di Giovanni Villarosa - Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, CSO e DPO, membro del comitato tecnico-scientifico del CESPIS, Centro Studi Prevenzione, Investigazione e Sicurezza
Una definizione ampia di città intelligente è riconducibile all’uso delle tecnologie della information technologies (ICT), utilizzabili sia nella gestione delle metropoli, come nella vita quotidiana. Il termine “Smart City” (SC) è stato introdotto per la prima volta nel secolo scorso, all’inizio degli anni 90, ed è stato associato alla globalizzazione e alle tecnologie digitali emergenti applicate inizialmente a settori come l’economia, la governance, l’ambiente, la mobilità. Ora si parla assai più profondamente di sicurezza.
La natura di una città smart si connota attraverso diverse componenti, quali l’economia e competitività (Smart Economy), i trasporti (Smart Mobility), le risorse naturali (Smart Environment), il capitale sociale e umano (Smart People), lo standard e la qualità di vita (Smart Living), la gestione e partecipazione (Smart Governance). Le ultime due connotazioni cono strettamente legale al concetto di sicurezza. Il concetto di città digitale va infatti oltre: significa reti wireless, connessioni ultra veloci 5G, sviluppo di infrastrutture pubbliche intelligenti, sanità digitale, ambiti dove tutti i devices connessi si scambiano on time enormi volumi di traffico dati, generando una quantità di informazioni cruciali per il buon funzionamento dei servizi pubblici (mobilità, scuola, sanità, turismo, servizi pubblici, fiscalità, etc). Ed essenziali per la sicurezza urbana.
Sicurezza e automazioni
Non di meno, una città smart si edifica soprattutto con la building automation, un insieme di tecnologie (hardware e software) capaci di governare l’efficienza operativa, la sicurezza, il comfort e la sostenibilità di interi edifici.
Un edificio smart (ES) è sostanzialmente una struttura che razionalizza e migliora tutte le funzioni operative svolte al suo interno; una grande quantità di funzioni vengono predisposte per essere automatizzate e tutti i dispositivi devono essere interconnessi tra loro, dando vita ad un sistema più o meno articolato. In base al numero di impianti intelligenti che compongono l’edificio e al livello di integrazione raggiunto, la struttura si caratterizza per una maggior o minor complessità.
Building 4.0
Oggi, le tecnologie ci spingono nella dimensione della Building 4.0, parte integrante della quarta rivoluzione industriale, dove il volume della digitalizzazione rappresenta l’elemento a valore aggiunto, basato su quattro pilastri fondamentali: l’automazione, il reticolo IoT, l’analisi e la trasformazione dei big data in smart data, il BIM (building information modeling).
Dal nostro osservatorio, naturalmente l’aspetto più rilevante è la sicurezza. Un edificio intelligente deve infatti essere in primo luogo sicuro ed efficiente, dal momento che riceverà dalla sensoristica una serie di informazioni in real time vitali per attuare interventi proattivi immediati, a tutto vantaggio dell’operatività e della sicurezza infrastrutturale. E un edificio smart è vivibile solo quando l’intera città è sicura – e a sua volta quest’ultima è smart se è essenzialmente safe, ovvero se residenti e visitatori si sentono liberi di poterla vivere nella sua interezza.
Le tecnologie per la sicurezza
Tutto questo spiega le ragioni per cui sia prioritario, in fase di progettazione di queste nuove realtà urbane, tenere conto dei molteplici aspetti connessi alle esigenze di sicurezza attraverso la messa a punto di sistemi (hardware e software) integrati e interconnessi, capaci di garantire la prevenzione di scenari di rischio - siano essi di carattere criminale, terroristico, o naturale. Il tutto contemperando esigenze, parimenti importanti, di tutela della privacy dei cittadini.
Solo attraverso la predisposizione di efficaci strategie di sicurezza, con l’ausilio delle nuove tecnologie integrate da software di videoanalisi dotati di intelligenza artificiale, oggi è possibile prevedere e implementare azioni di monitoraggio capaci di prevenire o, comunque, di individuare e segnalare in tempo reale tutte le eventuali criticità.
Le persone per la sicurezza
È di tutta evidenza come la realizzazione di tali ecosistemi digitali necessiti di figure professionali specifiche e altamente qualificate, le cui competenze tecniche e normative permettano di predisporre progetti in linea con le esigenze di trasformazione in atto.
Non è un caso che i principali ostacoli allo sviluppo delle smart city siano rappresentati dalla carenza di personale (52%) e di risorse umane competenti interne alle amministrazioni comunali (47%) e solo secondariamente (48%) dalla mancanza di adeguate risorse economiche. Nel frattempo, sono però cresciute le amministrazioni comunali (86%) che hanno avviato progetti smart nel triennio 2025-27.
Ulteriore criticità è quella di definire con accuratezza il livello di integrazione smart/intelligenza delle città - impresa molto ardua, poiché non esistono attualmente metodi univoci di valutazione, nonostante gli sforzi fatti dalle università e i centri di ricerca nella raccolta di dati, e l’attuale contesto normativo risulta carente.
Il ruolo del PNRR
In conclusione, diamo uno sguardo al mercato verticale italiano delle smart city, dove i fondi del PNRR destinati alle smart cities ammontano a circa 17,1 miliardi euro, con 2,9 miliardi destinati alla digitalizzazione della PA delle smart city, 10,7 miliardi per la transizione ecologica e l’efficienza energetica tramite le energie rinnovabili, 2,5 miliardi destinati ai Piani Urbani Integrati delle città, mentre 1 miliardo è investito nei progetti per la rigenerazione urbana.
Dunque, negli scenari futuri l’edificio smart non sarà più semplicemente efficiente o digitalizzato: sarà una risorsa infrastrutturale sempre più regolamentata da norme specifiche, dove la progettazione sarà coerente con la capacità di rete, i requisiti di controllo, la sicurezza e le responsabilità operative.
Peraltro, gli ultimi indicatori mondiali dei dati ci dicono che le città intelligenti sono cresciuti costantemente e il loro valore globale raggiungerà i 3.728 miliardi di dollari entro l’anno 2030, con un CAGR del 25,8% (valore previsto tra il 2023-2030). Una crescita di mercato favorita da due fattori: iniziative governative e tecnologie innovative sempre più diffuse, come l’intelligenza artificiale (AI), la sicurezza informatica, l’analisi dei big data, e la rigenerata Internet of Things: la IoT Next Gen Connectivity che oggi vale circa 20 miliardi di dollari.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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