di Laura Di Raimondo - Direttore Generale Asstel
La sicurezza informatica si configura ormai come un asset strategico per imprese, enti e per ogni singola persona che abbia a cuore le proprie, o le altrui, informazioni sensibili. L’incremento degli attacchi mette a rischio dati, informazioni, erogazioni di servizi: per questo occorre sensibilizzare ogni soggetto interessato ad incrementare la sicurezza, come di fatto già ci chiede l’UE attraverso le sue direttive. In questo contesto, l’ecosistema delle telecomunicazioni si conferma un attore strategico, chiamato a garantire non solo la connettività, ma anche l’integrità e la resilienza delle infrastrutture digitali.
Negli ultimi anni, le infrastrutture di telecomunicazioni hanno sostenuto una crescita esponenziale dei volumi di traffico, a fronte però di un calo strutturale dei ricavi. Nonostante ciò, il settore ha continuato a investire: oltre 85 miliardi di euro in dieci anni, per costruire reti sicure e affidabili. A questo si aggiungono obblighi stringenti in termini di privacy, trasparenza e servizi universali, a tutela degli utenti e dell’interesse pubblico.
Rivoluzione TLC
Oggi, questo settore sta vivendo una trasformazione profonda. Da filiera lineare si evolve verso un ecosistema integrato, in cui operatori, partner tecnologici e nuovi player digitali collaborano – talvolta anche competono – per offrire servizi a valore aggiunto. Un ecosistema sempre più interdipendente che esige competenze nuove, visione sistemica e una governance condivisa. La cybersecurity è uno dei fronti su cui si gioca questa transizione.
Cybersecurity nel Belpaese
L’Italia ha registrato un +15% nel mercato della sicurezza informatica, arrivando a 2,48 miliardi di euro nel 2024. Ma restiamo ancora fanalino di coda tra i Paesi G7 per rapporto tra spesa in cybersecurity e PIL. E nonostante il 72% delle imprese Telco abbia già profili specializzati, il gap di competenze resta significativo, in particolare per le PMI. Gli attacchi informatici, in particolare quelli DDoS, sono in aumento, spesso con obiettivi geopolitici che colpiscono aziende e infrastrutture critiche. In questo scenario, le Tlc svolgono un ruolo cruciale non solo nel contenimento degli attacchi – grazie a capacità di monitoraggio e risposta – ma anche nell’adozione di standard di sicurezza elevati che possono fare da leva per l’intero ecosistema digitale italiano.
Il ruolo della normativa
L’evoluzione normativa – dalla direttiva NIS2 al Cyber Resilience Act – impone un cambio di paradigma: la sicurezza va progettata sin dall’origine, condividendo la responsabilità tra produttori e utenti. Anche su questo fronte, le Telco sono pronte a fare la propria parte, supportando imprese e amministrazioni in un percorso di adeguamento che metta al centro l’integrazione tra tecnologia e persone.
Per affrontare le sfide della sicurezza, dunque, serve un nuovo approccio: ibrido, collaborativo, centrato sulle competenze. Dove pubblico e privato, industria e istituzioni, università e imprese, costruiscano insieme la sicurezza digitale del Paese.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
Corso riconosciuto da TÜV Italia
Corsi in programmazione riconosciuti per il mantenimento e la preparazione alla certificazione TÜV Italia
WebinarScenari, tecnologia e formazione sulla sicurezza in formato audio