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Sicurezza è Compliance: la governance come scudo legale dell’impresa

Sicurezza è Compliance: la governance come scudo legale dell’impresa
24/09/2025

di Claudia Di Pirro Bellisario - Esperta in Security e Risk Management, con una formazione nella Guardia di Finanza e un’esperienza consolidata nella prevenzione delle frodi, nelle investigazioni aziendali e nella compliance normativa. Senior Manager, Risk – Global Investigations & Security Operations presso Amazon, dove è responsabile di attività investigative su scala globale, protezione degli asset aziendali e sviluppo di strategie di mitigazione del rischio

La funzione security non è più una questione tecnica, ma una leva strategica di prevenzione, responsabilità e cultura aziendale. Quando è ben strutturata, può fare la differenza tra crisi superata e danno irreparabile.

In un contesto globale sempre più esposto a minacce ibride - fisiche, informatiche, operative - la sicurezza aziendale non è più solo una funzione tecnica. È divenuta un presidio di legalità, un asse portante della compliance e della responsabilità organizzativa. Le crisi degli ultimi anni, spesso legate a vulnerabilità gestionali, lo dimostrano: dove la sicurezza è fragile o frammentata, l’impresa si espone a rischi sistemici. In questa nuova geografia del rischio, la Security Governance assume un ruolo strategico: integrare la sicurezza nei processi decisionali, documentarne la gestione, renderla misurabile e verificabile, significa rafforzare la capacità dell’azienda di rispondere - e difendersi - di fronte alla legge.

Dalla prevenzione alla responsabilità

Il punto di svolta, in Italia, è rappresentato dal D.Lgs. 231/2001, che introduce la responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi da apicali o sottoposti, quando il fatto derivi da lacune organizzative. Un paradigma che estende il concetto di colpa fino a comprendere l’omessa prevenzione. Nel novero dei reati-presupposto figurano condotte direttamente legate alla sicurezza: infortuni sul lavoro, delitti informatici, corruzione, gestione opaca di asset sensibili. Di fronte ad eventi simili, non è sufficiente dimostrare buona fede. Occorre adottare un Modello Organizzativo aggiornato, concreto e supportato da evidenze: policy di risk management, audit, formazione tracciata, escalation procedure e protocolli di investigazione interna. Ogni anello debole può costare caro.

La governance della sicurezza

La Security Governance è il sistema con cui un’organizzazione struttura e monitora le proprie strategie di protezione, in coerenza con gli obiettivi aziendali e le normative. Non basta delegare la sicurezza ad un responsabile né installare tecnologie: serve un impianto solido, dove i ruoli siano chiari, le responsabilità condivise e i flussi informativi accessibili. Un sistema efficace prevede visibilità ed accesso al vertice aziendale per il responsabile della sicurezza, la presenza nell’Organismo di Vigilanza di figure competenti in materia ed il coinvolgimento dei risk owners delle varie funzioni. Solo così si evita la frammentazione, causa frequente di mancata prevenzione o risposta inadeguata.

Crisi annunciate

Ogni evento critico legato alla sicurezza - furti interni, violazioni dei dati, minacce fisiche, incidenti - è spesso l’epilogo di una catena di omissioni e sottovalutazioni. Il vero problema non è l’imprevedibilità del singolo episodio, ma l’assenza di un sistema in grado di rilevarlo, prevenirlo o almeno gestirlo efficacemente. In questo quadro, la documentazione è tanto importante quanto le misure stesse. Non basta avere una procedura: bisogna dimostrare che sia stata adottata, compresa, aggiornata ed applicata. È il principio cardine della compliance moderna, applicabile a maggior ragione alla sicurezza, troppo spesso confinata in ambiti tecnici lontani dalla dimensione giuridica.

Nuove sfide, nuovi obblighi

Le trasformazioni tecnologiche ed organizzative hanno ampliato lo spettro dei rischi. L’outsourcing di funzioni critiche, l’uso di algoritmi decisionali, la diffusione di sistemi intelligenti di sorveglianza impongono una supervisione costante. Non è più sufficiente controllare la conformità contrattuale di un servizio: occorre verificare l’effettiva tenuta dei presidi adottati da terzi.

Le normative europee lo confermano: il GDPR, la Direttiva NIS2 ed il regolamento DORA nel settore finanziario rafforzano l’obbligo di integrare sicurezza, protezione dei dati e gestione delle terze parti. Il perimetro della responsabilità si espande, e con esso l’importanza della governance.

Sicurezza è compliance

Oggi, parlare di sicurezza significa parlare di responsabilità. Integrare la funzione security nella governance aziendale significa costruire un sistema in grado di intercettare i rischi, documentare le azioni e rispondere a eventuali contenziosi. È una leva culturale prima ancora che tecnica.

Dove la Security Governance fallisce, l’impresa rischia non solo sanzioni, ma danni reputazionali e perdita di fiducia. Dove invece funziona, diventa uno scudo legale capace di dimostrare consapevolezza ed impegno concreto nella gestione dei rischi. In un mercato dove il fattore reputazionale è centrale, questo fa spesso la differenza tra crisi superata e fallimento annunciato.


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