di Ilaria Garaffoni
Genetec ha rilasciato l’ormai annuale indagine di mercato “Stato del settore della sicurezza fisica 2025 - Strategie, pianificazione e investimenti mirati, Europa”, che evidenzia interessanti cambiamenti del comparto (e sono praticamente tutte buone notizie).
Prima notizia (non benissimo ma comunque bene): nonostante le previsioni di crescita formulate lo scorso anno fossero più rosee, nel 2024 i budget per le spese operative nella sicurezza fisica (OpEx) sono comunque rimasti stabili o aumentati, e questo vale anche per le spese in conto capitale (CapEx), diminuite solo nel 17% dei casi. Considerando le incertezze economiche e politiche che stiamo attraversando, è una notizia da salutare con ottimismo. Certamente si guarda ai progetti con estrema concretezza: si chiedono pertanto soluzioni affidabili e orientate al valore che elevino la sicurezza senza introdurre complessità o costi inutili e soprattutto si cerca di sfruttare al meglio ciò di cui già si dispone. Il tutto tenendo comunque un occhio aperto sulle innovazioni per individuare il momento migliore per implementarle.
Seconda notizia (prevedibile): la resilienza informatica resta una priorità ed è destinata a incrementare grazie a normative come NIS2 (ma anche l’intramontabile GDPR). Il 67% degli utenti finali ha dichiarato che la propria azienda è interessata da queste normative, con un aumento significativo rispetto al 13% del 2023.
Terza notizia (da attenzionare): dopo una rapida crescita tra 2022 e 2023, l’adozione del cloud nella sicurezza fisica è decelerato nel 2024. Il 38% degli utenti finali ha infatti dichiarato che oltre il 25% del proprio ambiente di sicurezza fisica è cloud o hybrid-cloud (- 6% sul 2023). Ma cosa influenza l’adozione del cloud? Gli utenti hanno segnalato motivi di budget associati ai “costi dell’archiviazione, della conservazione dei dati e della larghezza di banda” e la “paura di perdere dati e il controllo in generale”. Da notare che le aziende con sistemi di sicurezza fisica di dimensioni ridotte sono più propense a utilizzare il cloud per lo storage, avendo meno problemi di archiviazione e larghezza di banda. Non sorprende del resto che chi dispone di sistemi più complessi sul cloud voglia rivedere i propri investimenti prima di avviare la transizione o man mano che raccoglie dati relativi alle prime installazioni. La necessità di trovare un ROI ottimale per la transizione cloud è un fattore chiave per la sua adozione.
Quarta notizia (da attenzionare bis): i partner di canale prevedono un aumento di committenti che aggiungeranno nuove tecnologie ai sistemi esistenti (cloud compreso), ma il 51% degli utenti finali ha indicato che si concentrerà sull’utilizzo delle tecnologie esistenti, implementando cybersecurity e analisi dei dati per ottenere il massimo valore. Per il 2025, i progetti di controllo accessi e videosorveglianza restano saldi ai primi posti, con il controllo accessi che si conferma priorità assoluta per il quinto anno consecutivo. Da un sistema di controllo accessi le committenze vogliono però andare oltre l’autorizzazione/la negazione di un accesso per creare efficienza con sistemi di gestione visitatori (41%), sistemi biometrici (39%) e gestione delle identità (37%). Nel TVCC la committenza invece pensa ad aggiornare, sostituire o integrare telecamere e VMS con soluzioni di qualità superiore, interfacce VMS semplificate e funzionalità smart a Deep Learning.
Quinta notizia (da attenzionare ter): grazie ad una sempre maggiore condivisione tra dipartimenti, i dati ricavati dai sistemi di sicurezza fisica sono oggi ritenuti essenziali anche dai board per definire le strategie e ottenere obiettivi aziendali trasversali. Le integrazioni tra sistemi di sicurezza, altri dispositivi IoT e tecnologie operative possono del resto arricchire significativamente le procedure aziendali. Utilizzare dunque i dati della sicurezza fisica per prendere decisioni aziendali data-driven permette a quello che tradizionalmente era un centro di costo di generare un solido ritorno sull’investimento.
Sesta notizia (prevista): il 27% degli utenti finali non sa come implementare l’AI in modo da aggiungere valore e richiede più formazione per comprendere meglio la tecnologia. Chi già interagisce attivamente con l’AI la considera uno strumento per semplificare e automatizzare le procedure di sicurezza. Interessante la crescente preoccupazione degli utenti per un impiego etico e responsabile dell’AI da parte dei vendor.
Settima notizia (auspicata): il dipartimento IT ha un ruolo sempre più importante nella gestione e nel decision making relativo ai sistemi di sicurezza fisica, ma ha un approccio tecnologico diverso. Il 47% dei professionisti IT vuole strumenti di sicurezza informatica e il 37% considera le soluzioni cloud-based prioritarie, contro un 27% dei professionisti della sicurezza fisica che la pensano così. Combinando le proprie competenze, i due team possono però lavorare insieme rafforzando la sicurezza delle reti e delle aziende e offrendo maggiore efficienza operativa grazie ad una strategia di sicurezza unificata.
Ottava notizia (temuta ma superabile): le incertezze economiche incidono molto sulle tempistiche di realizzazione dei progetti: il 49% degli utenti finali ha infatti rinviato i progetti nel 2024. E’ successo anche nel 2023, ma lì la causa erano le interruzioni nella supply chain, mentre nel 2024 è stato lo scenario finanziario e politico globale a intimorire le aziende e gli investitori. Persistono inoltre le difficoltà legate al reperimento di competenze e risorse umane e solo il 6% dei partner di canale ritiene che la situazione migliorerà nel 2025. Inutile dire che la crisi di talenti può impattare pesantemente anche sui progetti già avviati.
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