di Ilaria Garaffoni
Delle 5 W del giornalismo, quella preferita dai security manager dev’essere la W di why. Del resto, quando si devono paventare ai Board scenari sicuramente sgradevoli, probabilmente costosi raramente profittevoli, meglio non focalizzarsi su cosa si deve fare ma sul perché occorre farlo. E bisogna saper ipotizzare minacce che sfuggono ai più senza passare per jettatori. Come? Contestualizzando il rischio e comunicando la security come un fattore abilitante per la crescita aziendale, oltre che protettivo.
Più facile a dirsi che a farsi, si dirà. Ma Andrea Piovan (Security Manager SAP) ha spiegato che i security manager non devono per questo rattristarsi. Perché, se riescono ad illustrare che la sicurezza - integrata come valore strategico - rende l’impresa più resiliente e competitiva, e se riescono ad applicare modelli organizzativi orizzontali per una gestione più agile, allora torna il sorriso. Per tutti. Strutture meno gerarchiche possono infatti favorire una comunicazione fluida, dove la sicurezza diventa un obiettivo condiviso, superando la logica del “circolo” ad informazione unidirezionale per abbracciare un concetto di community basato su un dialogo aperto che coinvolge le diverse funzioni aziendali.
Travel security everywhere
Rischio geopolitico, compliance legale, travel security e travel medicine: questi sono i temi principali trattati durante il workshop Empowering Italian Organizations: Global Security 2025 Forecast. L’incontro ha fornito una panoramica approfondita dei cambiamenti radicali che stanno plasmando il panorama globale, mettendo in evidenza come le organizzazioni debbano adattarsi a nuove priorità, adottando un approccio strategico nella gestione della sicurezza. Le attuali dinamiche geopolitiche si intrecciano con contesti sempre più instabili, il che impone alle aziende di sviluppare competenze avanzate nella gestione del rischio. In questo scenario, la conformità alle normative internazionali, in continuo cambiamento, rappresenta una sfida cruciale. Le organizzazioni devono non solo garantire la compliance, ma anche prevedere le implicazioni legali derivanti dai cambiamenti normativi, globali e locali. La travel security e la travel medicine, tradizionalmente focalizzate su aree ad alto rischio, si sono ora estese a tutte le destinazioni, riflettendo un mondo in cui i confini tra sicurezza e normalità sono sempre più sfumati. Le aziende devono affrontare minacce che vanno oltre la geopolitica e le emergenze sanitarie, comprendendo nuove sfide legate alla mobilità globale, alle condizioni di salute dei viaggiatori e agli eventi imprevisti. In questo scenario, un approccio lungimirante e adattabile è essenziale per garantire la sicurezza delle persone, la protezione dei beni e la continuità operativa.
Largo ai giovani
Una botta di ottimismo è arrivata dalle giovani leve, i Security Junior Talents. Moderati da Daria Miriam Re, a sua volta giovane e talentuosa specialista nonché Head of Games Security di Mi-Co 2026, i manager del prossimo futuro hanno evidenziato la necessità di costruire una cultura forte della sicurezza che muova i passi da uno scambio continuo non solo tra aziende e best practise, ma anche tra generazioni. Quelle nuove immaginano una sicurezza più inclusiva, dinamica, sostenibile e capace di contribuire anche al benessere e alla stabilità della società. Una “security as a service” che richiede però – a monte - maggiore empatia, soprattutto nelle leadership. Perché nessun uomo è un’isola. Neanche il security manager.
La versione integrale dell’articolo riporta gli interventi dei professionisti, per visualizzarle apri il pdf allegato.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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