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IP o non IP? Non è più un dilemma

IP o non IP? Non è più un dilemma
01/10/2013

di Raffaele di Crosta, Presidente e AD di Ksenia Security

 

IP o non IP? Un dilemma, nell’era dell’internet mobile, simile al to be or not to be shakespeariano, dal momento che scegliere un impianto di sicurezza non-IP equivale oggi a “non essere”, ossia a scegliere di essere disconnessi, avulsi dalla rete. Significa infatti rinunciare alle numerose opportunità offerte dalla rete locale e dalla remotizzazione. Tuttavia in molti Installatori, e in parecchi Distributori di Sicurezza, è tuttora radicata la convinzione che una soluzione IP non sia necessaria nella stragrande maggioranza delle installazioni residenziali e, considerati i suoi presunti maggiori costi, in qualche caso non sia nemmeno proponibile, soprattutto di questi tempi. In materia di IP abbiamo chiesto a Raffaele di Crosta un contributo per FormAZIONE!, la rubrica di a&s Italy che fa parlare ai tecnici... dai tecnici.

 

Ritengo che sia utile - anche e soprattutto nell’interesse dei distributori e installatori del settore – riconsiderare questa posizione valutando alcuni nuovi elementi. Partiamo sfatando qualche mito.

 

  1. Il primo mito da sfatare è che gli utenti finali non siano pronti a questa tecnologia. Basta leggere qualche dato sull’enorme diffusione dell’IP in Italia ed in Europa per rendersene conto. Secondo Audiweb Trends, il report di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con Doxa, nel primo trimestre 2013 37,8 milioni gli italiani hanno dichiarato di accedere a Internet da qualsiasi luogo e device (80,2 % della popolazione tra gli 11 e i 74 anni), con una maggiore disponibilità di accesso a internet da casa via computer (35 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, pari al 74,5% dei casi). Mentre ci avviciniamo ad un livello di “quasi saturazione” dei collegamenti da “computer da lavoro”, continuano a crescere esponenzialmente i collegamenti da computer di casa e soprattutto da dispositivi mobili (con gli smartphone in testa, seguiti dai tablet). Quest’ultimo dato è sintomatico di quanto elevato sia ormai il numero - ed il tasso di crescita - degli italiani che accedono quotidianamente ad Internet da casa (con tra l’altro con un numero impressionante di accessi da utenze femminili), ma anche di quanto sia ormai alla portata di tutti navigare sui diversi browser (google, safari, chrome, mozilla, etc), nonché di quanto tutto ciò sia ancora più facile e comodo rispetto all’utilizzo di programmi ed app dedicate a seconda del sistema operativo disponibile.
  2. Secondo punto: non è vero che un sistema IP sia più consono ad un’installazione in villa rispetto ad un piccolo appartamento. E’ il profilo del cliente finale che fa la differenza: non dipende né dalle dimensioni della residenza (che tra l’altro non sono necessariamente espressione delle sue possibilità economiche. Un single in un miniappartamento è potenzialmente più interessato di altri ad integrare un impianto di Sicurezza e Domotica in IP, essendo spesso fuori casa e nel 99% dei casi disponendo già di una rete ADSL).
  3. Terzo punto: un sistema di Sicurezza IP non è necessariamente più costoso di un impianto non-IP tradizionale. Certo bisogna saper scegliere tra ciò che offre il mercato ed essere in grado di spiegarlo al cliente finale. Per esempioqualsiasi soluzione “rappezzata” - che cioè utilizza una centrale tradizionale a cui si debbono aggiungere costosi moduli TCP/IP, schede audio, interfaccia video o domotiche - oltre a risultare spesso inadeguata e poco affidabile, sarà certamente molto più costosa rispetto ad una piattaforma che già integra direttamente a bordo tutte le funzionalità IP, web-server e mappe grafi che per verifica video/audio, gestione accessi, automazioni, clima, ecc.

 

Una soluzione progettata per questo livello di integrazione e convergenza IP, risulterà molto meno costosa di tutte le soluzioni che necessitano di moduli HW o SW aggiuntivi. Inoltre risulterà più performante e affidabile (anche e soprattutto per la Sicurezza della trasmissione dati in rete), molto più versatile (permettendo di mettere in rete sullo stesso indirizzo IP - statico o dinamico - innumerevoli telecamere e NVR, anche di diverse marche e modelli, purché supportino il diffusissimo protocollo Onvif e consentendo di aggiungere periferiche IP, secondo le necessità, sulla stessa rete e accessibili dallo stesso web-server).

 

Sarà anche una soluzione decisamente più comoda: vi si potrà infatti accedere da qualsiasi dispositivo fisso o mobile indipendentemente dal sistema operativo (OS per apple, android, ecc.), senza dover scaricare applicazioni dedicate e senza dover “saltare” da un web-server all’altro, da un indirizzo all’altro, per visualizzare un’altra telecamera oppure per passare dalla gestione remota dell’antintrusione a quella del TVCC, piuttosto che della domotica. Sarà inoltre una soluzione estremamente comoda grazie alla configurazione da remoto: l’installatore potrà infatti programmare/configurare tutto da un unico software. Il tutto, comodamente seduto davanti al computer. Sempre da remoto, potrà aggiornare in tempo reale, oltre al SW, anche il FW della centrale e di tutte le periferiche ad essa collegate. Sarà infine una soluzione sicura, garantita da un’architettura di sistema (compresa la parte IP) pensata partendo da consolidate esperienze in ambito antintrusione e poi sviluppata per integrare domotica e altri aspetti (e non viceversa).

 

Difficoltà dei sistemi IP?

 

In merito alle oggettive difficoltà che la diffusione di un impianto IP incontra rispetto ad uno tradizionale, va riconosciuto che in molti casi (per fortuna non sempre) esse sono da ricondursi, con gradi diversi, ai seguenti principali fattori:

 

  • scarsa capacità propositiva del distributore e della sua struttura di vendita e di supporto tecnico
  • scarse competenze di IP/Networking in generale da parte del distributore e dell’installatore
  • eccessivo “conservatorismo” e inadeguata capacità di innovarsi da parte degli operatori
  • insufficienti capacità di proposizione e vendita dell’installatore verso il cliente fi nale (quale valore aggiunto posso offrire che renda la mia offerta diversa, unica e moderna?) Si tratta di un punto essenziale: spesso infatti l’utente non è nemmeno a conoscenza del fatto che esistano soluzioni che – sebbene forse leggermente più costose - gli permettano di acquisire quel grado di libertà e sicurezza che solo una gestione remota anche da smartphone gli può dare, ovunque egli si trovi. Del resto la stessa possibilità di avere il cellulare sempre con noi ingenera sicurezza e senso di vicinanza con i nostri cari.

 

IP, crisi, opportunità

 

Sono convinto che chi oggi continua a deprezzare il mercato della Sicurezza offrendo soluzioni al ribasso e pensando che per vendere un impianto, soprattutto in periodi di crisi, sia necessario abbattere costantemente i prezzi e rinunciare ad innovarsi, commetta un grosso errore che potrebbe rivelarsi anche fatale. Come in parte stiamo già osservando, la crisi sta diventando un momento di selezione nel mercato in cui ognuno, dal produttore all’installatore, deve assumersi le proprie responsabilità, interpretando i cambiamenti nel mondo della data communication e percependo la crisi come opportunità per cambiare noi stessi e differenziarci da un’offerta dozzinale e generalizzata che presto verrà prodotta altrove.

 

Nella realtà attuale, il cliente finale in difficoltà economica e con scarsa propensione ad installare un sistema, difficilmente cambierà idea, indipendentemente dalle capacità tecniche e commerciali di chi glielo propone. Ma chi invece si decide ad acquistare un impianto di Sicurezza e/o di Domotica, nella grandissima maggioranza dei casi è disposto anche a spendere qualcosa in più se chi glielo propone è in grado di illustrargli, magari in qualche minuto di demo dal proprio smartphone o tablet, i vantaggi che egli avrebbe utilizzando una soluzione IP, anziché una soluzione di vecchia generazione.

 

Innovarsi per innovare

 

Certamente per avere successo e crescere in momenti difficili bisogna avere l’umiltà necessaria per capire innanzitutto che il mondo sta cambiando e che è giunto il momento di rimettersi in gioco con coraggio e nonostante la crisi, elevando il proprio profilo mediante l’acquisizione delle competenze necessarie per essere in grado di offrire soluzioni IP innovative. Non dimentichiamoci quanto stiano cambiando, in parallelo, la videosorveglianza con le telecamere IP, la vigilanza con la necessità, ormai condivisa, di effettuare la videoverifica da remoto via IP per la prevenzione dei falsi allarmi, il controlli accessi, la rilevazione incendi e tutti gli altri segmenti contigui all’intrusione.

 

Se non saremo in grado di rimetterci in gioco e di farlo in tempi brevi, intravvedo un possibile rischio (oppure un’opportunità?) che il modello classico di business della Sicurezza, dovendosi adeguare alle già oggi crescenti esigenze di chi nel settore produce innovazione continua, nonché alle reti sempre più veloci ed alla tecnologia LTE che avanza, si vedrà costretto a cambiare radicalmente e a cercare nuovi sbocchi,cominciando a indirizzarsi verso il canale informatico e/o delle telecomunicazioni, sia in termini di distribuzione che di installazione. In conclusione: non aspettiamo di lasciare ai posteri l’ardua sentenza ma sforziamoci di essere proattivi e, dopo questa serie di riflessioni, proviamo nuovamente a rispondere alla domanda iniziale: IP o non IP?


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