di Michele Bernardi - Amministratore Unico Microlab.it
Si sente spesso dire - nei blog, nelle fiere e nelle riflessioni di settore - che il mercato dell’antintrusione (e non solo) sta diventando sempre più un negozio di giocattoli. Riportiamo qui l’esperienza di un operatore del settore che sembra dare ragione a questa affermazione. Mario, il protagonista di questa storia, è un nome di fantasia, ma la storia è vera e ce l’ha raccontata Michele Bernardi.
Ieri mattina mi chiama un cliente inferocito ‘perché non funziona l’app’ di un sistema installato appena quattro giorni prima. “Ma che mi avete montato?” - grida l’utente, assieme ad altre cose irripetibili...Il tecnico parte come un razzo e, magicamente, scopre che la SIM acquistata dal cliente sempre quattro giorni prima, alla modica cifra di euro 50,00, conteneva ben un centesimo di ricarica. Giusto il credito per registrarsi in rete e tanti saluti. Non è questa la sede per sindacare la scarsa professionalità del commesso del negozio di telefonia, che francamente ha dato meno della metà di zero con quella SIM: il problema serio è che qui stiamo perdendo la bussola su chi deve fare cosa.
Per colpa di chi
Un altro esempio? Un paio di settimane fa una cliente ha chiamato arrabbiata perché alle tre di notte non le funzionava l’app per disinserire l’impianto. Bene: fra il nostro impianto antintrusione e l’app, c’erano, nell’ordine: l’operatore telefonico in trasmissione, il cloud del produttore, l’operatore telefonico in ricezione e infine il suo smartphone. Ma indovinate, tra questi cinque passaggi, di chi poteva essere la colpa per la cliente? La risposta l’avete già capita, visto che ha chiamato noi.
Che sta succedendo?
Succede che ai miei tempi (uno che ha cominciato negli anni ‘80) il sistema antintrusione - aka Antifurto - doveva solo inserire, disinserire, permettere un’esclusione, tamper, allarme. Fine. Adesso invece siamo finiti nel mondo dei gadget, ma il problema è che il giochino pericoloso resta in mano all’installatore, che di tutto si deve preoccupare tranne che del funzionamento di base del sistema. App, cloud e chi più ne ha più ne metta: il risultato è davanti agli occhi di tutti e produce gli effetti di cui sopra. La domanda è: a questo punto, dato 100, il parametro commerciale dovrà spostarsi su scale valoriali alterate, ovvero la parte di configurazione della parte giocattoli costerà più dell’installazione a regola d’arte di un sensore.
Io ho prodotto un documento che in azienda è diventato Cassazione/Bibbia ed è stato inviato a tutti i clienti. Leggetelo. E converrete con me che, in un momento non proprio roseo a livello generale, è sciocco da parte dei produttori mettere in difficoltà continua gli installatori. E stona il lamentarsi ex-post di soluzioni che ridicolizzano la sicurezza.
PS Mi scuso per lo sfogo con il povero e incolpevole Mario...
La versione integrale dell’articolo riporta gli interventi dei professionisti, per visualizzarle apri il pdf allegato.
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