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Nuova CEI 79-3 per una gestione ancor più professionale

Nuova CEI 79-3 per una gestione ancor più professionale
03/04/2025

di Giovanni Villarosa - Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, CSO e DPO, membro del comitato tecnico-scientifico del CESPIS, Centro Studi Prevenzione, Investigazione e Sicurezza

Iniziamo il 2025 della nostra rubrica Installazione For Dummies affrontando le novità introdotte dalla nuova Norma CEI 79-3_2024, il sacro testo tecnico utilizzato per la progettazione e la realizzazione degli impianti di sicurezza (antintrusione, antirapina). Abbiamo chiuso l’anno 2024 proprio su questa discussione normativa, una delle tante affrontate negli ultimi 12 mesi, parallelamente ad un’altra importante tematica: la figura del professionista della security, attività interdisciplinare propria del perimetro “security & safety”. Due temi apparentemente slegati, ma nella realtà interdipendenti tra loro, uniti da una sorta di fil rouge della sicurezza.

Sul tema, è la Legge n. 186/1968 che ci ricorda: le installazioni e i prodotti utilizzati nella realizzazione di impianti elettrici ed elettronici devono essere costruiti e realizzati a regola d’arte; questo significa, con tecniche, materiali e professionisti “riconosciuti” dal mercato nel quale operano (allegato K). In qualsiasi ambito tecnico, ed in particolare nel settore elettrico ed elettronico, si impone, per realizzare gli impianti, la cd “regola d’arte”, ovvero l’obbligo di legge, il rispetto delle normative di sicurezza che sono articolate in due tipologie di riferimento: norme giuridiche e norme tecniche. Com’è noto, la conformità alla regola d’arte è obbligatoria ed è stata stabilita, per tutti gli apparati e gli impianti tecnici, all’interno dell’art. 1 della Legge 186, tuttora in vigore, e rafforzata sempre di più negli anni, ad esempio dalla Legge n. 46/1990, oggi parzialmente abrogata.

Norma Tecnica CEI 79-3

Nel perimetro degli impianti della sicurezza fisica attiva, la Norma Tecnica CEI 79-3 rappresenta storicamente un caposaldo di riferimento in fatto di progettazione, installazione e manutenzione di sistemi di allarme e quelli a protezione dalle intrusioni e dalle rapine. Pur tuttavia, la conoscenza della normativa non dovrà solo servire per la progettazione e la realizzazione degli impianti, ma dovrà, anzitutto, essere utilizzata anche come leva commerciale per la gestione professionale del rapporto con la committenza. Oggi l’introduzione del nuovo testo rappresenta il naturale passo avanti normativo, significativo dal punto di vista tecnico, rilevante da quello metodologico, infatti, l’edizione 2024 della “nuova” 79-3 subisce un profondo rinnovamento allineandosi alle diverse esigenze di un settore particolare, quello della security, in continua evoluzione tecnologica e regolamentare, introducendo una serie di modifiche migliorative della gestione del rischio, come nella modularità della progettazione degli impianti di sicurezza. Dei tanti elementi che compongono la nuova edizione citiamo per brevità quelli più centrali, lasciando al professionista la più compita lettura della Norma.

Un metodo strutturato per l’Analisi del Rischio 

L’introduzione di un metodo strutturato per l’Analisi del Rischio rappresenta l’elemento cardine che va a colmare le diverse lacune presenti nella precedente versione del 2012, dove la determinazione del rischio era basata principalmente su percezioni soggettive del progettista e su fattori non standardizzati, mentre la nuova versione 2024 introduce una metodologia oggettiva e ripetibile, che permetterà di calcolare il corretto livello di rischio in base alle informazioni fornite dalla committenza, specialmente tutti quei dati significativi riferiti alla struttura e al valore dei beni da proteggere. Dunque, un nuovo approccio che presenta diversi vantaggi; anzitutto consente di uniformare tutte le valutazioni del rischio elaborate da diversi progettisti, riducendo così la possibilità di errori e/o diseguaglianze, facilitando peraltro tutto il processo di responsabilizzazione della committenza che nella nuova Norma diventa la parte attiva del binomio “definizione del rischio e scelta del livello di protezione”.

Sotto-impianti indipendenti

Altra novità di rilievo è rappresentata dalla possibilità di organizzare gli impianti in sotto-impianti, ognuno con un proprio livello di prestazione, dunque una sostanziale trasformazione rispetto alla precedente versione che considerava l’impianto di sicurezza come un blocco unico, una singola entità senza la possibilità di differenziare né aree separate né funzionalità specifiche. Un cambio di paradigma, questo, non indifferente per i professionisti che avranno ora la possibilità di sviluppare impianti più flessibili e adattabili alle specifiche esigenze della committenza. 

IIS

Un’ulteriore importante innovazione introdotta nella nuova 79-3 è contenuta nell’Indice Integrativo di Sicurezza (IIS, che comprende diversi fattori, quali sotto impianti concentrici, sistemi di deterrenza, rivelatori aggiuntivi, etc), un parametro opzionale che permetterà di valorizzare tutti gli impianti che, pur offrendo lo stesso livello di prestazione, includono diverse soluzioni tecniche aggiuntive, migliorandone pertanto l’efficacia complessiva; quindi, la peculiarità di questo indice integrativo consentirà di raffrontare progetti diversi permettendo così al committente di scegliere quale soluzione sia più funzionale e attagliata alle proprie esigenze di sicurezza, anche a parità di livello di prestazione.

Un solo metodo (Tabellare)

Infine, scompare una pesante criticità della versione precedente, ovverosia, la dualità tra i metodi “Tabellare e Matematico”, che si utilizzavano precedentemente in “modalità cervellotica”, per definire il Livello di Prestazione (LdP). L’uno era infatti considerato troppo prescrittivo, mentre l’altro richiedeva una verifica post-progettuale (spesso non priva di sorprese...). La nuova Norma introduce un solo metodo Tabellare che garantisce la giusta combinazione tra semplicità e precisione, ma che permette di verificare sin da subito il corretto raggiungimento del livello di prestazione progettato: dunque non è più basato sulle diverse tipologie installative, ma è strettamente correlato al reale livello di rischio.

Richiami

Per chiudere va detto che la nuova CEI 79-3:2024 si poneva ab origine l’obiettivo di revisionare un testo appesantito dai troppi “rimandi” normativi, ma contemporaneamente anche l’aggiornamento di alcuni riferimenti normativi, allineandosi così alle più recenti disposizioni europee e internazionali. In particolare, la nuova edizione si richiama alla serie EN 50131, normativa che disciplina i requisiti per i sistemi di allarme intrusione e rapina a livello europeo, e all’altra Norma CEI 79-2, quella che delinea le caratteristiche principali delle apparecchiature utilizzate negli impianti di sicurezza.


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