martedì, 4 ottobre 2022

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All’azienda di successo serve un team felice di lavorarci

15/07/2022

di Marco Biagi - Humans4Humans Consultants Italia

Il post pandemia ci lascia una triste eredità di cui non possiamo non prendere atto. La difficoltà a reperire un bene inestimabile: il personale - e ancor di più, dei fidati collaboratori. Assistiamo infatti ad un paradosso. Alti livelli di disoccupazione e nel contempo aziende che lamentano la mancanza di personale specializzato e non. Recentemente la stampa ha ampiamente commentato anche il fenomeno di manager che inspiegabilmente si licenziano. E non necessariamente per un salario più alto. Ed è proprio questo il punto. Si sta presentando un nuovo scenario dove il personale non va più alla ricerca di un salario più alto, ma ricerca condizioni di lavoro più “sostenibili”. 

Per sostenibilità intendo non depauperare più energie e valori come la famiglia, gli interessi e le passioni per il “grande inganno”, quello che ha visto molti disposti a sacrificare quanto sopra sull’altare di un agognato benessere. Benessere che per molti professionisti non è, peraltro, mai arrivato. In questa confusione generale, dove i ruoli sembrano venire meno e l’incertezza regna sovrana, è più che mai importante non mancare il bersaglio nella ricerca dei collaboratori. Direi che ancor prima di costruire la struttura, è fondamentale aver scelto il Team. Sennò ci si può ritrovare come quei famosi ristoratori che hanno costruito ristoranti da sogno ma non possono aprirli perché non trovano il personale idoneo. Quindi, prima si costruisce la Brigata e dopo il Ristorante. Molto semplice. 

La bussola perfetta

Per non sbagliare è importante usare una bussola che, anche nella tempesta perfetta, ci consente di mantenere la rotta: l’etica per se stessi ed il personale. È fondamentale valorizzare il personale interno formandolo opportunamente, ed in materia di ricerca e selezione del personale è indispensabile identificare coloro che hanno valori etici. Ma cos’è l’etica del lavoro? Lascio  rispondere a questa domanda Davide Palamara, CEO e Founder della Humans4Humans.

L’etica del lavoro

“L’etica del lavoro è un insieme di principi morali in base ai quali una persona lavora ogni giorno con affidabilità, dedizione, responsabilità e disciplina. Le persone che hanno una forte etica del lavoro danno molta importanza al proprio compito e danno il meglio di sé per raggiungere gli obiettivi individuali e di squadra. Sono le persone su cui sai di poter contare, sempre. Sono quelli che si stanno già occupando di un problema prima ancora che tu glielo abbia chiesto. E se non lo hanno già risolto, manca poco. Sono le colonne portanti dell’azienda e ne sono gli Ambassador verso l’esterno. Si possono apprendere nuove skill e affinare un talento, ma non c’è nessun sostituto del principio del lavorare sodo. È un “intangibile asset” fondamentale per l’azienda: un bene non quantificabile, non misurabile, ma preziosissimo. Come sosteneva Einstein: “non tutto ciò che può essere contato conta, e non tutto ciò che conta può essere contato.”

In questo momento storico sta diventando sempre più difficile trovare giovani con un’etica del lavoro: sfiduciati dalla situazione economica e illusi da un mondo dell’apparire in cui sembra facile avere successo, le aziende che cercano personale che voglia davvero dedicarsi ad un’azienda, non sanno dove trovarlo e come riconoscerlo. L’etica del lavoro non è un concetto astratto: ha un impatto diretto sul risultato o sulla qualità del risultato. Quando una persona ha rispetto per il lavoro e per l’azienda, diventa naturalmente più produttiva. Usa meglio le risorse, sa valutare i tempi, ha prestazioni migliori e porta l’azienda verso il successo. Queste persone sono unicorni del mercato del lavoro: saranno sempre più richiesti e le aziende se li contenderanno. Ma per attrarre e trattenere questi esseri speciali c’è un solo segreto.

Tenersi stretto il lavoratore etico 

Non si tratta solo di offrire stipendio o potere, ma di qualcosa di altrettanto prezioso: creare un’azienda in cui si respira un’energia positiva. In cui ci sia collaborazione, sostegno, spirito di squadra. In cui i dipendenti siano prima di tutto persone e vengano valorizzati i loro talenti.

Perché tutti amiamo avere successo, e desideriamo tutti, tantissimo, sentirci apprezzati. 

Anche in questo si misura la sostenibilità di un’azienda. Essere sostenibili non significa solo rispettare l’ambiente, ma anche creare un ambiente positivo e stimolante all’interno dell’azienda per le persone che lavorano con noi. Il benessere psicologico e la soddisfazione dei collaboratori è una responsabilità dell’imprenditore, che ha nelle sue mani un tesoro di potenzialità. L’imprenditore che sarà capace di fare della propria azienda un’oasi di rispetto, soddisfazione e valorizzazione del personale, saprà attirare i migliori professionisti sul mercato, che non scapperanno alla prima offerta economicamente più vantaggiosa”.  (D. Palamara)

Le aziende sapranno affrontare questa nuova sfida? Non possono essere lasciate sole. Chi si occupa di formazione e crescita ha il dovere di aiutarle. 



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