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Antintrusione, tra caro materiali e ritardi nella componentistica

Antintrusione, tra caro materiali e ritardi nella componentistica
16/11/2021

di Ilaria Garaffoni

Che il nostro non fosse un paese facile per fare impresa, già lo sapevamo. Oltre a barcamenarsi quotidianamente tra burocrazia e fisco asfissianti, pastoie e tranelli di un giocatore pubblico che cambia le carte in tavola a giochi aperti (salvo essere il primo a non rispettare le regole e a non scomodarsi mai troppo per incentivare l’economia), le nostre imprese hanno dovuto combattere una pandemia pressoché a mani nude. E adesso? Ritardi nelle consegne, rincari delle materie prime e dei servizi erogati dalle utilities, difficoltà di approvvigionamento e di trasporto. Questo è lo scenario in cui si dibatte il mercato italiano dell’antintrusione.

Uno scenario nel quale dominano le APP e il cloud (con il Covid che ha operato da ulteriore booster) e dove l’integrazione con altre tecnologie di sicurezza fa  ormai parte di un lessico che non seziona più da tempo in compartimenti stagni i diversi segmenti allarme-videosorveglianza-accessi-citofonia, ormai sempre più interconnessi. Uno scenario che vedrà IoT e automazione farla sempre più da padrone, trainati da un uso sempre più massiccio dei comandi vocali diffusi sul mercato da colossi del B2C. Uno scenario dove la cybersecurity non lascia esente un segmento, quello dell’allarme, ormai massicciamente IP - con tutti i rischi di sicurezza connessi. Uno scenario dove le competenze IT in materia di sicurezza cyber potrebbero quindi essere terreno fertile per recuperare marginalità, a patto che l’utenza sia realmente interessata alla questione (cosa affatto scontata). 

Uno scenario nel quale i player di mercato stanno mettendo sul piatto strategie varie ed eventuali per difendersi dalle difficoltà di trasporto e ricezione della componentistica alimentate dal Covid. Uno scenario che fa tenere il fiato sospeso allo stesso mercato, nel caso i problemi dovessero perdurare ancora a lungo. Perché a quel punto, forse, le risposte messe in campo sinora sul piano individuale non basterebbero più. Programmazioni pluriennali degli acquisti, accaparramento della componentistica necessaria su canali di commercializzazione alternativi, gruppi di acquisto, fino alla reingegnerizzazione dei prodotti a maggior valore con componenti più facilmente reperibili (con immaginabili ripercussioni: ritardi nello sviluppo di nuovi prodotti ed inevitabili ritocchi ai listini): non è più tempo di procedere in ordine sparso. Serve un approccio di filiera per dare risposte di filiera. Serve uno sforzo creativo che vada oltre la singola impresa.

Noi di secsolution ne parleremo in una tavola rotonda con le principali Associazioni di categoria in fiera a SICUREZZA: nel frattempo, leggetevi cosa hanno risposto le aziende del settore.

La versione integrale dell’articolo riporta gli interventi del dite la vostra, per visualizzarle apri il pdf allegato. 

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