venerdì, 30 settembre 2022

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Cresce la Smart Home in Italia trainata (anche) dalla sicurezza

19/07/2022

della Redazione

Secondo una ricerca sulla Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2021 il mercato italiano della smart home ha segnato un +29% sul 2020, raggiungendo quota 650 milioni di euro (11 euro in media per abitante, valori superiori ai livelli pre-Covid). Si stima che la crescita avrebbe potuto toccare addirittura il +45% se non si fosse scontrata con la carenza di semiconduttori e materie prime, che ha pesato per 75 milioni di euro di mancate vendite. Vedremo il consuntivo post-bellico, ma per ora godiamoci questi dati.

Secondo la ricerca del Politecnico, il mercato italiano della smart home è guidato da elettrodomestici connessi (135 milioni di euro), smart speaker (130 milioni di euro), soluzioni per la sicurezza (19% pari a 125 milioni di euro), caldaie, termostati e condizionatori connessi per riscaldamento e climatizzazione (110 milioni), seguiti da casse audio, lampadine, smart plug e dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto. La sicurezza ha visto una crescita che si attesta sul +20%, non sufficiente tuttavia a colmare il gap sul 2019. Il mercato della sicurezza è trainato da hardware (videocamere, sensori per porte/finestre e serrature connesse), ma anche offerte legate ad abbonamenti che consentono di archiviare su cloud immagini e video, di fare chiamate automatiche di emergenza o attivare servizi di pronto intervento in caso di allarme. Per il 44% degli utenti finali aumentare la sicurezza della casa è il primo tra i motivi che porterebbero a scegliere oggetti smart.

W l’Italia

Siamo ancora però lontani dai numeri Regno Unito (4 miliardi di euro, +43%) e Germania (3,9 miliardi di euro, +37%), ma ci avviciniamo alla Francia (1,3 miliardi di euro, +16%) e stacchiamo più nettamente la Spagna (480 milioni di euro, +14%). Tuttavia, anche stando a recenti indagini di produttori leader in Europa(1), la smart home starebbe crescendo proprio in Italia in modo esponenziale e sempre più italiani starebbero scegliendo soluzioni intelligenti anche per l’apertura della porta di casa. Essendo però una parte sempre più consistente di chiusure ormai completamente automatizzata con funzioni come lo sblocco automatico quando ci si accosta alla porta o tramite assistenti digitali come Siri, Google o Alexa, il rischio di intrusione logica è però sempre più forte. 

Com’è cambiato il mercato

Le aziende sono passate dalla vendita dell’hardware alla proposta di servizi (es. abbonamenti per servizi di tele-assistenza e manutenzione caldaia, rilevazione di movimenti sospetti in casa e chiamate di emergenza, assicurazioni pay-per-use per proteggere la casa dai furti attivabili anche solo per brevi periodi con tariffa a consumo).

Com’è cambiato l’utente

Gestire da remoto gli oggetti smart e attivare servizi e funzionalità avanzate sono le vere killer application: il 12% di chi ha dispositivi connessi ha già attivato un servizio aggiuntivo. Soprattutto vigilanza privata, pronto intervento in caso di guasti, servizi cloud per archiviare video e immagini. E il 77% di chi desidera oggetti smart è interessato ad attivare nuovi servizi, come analisi dei consumi energetici, installazione e assistenza/manutenzione.

Risparmio ed energia

Caldaie, termostati e condizionatori connessi per la gestione di riscaldamento e climatizzazione contano ben 110 milioni di euro (17%, +45% rispetto al 2019), spinti da incentivi Superbonus ed Ecobonus e dal tema della sostenibilità e del risparmio (tema che cresce di importanza giorno per giorno, vista la situazione geopolitica). Le motivazioni che spingono all’acquisto sono principalmente legate al comfort (38%), alla sicurezza (22%) e alla possibilità di controllare a distanza i dispositivi connessi (14%).



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