di Mara Bottale - Titolare PB Elettronica, componente del GL79-3 e del direttivo Anie Sicurezza
È inevitabile… quando senti parlare di una norma tecnica ti viene in mente un’incombenza, un ostacolo, insomma, una cosa complicata. E se invece questa volta una norma potesse essere uno strumento agile e utile per mettere in luce le tue capacità?
Sono Mara Bottale, mi occupo da più di 30 anni di sicurezza prevalentemente nel settore bancario ed industriale e, oltre a progettare impianti antintrusione e TVCC, “frequento quotidianamente il campo”. Mi si trova in cantiere, in ufficio a gestire l’help desk manutentivo e presso gli uffici sicurezza dei nostri clienti, insomma, conosco piuttosto bene “gioie e dolori” di tutta la filiera e di tutta la (lunga) vita degli impianti antintrusione. Chi mi conosce sa bene quanto sia appassionata, oltre che del mio lavoro, del gioco del calcio. Te lo sto raccontando perché, in effetti, ci trovo parecchie similitudini anche con il nostro lavoro. Se nel calcio non si può usare sempre lo stesso identico schema a prescindere dall’avversario che si affronta, per progettare un impianto antintrusione efficace, è necessario poter fornire soluzioni differenti.
Il gruppo di lavoro del CT79-3
Sono entrata a far parte del gruppo di lavoro del CT79-3 con l’intento di portare il mio contributo avendo ben chiaro che è necessario disporre di strumenti semplici che siano di supporto ai professionisti e, allo stesso tempo, che è importante sensibilizzare anche il cliente finale sull’importanza di scegliere un professionista qualificato. Avevo in mente un’idea… avrei voluto che la norma diventasse uno strumento di semplice lettura, di semplice applicazione e, ancor più, uno strumento utile anche ai committenti per poter identificare i professionisti all’interno di un mercato sempre più variegato. È importante precisare che il gruppo di esperti che ha collaborato alla stesura dell’edizione 2024 della norma CT79-3 è stato molto eterogeneo e ha consentito di confrontare differenti esperienze nel settore. Al tavolo di lavoro ci siamo incontrati con esperti normatori, rappresentanti di associazioni di categoria, produttori, installatori, formatori, enti certificatori ed esperti storici del mondo della sicurezza. Tutti abbiamo messo a disposizione gratuitamente tempo, esperienza ed entusiasmo con lo scopo di migliorare la norma per darle il ruolo che dovrebbe avere: un’amica e non un’incombenza!
Calcolo del rischio: un solo metodo
La prima domanda che ci siamo posti è stata quella più ovvia “come si definisce il livello di prestazione di un impianto?” Abbiamo quindi realizzato un metodo univoco utilizzabile per definire in modo pratico e condiviso con il committente il calcolo del rischio ed il conseguente livello di prestazione dell’impianto. Formule complicate e calcoli astrusi? Niente di tutto questo! Si tratta di tabelle da compilare in modo semplice che ti consentiranno di analizzare quei punti che, di fatto, vanno presi in esame, dando loro un valore definito. Peraltro, a breve, il CEI metterà a disposizione dei tool che consentiranno la compilazione dei questionari e l’ottenimento dei risultati in modo semplice ed accattivante, dandoti modo di consegnare al committente una valutazione professionale pronta con pochi click!
Livello di prestazione: un solo metodo
Abbiamo poi cercato di rendere più semplice la fase relativa alla progettazione. Siamo riusciti a rimuovere il doppio metodo per la valorizzazione del livello di prestazione dell’impianto. Il metodo matematico ed il tabellare suddiviso per tipologia impiantistica non consentivano una semplice comprensione della norma e non davano risultati univoci. Li abbiamo sostituiti con un unico metodo decisamente più flessibile che permette al progettista di operare in modo più veloce e intuitivo.
Aree eterogenee
Il Gruppo di esperti ha poi affrontato un tema importante: le richieste di progettazione per impianti che riguardano aree eterogenee (ad esempio la casa con il giardino, il grande capannone industriale con aree adibite a magazzino ed il parcheggio esterno eccetera). Ci si è quindi adoperati per scrivere la norma in modo da consentire che l’area da controllare possa essere suddivisa, laddove necessario, in sotto aree e relativi sotto impianti con livelli di prestazioni (e costi) differenti. Ci siamo poi messi al lavoro migliorando la definizione dei sottoinsiemi per dare più opzioni a progettisti ed installatori. Ci sembrava infatti necessario valorizzare anche integrazioni che, per loro natura, non possono rientrare nel calcolo del livello di prestazione dell’impianto e le abbiamo inserite in un sottoinsieme dedicato.
Tanti ambiti, una norma
In sintesi, si è lavorato molto per far sì che la norma sia applicabile in ambiti differenti; sono state inserite soluzioni pensate e testate per il mondo reale, ragionando concretamente con esempi progettuali realistici quali, ad esempio, appartamenti, villette, capannoni, negozi, banche, campi fotovoltaici eccetera. Sono stati infine conservati gli aspetti utili presenti delle precedenti edizioni; alcuni di questi sono confluiti in un nuovo strumento utile a misurare in modo oggettivo l’indice integrativo di sicurezza, ovvero quei plus che i professionisti sono in grado di mettere in campo grazie alla loro esperienza. La ciliegina sulla torta? Sono stati aggiornati tutti gli allegati tra cui, a mio giudizio, spiccano quelli inerenti le qualifiche professionali degli operatori del settore e quello inerente le raccomandazioni dei controlli manutentivi e la loro periodicità.
Concludo invitandovi a seguire gli eventi del CEI, di Ethos Media e delle associazioni di categoria che saranno volti a fornire approfondimenti sulla nuova norma che, mi auguro, vi vedrà soddisfatti come lo sono io.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
Corso riconosciuto da TÜV Italia
Corsi in programmazione riconosciuti per il mantenimento e la preparazione alla certificazione TÜV Italia
WebinarScenari, tecnologia e formazione sulla sicurezza in formato audio