di Ilaria Garaffoni
Il 38,1% degli italiani ha rinunciato almeno una volta ad uscire per paura che gli capitasse qualcosa. Del resto la criminalità, dopo aver toccato il minimo storico nell’anno della pandemia, ora ha superato i livelli prepandemici. Ma si tratta di realtà o percezione? Il rapporto UNIV – Censis “La Sicurezza fuori casa” ha messo in luce la forbice tra insicurezza percepita e reale delittuosità (cresciuta ma diminuita in via tendenziale), con effetti anche sulla stessa scelta di uscire soprattutto per le donne, ma anche per i giovani (dove è in preoccupante aumento la panfobia) e le fasce fragili.
Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 2.388.716 reati, in crescita del 3,8% rispetto al 2019 e del 2,0% rispetto allo scorso anno. Siamo però ancora molto lontani dai 2.812.936 reati del 2014, ed è ancora presto per dire se la crescita a cui assistiamo sia solo una piega congiunturale o preluda ad un vero cambio di ciclo. Sta di fatto che nel 2024 le rapine sono state 28.631, di queste 16.510 sono rapine in pubblica via, cresciute del 24,1% rispetto al 2019. I borseggi denunciati nel 2024 sono stati 140.690, in crescita del 2,6% rispetto al 2019, mentre gli scippi, che implicano un contatto diretto con la vittima, sono stati 13.474, in aumento del 7,9% rispetto al 2019.
Geografia della criminalità
Roma guida la classifica delle province e città metropolitane con 271.033 reati denunciati nel 2024, pari all’11,3% del totale Italia, seguita da Milano con 226.230 reati (9,5% complessivo), Napoli con 132.809 e Torino con 128.919. Se si considera l’incidenza dei reati sulla popolazione, la provincia che presenta il valore più alto è però Milano, dove nel 2024 si sono consumati 69,7 reati ogni 1.000 abitanti. Al secondo posto si trova Firenze con 65,3 reati denunciati e al terzo Roma, con 64,1 crimini sulla stessa quota di popolazione. Seguono Bologna (60,9 per 1.000 abitanti) e, a breve distanza, la provincia di Rimini con 60,3 reati ogni 1.000 abitanti.
Roma, Giubileo e reati
Roma non è solo la capitale e la città più popolosa d’Italia, è anche la città che conta il maggior afflusso di turisti e quest’anno è anche teatro del Giubileo. Milioni di persone attraversano ogni giorno la città e rappresentano tutti potenziali bersagli per la criminalità. I reati commessi nell’area metropolitana sono non a caso in crescita del 23,2% negli ultimi cinque anni. Aumentano, in particolare, due reati che destano grande allarme sociale: le rapine in pubblica via, che nel 2024 sono state 2.014, in aumento del 51,3% rispetto al 2019 e i borseggi cresciuti del 68,0% dal 2019.
Lo stress test delle esequie del Papa
Roma bocciata, dunque? Certo che no, considerato lo stress test cui è stata sottoposta la Capitale per le esequie di Papa Francesco: 400mila fedeli da gestire e 249 delegazioni straniere (50 capi di Stato, 50 Premier e 10 royalties), il tutto in piene celebrazioni giubilari e della liberazione d’Italia. La città ha messo in campo un piano di sicurezza monumentale sotto il coordinamento di Prefettura e Questura: 4000 agenti, 1000 solo per la scorta ai dignitari stranieri, pattuglie a piedi, a cavallo e motorizzate, no-fly zone, bazooka antidrone, controlli alle frontiere portuali e aeroportuali, allerta cyber per assicurare la continuità di trasporti e servizi. Il tutto coordinandosi con corpi specialissimi come la Guardia Svizzera e le security delle varie delegazioni. Ed è andato tutto bene, cartolina di Trump e Zelensky a San Pietro inclusa.
L’allarme sociale cresce
L’aumento dei reati però esiste ed amplificato da un oggettivo aumento delle denunce (soprattutto da parte di turisti stranieri, che ne necessitano anche a scopi assicurativi) ma soprattutto da una percezione di crescita della criminalità che va ben oltre il dato statistico, tanto che il 70,4% degli italiani afferma che nell’ultimo anno la criminalità è aumentata. Soprattutto lo pensano quanti si percepiscono come deboli o quanti vivono in contesti degradati. Il 75,8% degli italiani afferma infatti che negli ultimi 5 anni girare per strada è diventato più pericoloso, percentuale che sale all’81,8% tra le donne e all’82,5% tra chi ha redditi bassi (che si suppone frequentino aree più degradate della città). Il 67,4% dichiara che negli ultimi anni si sente meno sicuro quando esce (74,2% tra le donne) e il 57,2% ha paura quando torna a casa di sera o di notte (67,3% tra le donne).
La paura ha un fondamento?
La ricerca Censis evidenzia una quota non piccola di popolazione che è stata vittima diretta di reati o di eventi che avrebbero potuto sfociare in qualcosa di pericoloso:
- il 23,8% degli italiani adulti è stato seguito almeno una volta da uno sconosciuto;
- il 20,7% ha subito almeno uno scippo o borseggio;
- il 18,7% ha subito molestie sessuali;
- il 10,9% ha fatto a botte o è stato coinvolto in una rissa;
- il 10,3% è stato aggredito da uno sconosciuto/a.
In sostanza, la risposta è sì: la paura è fondata. E al netto della necessaria risposta politica e istituzionale, sta anche ad un terzo attore presentare proposte e soluzioni: l’industria della sicurezza privata, nella sua doppia componente umana e tecnologica.
La versione integrale dell’articolo riporta tabelle, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
Corso riconosciuto da TÜV Italia
Corsi in programmazione riconosciuti per il mantenimento e la preparazione alla certificazione TÜV Italia
WebinarScenari, tecnologia e formazione sulla sicurezza in formato audio