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Tutto quello che volevate sapere sul gemello digitale

Tutto quello che volevate sapere sul gemello digitale
19/03/2025

di Annalisa Coviello

Nel contesto della crescente urbanizzazione e della necessità di gestire in modo più efficiente le città, l’innovazione tecnologica offre nuovi strumenti per affrontare le sfide che può porre, oggi, una “smart city”. Tra questi, uno dei più promettenti è il “gemello digitale”.

Costruito grazie alla raccolta e all’elaborazione di dati provenienti da sensori, fotocamere, dispositivi IoT (Internet of Things) e altre fonti tecnologiche, come vedremo nei box correlati a questo articolo, che trattano di applicazioni reali in città italiane, il modello digitale può essere utilizzato per simulare, analizzare e prevedere vari aspetti della vita urbana: il traffico, l’energia, l’ambiente e, naturalmente, la sicurezza.

Diverse sono le funzionalità che può avere un “digital twin”. Ad esempio, il monitoraggio in tempo reale: i sensori distribuiti sul territorio possono raccogliere dati costantemente (informazioni sul traffico, sulla qualità dell’aria e sul rumore) che vengono poi integrati nel gemello digitale. Grazie a questi dati, le autorità possono monitorare costantemente la città e intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Oppure, la gestione delle emergenze: in caso di incidenti, calamità naturali come incendi, alluvioni o disordini pubblici, il gemello digitale consente alle forze dell’ordine e ai soccorritori di avere una visione d’insieme in tempo reale della situazione. Possono visualizzare la posizione esatta degli eventi e delle risorse, come ambulanze, squadre di soccorso o mezzi di trasporto.

Uno degli ambiti in cui il gemello digitale viene più frequentemente utilizzato, come ci hanno detto i nostri esperti, è la simulazione, manutenzione e pianificazione preventiva: grazie alla modellazione predittiva, è possibile simulare diversi scenari, come un’affollata manifestazione pubblica, un evento sportivo o, ed è stato purtroppo reale, senza che ci fossero ausili digitali, una crisi sanitaria. Questo permette di prevedere i potenziali rischi e di predisporre piani di sicurezza più mirati e efficaci. La manutenzione, poi, consente di intervenire su strade e verde pubblico, ad esempio, non appena si forma una buca oppure c’è un ramo pericolante, in modo da evitare danni ulteriori.

Un altro settore molto promettente è quello dell’ottimizzazione del traffico e della mobilità: il gemello digitale, integrato con i sistemi di monitoraggio del traffico, aiuta a prevedere i flussi di traffico e a ridurre i tempi di risposta della polizia o dei mezzi di soccorso.

Anche se sembra un po’ da “Grande Fratello”, l’uso di telecamere di sorveglianza e di algoritmi di intelligenza artificiale (AI) nel gemello digitale può anche rilevare comportamenti sospetti. Ad esempio, se una persona si comporta in modo anomalo in una zona affollata, il sistema può inviare un allarme alle forze di polizia.

Nonostante i vantaggi che il gemello digitale può portare a una futura “smart city”, ci sono alcune sfide da affrontare. Una delle principali è la privacy dei cittadini. Poiché i gemelli digitali raccolgono enormi quantità di dati, è fondamentale che vengano adottate politiche chiare per proteggere la privacy e garantire che i dati vengano utilizzati in modo sicuro e trasparente.

Un’altra sfida riguarda la necessità di un’infrastruttura tecnologica avanzata e di risorse economiche adeguate. Creare e mantenere un gemello digitale richiede investimenti in tecnologia, formazione e collaborazioni tra pubblico e privato. Tuttavia, le potenzialità future sono immense. Con il continuo miglioramento delle tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things e la realtà aumentata, i gemelli digitali diventeranno sempre più sofisticati. In futuro, potrebbero integrarsi anche con sistemi di mobilità autonoma e droni per ottimizzare la risposta alle emergenze e migliorare la sicurezza delle città.

Il gemello digitale rappresenta una delle frontiere più innovative nella gestione della smart city. Grazie alla sua capacità di monitorare, simulare e analizzare i dati in tempo reale, questo strumento offre alle città una nuova visione della sicurezza e della gestione urbana. Milano, Bologna e Torino stanno già sfruttando il potenziale dei gemelli digitali per migliorare la sicurezza, ottimizzare le risorse e pianificare meglio gli interventi. Il futuro di una città davvero “intelligente” passa anche attraverso l’adozione di queste tecnologie, che possono contribuire a creare ambienti urbani più sicuri, sostenibili e resilienti, rispondendo alle sfide della modernità che, da tempo, sono uscite dai film di fantascienza.

La versione integrale dell’articolo riporta le esperienze a Milano, Torino e Bologna, per visualizzarle apri il pdf allegato.

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