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Sicurezza IT vs Sicurezza OT: differenze chiave nella cybersecurity

Sicurezza IT vs Sicurezza OT: differenze chiave nella cybersecurity
09/06/2025

di Ufficio stampa Claroty

Storicamente, le tecnologie IT e OT sono state progettate per operare separatamente, gestite da team con obiettivi distinti e privi di interconnessioni. Tuttavia, la trasformazione digitale ha accelerato un cambiamento radicale: le aziende di ogni settore si affidano sempre più a nuovi sistemi cyber-fisici e tecnologie che richiedono la connettività tra IT e OT. Questa convergenza, oggi sempre più necessaria, ha permesso alle aziende di migliorare l’efficienza operativa, aumentare la sostenibilità e stimolare l’innovazione, portando enormi benefici al business. Tuttavia, ha anche introdotto nuovi rischi di cybersecurity, poiché i confini tra IT e OT diventano più fluidi. Ma partiamo dall’inizio, enucleando le differenze fondamentali tra queste due discipline.

Un ambiente IT è progettato per gestire ed elaborare grandi quantità di dati, utilizzando server, computer, applicazioni software, database e altre risorse digitali. La sua responsabilità primaria è proteggere e mantenere l’integrità delle informazioni che supportano le operazioni aziendali. Al contrario, l’OT si occupa del controllo di dispositivi fisici e infrastrutture critiche, come sistemi di controllo industriale (ICS), sensori e robotica, utilizzati in settori strategici come l’energia, la sanità e i trasporti. Il focus dell’OT è garantire la continuità e sicurezza di questi processi fisici, dove eventuali attacchi potrebbero comportare interruzioni operative, danni ambientali e rischi per la salute e la sicurezza.

In breve, l’IT si occupa di dati e comunicazioni, mentre l’OT è orientato verso il controllo di comportamenti fisici e risultati. L’integrazione di sistemi IT e OT ha creato maggiore connettività, migliorando la visibilità operativa e favorendo decisioni aziendali più rapide e precise. Un esempio chiave di convergenza IT/OT è rappresentato dai dispositivi dell’Industrial Internet of Things (IIoT), che collegano macchinari, sensori e dispositivi fisici alle reti IT attraverso il cloud, consentendo raccolta dati, monitoraggio remoto e analisi delle prestazioni in tempo reale.

Benefici e rischi della convergenza IT/OT

Grazie a questa convergenza, le aziende possono automatizzare processi e ridurre l’errore umano, aumentando la produttività e ottimizzando le operazioni. La convergenza IT/OT è un elemento abilitante fondamentale per la trasformazione digitale, poiché allinea i processi operativi con le capacità digitali, trasformando il modo in cui le aziende generano valore. 

Tuttavia, l’aumento della connettività ha generato anche nuove vulnerabilità. Con l’interconnessione crescente tra sistemi IT e OT e l’espansione dell’Extended Internet of Things (XioT) aumentano le implicazioni legate alla sicurezza di questi ambienti.

Come proteggere IT e OT

Gli ambienti IT e OT richiedono requisiti di sicurezza diversi e affrontano minacce specifiche. La convergenza impone la collaborazione tra i team di sicurezza IT e OT per proteggere le infrastrutture essenziali. Per far fronte a queste sfide, le aziende devono assumere professionisti con esperienza sia nella sicurezza IT che OT per garantire una protezione robusta delle infrastrutture critiche. Solo un approccio unificato può contrastare efficacemente le nuove minacce, ma la natura frammentata della convergenza IT/OT richiede anche misure specifiche per mantenere un fronte di difesa solido.

Protezioni specifiche per ciascun ambiente 

“Anche se la cybersecurity è cruciale sia per l’IT che per l’OT, è importante comprendere che la protezione di questi due ambienti presenta differenze sostanziali”, afferma Domenico Dominoni, RVP South Europe e Middle East di Claroty. 

Claroty ha ridefinito la protezione dei sistemi cyber-fisici con una piattaforma unica, con un forte focus sul settore, creata per proteggere le infrastrutture mission-critical. La piattaforma Claroty offre una visibilità più approfondita delle risorse e la più ampia gamma di soluzioni progettate per CPS sul mercato, che comprende gestione dell’esposizione, protezione della rete, accesso sicuro e rilevamento delle minacce, sia nel cloud con Claroty xDome che on-premise con Claroty CTD. Supportata da molteplici alleanze tecnologiche, la piattaforma Claroty consente alle aziende di ridurre efficacemente il rischio CPS, con un time-to-value più rapido e un costo totale di proprietà contenuto

 “Per esempio, i dispositivi OT spesso utilizzano protocolli proprietari non rilevabili dagli strumenti di sicurezza IT tradizionali, limitando la visibilità sulla rete OT. Le aziende spesso non hanno chiaro il perimetro completo da proteggere, e gli asset da mettere in sicurezza sono diversi per IT e OT. L’IT si concentra sulla protezione dei dati sensibili, la cui violazione può causare danni reputazionali, perdite finanziarie o multe; l’OT invece è orientato alla sicurezza e continuità delle infrastrutture critiche, dove un attacco potrebbe comportare interruzioni dei servizi e addirittura mettere a rischio la sicurezza umana. È quindi essenziale adottare una strategia che consideri le specifiche minacce per ciascun ambiente e garantisca la protezione dell’azienda da potenziali attacchi”.

Vulnerabilità OT

Le vulnerabilità OT, come configurazioni errate, software obsoleti e accessi remoti non sicuri, possono essere sfruttate dai cybercriminali. Alcuni dei principali rischi includono:

1. Mancata segmentazione della rete

2. Software obsoleti o non aggiornati

3. Accesso remoto non sicuro

4. Gestione delle password insufficiente

 Queste sfide possono causare gravi conseguenze, tra cui perdite finanziarie, interruzioni della produzione, danni ambientali e rischi per la salute e sicurezza umana. Per questo motivo è fondamentale comprendere che ogni sistema OT presenta vulnerabilità uniche, che richiedono identificazione e mitigazione specifiche.

Strategie di protezione

Il primo passo per proteggere le reti OT è ottenere un inventario completo e dettagliato degli asset OT. Inoltre, è necessario correlare le caratteristiche di ciascun asset con un database aggiornato di vulnerabilità, includendo CVE, protocolli vulnerabili, configurazioni errate e altre debolezze. Inoltre, anche una corretta segmentazione della rete e la gestione sicura degli accessi sono fondamentali per ridurre il rischio di attacchi, supportando un approccio “Zero Trust”.

Collaborazione team IT/OT

“Una strategia di sicurezza efficace per la convergenza IT/OT richiede una stretta collaborazione tra i team IT e OT e l’adozione di soluzioni su misura per proteggere tutti gli asset critici”, aggiunge Dominoni. “Mentre le vulnerabilità OT continuano a crescere, è essenziale che le aziende implementino rapidamente misure come la segmentazione della rete e l’accesso sicuro, elementi chiave per migliorare la resilienza della cybersecurity e proteggere le infrastrutture da attacchi futuri”.


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