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Sicurezza fisica 2026: dalla protezione all’intelligence

Sicurezza fisica 2026: dalla protezione all’intelligence
22/01/2026

della Redazione

Il rapido avanzamento tecnologico sta trasformando la sicurezza fisica in una funzione strategica per resilienza, continuità e competitività. Il report Rapporto annuale sulla Sicurezza Fisica 2026, basato su 7.368 professionisti del settore, conferma che la security non è più soltanto protezione di persone e asset, ma una leva capace di generare valore operativo e decisionale. Il beneficio reale delle nuove tecnologie dipenderà tuttavia dalla loro integrazione nei processi: l’IA, ad esempio, produce vantaggi solo se affiancata da una governance dei dati matura, mentre il cloud è efficace se semplifica e aumenta la resilienza, non certo se introduce ulteriore complessità.

Collaborazione e fiducia come leve di trasformazione

In uno scenario tecnologico in continua evoluzione, la collaborazione tra team di sicurezza fisica, IT, produttori e partner di canale diventa essenziale. Gli utenti finali cercano partner affidabili, competenti e orientati al lungo periodo: stabilità (73%), prestazioni (45%) e visione strategica sono i criteri più richiesti. La tecnologia è un catalizzatore di progresso, ma richiede del resto fornitori capaci di guidare un’adozione sostenibile, valorizzando insight e miglioramento dei processi in una strategia collaborativa del lungo periodo.

La sicurezza come motore di valore

La convergenza fra sistemi — videosorveglianza, controllo accessi, analitiche — è da tempo realtà. Gli utenti finali si aspettano che la sicurezza generi informazioni utili, trasformandosi da centro di costo ad acceleratore di innovazione. La sostituzione delle tecnologie legacy è guidata soprattutto dall’esigenza di integrazione con sistemi più evoluti (60%) e dall’accesso a nuove funzionalità (51%). Entrando nel dettaglio dei componenti più rinnovati nel 2025, troviamo telecamere, controllo accessi, VMS, badge e antintrusione.

L’IT nel cuore della sicurezza fisica

La crescente complessità dei sistemi pone l’IT in un ruolo centrale nelle scelte tecnologiche. La convergenza cyber–physical è ormai assodata: il 43% degli utenti ha introdotto strumenti di cybersecurity (32% nel 2024) e il 35% ha registrato un aumento degli incidenti. Dal canto loro, le misure di difesa adottate mostrano sempre più maturità: interessante la formazione al primo posto con il 70% dei rispondenti, seguita da hardening (46%), protezione dello storage (44%) e prevenzione di accessi non autorizzati (41%). Conseguenza della centralità del tema IT è la richiesta di piattaforme integrate di sicurezza fisica, cyber e business intelligence.

Compliance e governance

La maturità del settore porta con sé anche un peso sempre crescente delle normative, soprattutto alle nostre latitudini dove i pochi finanziamenti europei per lo sviluppo dell’AI sono stati bilanciati dalla normativa più avanzata al mondo: l’AI Act. Il 40% di produttori e partner intervistati da Genetec mostra che compliance e governance influenzano le decisioni di aggiornamento del parco tecnologico. Solo il 16% degli utenti finali percepisce un impatto diretto: i fornitori sono del resto i primi attori nel recepire pressioni regolatorie. La compliance si mostra quindi come un driver chiave nella dismissione dei sistemi legacy.

Cloud e modelli ibridi

Il cloud si afferma come abilitatore di modernizzazione grazie ad aggiornamenti automatici, diagnostica remota e scalabilità. Gli utenti apprezzano facilità di implementazione e riduzione degli interventi tecnici, ma preferiscono modelli ibridi che mantengono on-premise le funzioni critiche. Il 72% dei consulenti prevede infatti di raccomandare architetture ibride nei prossimi cinque anni. Trend simile anche per il controllo accessi: l’11% opera già completamente in ACaaS, mentre il 27% adotta modelli misti. La crescita è trainata da scalabilità, credenziali mobili e funzioni IA.

I dati come asset condiviso

La sicurezza fisica gestisce volumi crescenti di dati provenienti da sensori e sistemi distribuiti. Il 25% delle organizzazioni condivide già questi dati con altri reparti: soprattutto IT (54%), HR (26%), facility (25%) e operations (18%). Sono proprio i dati e la loro versatilità a spingere la sicurezza verso un ruolo più strategico, rendendola un motore di efficienza e continuità operativa, anche nelle organizzazioni di piccole e medie dimensioni.

IA e analitiche: dalla detection all’intelligence

Per la prima volta, l’IA si colloca allo stesso livello di videosorveglianza e controllo accessi tra le priorità del 2026. Le applicazioni richieste includono automazione degli eventi, classificazione, predizione delle minacce e analisi investigativa. Restano però numerose le preoccupazioni degli utenti: il 70% esprime timori legati a progettazione, trasparenza e gestione dei dati. In qualche modo si teme che l’AI sia una sorta di black box di cui vede l’input e l’output ma si ignorano tutti i processi interni, possibili bias ed errori inclusi.

2026: un mercato complesso ma resiliente

L’ingresso nel 2026 è accompagnato da cauto ottimismo: inflazione, supply chain, competenze e instabilità geopolitiche potrebbero rallentare i progetti, ma i budget restano solidi. Nel 2025 (altro anno governato da permacrisi) il 48% degli end user ha mantenuto o aumentato la spesa: non stupisce quindi che il 58% dei consulenti ritenga che nel 2026 i budget cresceranno o resteranno stabili. Quale sarà dunque la barriera più grave per la crescita del settore? La carenza di tecnici qualificati in cloud, IoT e AI. I partner di canale stanno investendo massicciamente in programmi di formazione, cross-skilling e automazione dei workflow. Nonostante ciò, ben il 97% degli operatori prevede di trovare difficoltà di staffing anche nel 2026. L’obiettivo non è solo assumere, ma permettere ai team HR e tecnici di evolvere insieme alla trasformazione digitale. Formazione, onboarding strutturati, percorsi continui di crescita, un ambiente di lavoro sostenibile e inclusivo e tecnologie stimolanti: questa è la nostra ricetta” - dichiara Dario Schiraldi, Channel Account Executive Italy di Genetec.

La versione integrale dell’articolo riporta tabelle, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato.

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