martedì, 5 maggio 2026

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Nuova CEI 79-3: più linearità e standardizzazione

Nuova CEI 79-3: più linearità e standardizzazione
03/02/2025

di Salvatore Lamaestra - Coordinatore GL1 e sottogruppo ad-hoc GL79-3 di CT79

La CEI 79-3 costituisce la norma tecnica nazionale di riferimento per la progettazione, realizzazione, verifica e manutenzione degli impianti di allarme intrusione e rapina. Lo scorso maggio, il Gruppo di Lavoro GL79-3 del Comitato Tecnico 79 CEI ha terminato i lavori per la proposta di revisione della Norma; successivamente il CEI ha attivato la fase di inchiesta pubblica, necessaria per raccogliere i commenti degli operatori del settore e ottenere un consenso più allargato possibile prima che la norma stessa diventi effettiva. Salvatore Lamaestra, Coordinatore del GL1 e del sottogruppo ad-hoc GL79-3 di CT79 CEI, ci spiega le principali novità di questa revisione e come esse impattino, fattivamente, in questo segmento di mercato così importante per il comparto della sicurezza.

Partiamo dall’analisi del rischio. Nelle precedenti edizioni della norma, il tecnico doveva identificare il Livello di Prestazione basandosi su determinati fattori suggeriti negli allegati della Norma ma senza indicazioni su come valutarli: alla prova dei fatti il risultato risultava essere molto soggettivo e, soprattutto, non standardizzato. Inoltre, l’assenza di un metodo analitico è stato a suo tempo “surrogato” con la proposizione delle “tipologie impiantistiche”, di fatto cinque modelli di edificio e di destinazioni d’uso a ciascuno dei quali si associa un potenziale e differente livello di rischio: un procedimento che identifica la tipologia stessa, piuttosto che le proprietà del bene da controllare.

Valutazione standardizzata

Ora il metodo si basa su dati oggettivi, forniti dal committente, che comprendono, tra le altre, le caratteristiche della struttura e delle procedure esistenti, il valore e le caratteristiche del bene da controllare, a cui si aggiungono anche le considerazioni e le percezioni personali del committente stesso. In questo modo, a parità di informazioni ed esigenze espresse dal committente, che le deve sottoscrivere, il processo di valutazione viene di fatto standardizzato, riducendo la possibilità di errore. In aggiunta alla descrizione presente nella Norma si prevede il rilascio, da parte del CEI, di un applicativo che potrà diventare uno strumento di ausilio al progettista.

Il sotto impianto

Tutti gli operatori del settore sanno bene che, in qualsiasi segmento di mercato della sicurezza, in particolare oggi, le caratteristiche dei differenti beni (e delle strutture che li contengono) controllati da un Impianto di Allarme non sono uniformi ma, spesso, presentano differenze all’interno della stessa area da controllare. La nuova stesura della norma prende in considerazione ed evidenzia il concetto di sotto-impianto: il che vuol dire che, quando necessario, ci si può affrancare da un’impostazione unica e fissa, ma è possibile, grazie all’approccio modulare e flessibile, adattare la progettazione alle differenti esigenze delle singole sotto-aree.

Livello di prestazione

Le “tipologie impiantistiche”, cui si accennava in precedenza, in questa nuova versione vengono completamente eliminate. Questo perché c’era la necessità di avere un punto di riferimento unitario per tutti gli impianti: la differenziazione, ora, è basata esclusivamente sul Livello di Rischio relativo al bene da controllare a cui è associato, in modo univoco il Livello di Prestazione sulla base del quale progettare l’Impianto (se unico) o ciascun Sotto-impianto.

Metodo tabellare dettagliato

Inoltre, nella precedente versione della norma, erano presenti due metodi: il tabellare e il matematico. Il primo, però, era povero di dettagli, mentre il secondo non aiutava in fase di progetto, ma permetteva solo di verificare, a posteriori, il raggiungimento del Livello di Prestazione richiesto. Ora, è stato ideato un nuovo metodo tabellare, proprio per essere guidati sin dalle prime fasi di studio ed elaborazione del progetto, che risulta sufficientemente dettagliato da riuscire a coprire tutte le esigenze di controllo degli ambienti, che vengono riportati a elementi molto semplici e intuitivi.

IIS

Un’altra innovazione importante è rappresentata dall’Indice Integrativo di Sicurezza (IIS), con un metodo oggettivo per calcolarlo. Questo per permettere ai progettisti - così come al committente - di poter confrontare diversi progetti che, magari, presentano lo stesso livello di prestazione, ma al contempo prevedono integrazioni o elementi aggiuntivi che caratterizzano il progetto stesso o che possono differenziarlo da un altro. Il tutto senza però modificare gli altri parametri obbligatori e offrendo lo stesso livello di prestazione. In questo modo si consente, da un lato, al tecnico di utilizzare la propria creatività e di presentare soluzioni integrate e, dall’altro, al committente di confrontare e scegliere il progetto che ritiene più adeguato alle proprie esigenze, mantenendo salvo il livello di prestazione.

Queste le principali novità. Gli esperti hanno anche tentato di rendere il testo della norma più lineare, eliminando molti dei rimandi tra un capitolo e l’altro, per cercare di utilizzare un linguaggio più “user-friendly”. E, infine, c’è stato tutto il lavoro di aggiornamento dei vari riferimenti normativi che, nell’arco del tempo, si era reso necessario. Ora attendiamo le vostre osservazioni.


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