovazione, rendendo possibile una gestione unificata e data-driven della sicurezza e delle operations.
Verso un’infrastruttura intelligente e integrata
Per Novaira Iinsight nel 2029 saranno 736 milioni le telecamere installate fuori dal mercato Cina.
Se già nel 2024 quasi l’80% delle telecamere includeva funzionalità di analisi, con il 23% che offriva analisi basate su regole e due terzi già dotate di funzionalità a deep learning, nel 2029 ci si attende che il 96% delle telecamere opererà ad AI. L’intelligenza sarà quindi presto lo standard.
La direzione è chiara: la videosorveglianza si sta trasformando in un’infrastruttura digitale strategica, capace di connettere sicurezza, operations e business intelligence in un unico ecosistema.
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La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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