di Annalisa Coviello
Negli ultimi anni, la sicurezza ha conosciuto una trasformazione profonda, spinta dall’evoluzione tecnologica e dall’integrazione di soluzioni innovative. Tra queste, la robotica e i droni stanno assumendo un ruolo sempre più centrale, ridefinendo i confini della sorveglianza, della prevenzione e della gestione delle emergenze. Un’evoluzione non più solo futuribile: in Italia e in Europa stiamo assistendo a progetti pilota, spinte normative e un mercato in crescita.
Secondo l’Osservatorio Droni del Politecnico di Milano, il mercato professionale (il che significa non i droni, per così dire, da divertimento…) ha raggiunto, a inizio 2025, un valore di 160 milioni di euro, con una crescita del 10% rispetto al 2024.
Ragioni della crescita
L’espansione, secondo gli esperti, è trainata da numerose applicazioni, in particolare nei settori della sostenibilità, sanità, sicurezza e industria. Da rilevare, sempre in base alle analisi recenti, che molte iniziative al momento sono in fase sperimentale, e questo in tutto il mondo, dove solo il 16% dei progetti con droni è operativo come servizio. Ritornando al nostro Paese, il settore risulta trainato soprattutto dai privati: il pubblico rappresenta solo l’8% del mercato.
Diverso il discorso per quanto riguarda la robotica, che, peraltro, è uno dei fiori all’occhiello della nostra industria. L’Italia è il secondo mercato europeo per numero di robot installati. Nel confronto 2011-2021, ha registrato una crescita del 65%, superiore a quella di altri grandi paesi come la Cina. Lo sostiene il World Robotics Report 2025 della International Federation of Robotics (IFR) (https://ifr.org/). Il nostro Paese mantiene il ruolo di quinto mercato mondiale. Le installazioni sono molto diversificate: automotive, metalmeccanica, elettronica, packaging e medicale. Nell’ultimo settore l’incremento è stato importante, a testimonianza della sempre maggior precisione dei dispositivi.
I “cobot”
Un discorso particolare meritano i cobot, i robot collaborativi che, appunto, affiancano un essere umano di solito in ambienti di lavoro ripetitivi o pericolosi. Sono stati proprio loro, grazie alla sicurezza e adattabilità in base alle quali sono stati progettati, a trainare la crescita di tutto il comparto.
Nella sicurezza
Vediamo ora nel dettaglio come si applicano i robot e i droni nel nostro settore. Per ciò che riguarda i primi, essi rappresentano delle vere e proprie sentinelle autonome: nella security, infatti, possono svolgere compiti di pattugliamento, monitoraggio e deterrenza. Grazie a sensori avanzati – videocamere ad alta definizione, sistemi termici, rilevatori di gas e LIDAR – questi dispositivi sono in grado di rilevare anomalie ambientali, movimenti sospetti e persino variazioni nella qualità dell’aria. La loro autonomia operativa permette di presidiare aree vaste o difficilmente raggiungibili dal personale umano, riducendo i rischi per gli operatori e garantendo una copertura costante. Alcuni modelli sono dotati di intelligenza artificiale per riconoscere comportamenti potenzialmente pericolosi o identificare persone non autorizzate.
Parallelamente, i droni stanno rivoluzionando la sorveglianza aerea. Veloci da dispiegare e capaci di monitorare ampie aree in pochi minuti, rappresentano una risorsa preziosa per eventi pubblici, infrastrutture critiche o zone industriali remote. I modelli di nuova generazione integrano telecamere ad alta risoluzione, visione notturna e sistemi di trasmissione in tempo reale, offrendo un quadro immediato alle centrali di controllo. Alcune soluzioni prevedono l’uso di droni stazionari, collegati a docking station autonome che consentono decolli e atterraggi programmati, ampliando le possibilità di vigilanza h24.
Il superpotere
La vera forza di queste tecnologie risiede nell’integrazione con algoritmi di intelligenza artificiale. L’analisi automatica delle immagini consente di filtrare i falsi allarmi, riconoscere comportamenti sospetti e attivare protocolli di risposta in tempo reale. In questo modo, gli operatori umani possono concentrarsi sulla gestione delle decisioni strategiche, mentre la macchina garantisce rapidità ed efficienza nel rilevamento delle minacce.
L’adozione di robot e droni porta con sé indubbi vantaggi: riduzione dei costi di sorveglianza nel lungo periodo, maggiore copertura, possibilità di operare in ambienti ostili o pericolosi. Tuttavia, emergono anche criticità da affrontare.
La sicurezza informatica è una priorità, poiché questi sistemi possono diventare bersaglio di attacchi hacker. Inoltre, si pongono questioni normative e di privacy: l’uso di droni e robot per il monitoraggio deve rispettare le leggi vigenti e garantire la tutela dei dati personali. E ci sono altre questioni, più delicate ma non meno importanti. I robot, nell’immaginario comune, sono visti come un aiuto spesso insostituibile e non c’è persona che non ne vorrebbe uno per fare, esempio banale, le faccende di casa. Tutti, poi, siamo sicuramente ammirati dalle tecnologie robotiche applicate nella medicina, che permettono interventi di elevata precisione e spesso risolutivi di una malattia.
Drone wall
Diverso è il discorso che riguarda i droni. Se, per i nostri nonni, il rumore troppo vicino di un aereo faceva venire subito in mente i bombardamenti, noi, oggi, un drone che ci vola sopra la testa non lo guardiamo poi così di buon occhio. Ad esempio, proprio di recente, un gruppetto di droni russi ha svolazzato sullo spazio aereo della Polonia, gettando nel panico il governo di Varsavia e l’intera Europa, che ha proposto un “drone wall” a difesa dei confini orientali.
Il potenziale bellico di questi dispositivi (che, un tempo, venivano considerati come “giochini” per appassionati del tutto innocui) lo ha dimostrato proprio la guerra in Ucraina, dove, nel giugno scorso, la cosiddetta “operazione Ragnatela” ha consentito ai militari di Kiev di danneggiare, solo con 117 droni, oltre 40 aerei russi, in un’operazione dalla portata geografica senza precedenti. Diciamo solo, senza entrare in dettagli troppo tecnici, che i droni ucraini hanno coperto una distanza di oltre 5 fusi orari… E’ per questo motivo che anche in Italia cresce il dibattito sulla creazione di uno scudo anti-droni per proteggere aeroporti, infrastrutture e grandi eventi.
Insomma, il quadro che emerge è quello di una sicurezza sempre più ibrida, in cui uomini, robot e droni collaboreranno in modo sinergico. Le macchine garantiranno efficienza, continuità e capacità di analisi, mentre il fattore umano resterà decisivo nelle valutazioni etiche e strategiche.
Sul piano geopolitico, sarà cruciale sviluppare difese anti-drone efficaci, normative internazionali più chiare e meccanismi di cooperazione tra Stati. Parallelamente, occorrerà bilanciare le esigenze di protezione con la tutela della privacy e delle libertà individuali.
Un’opportunità da cogliere
La diffusione di robotica e droni nella security in Italia e in Europa rappresenta una rivoluzione già in corso. Da un lato, le opportunità legate a infrastrutture critiche, smart city e protezione civile aprono nuovi scenari; dall’altro, la regolamentazione stringente e i vincoli operativi impongono un equilibrio tra innovazione, sicurezza e tutela dei diritti fondamentali.
Chi saprà muoversi per primo in questo settore — con un approccio integrato, basato su tecnologia e compliance normativa — potrà guadagnare un vantaggio competitivo e significativo.
maggiori informazioni su:
https://www.osservatori.net/droni-e-mobilita-aerea-avanzata/
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