In Italia cresce l’esposizione ai rischi cyber, ma cala la consapevolezza degli utenti. È quanto emerge dalla ricerca “Cyber Barometer” rilasciata da Lexis Research e Europ Assistance.
Il quadro evidenzia un paese sempre più connesso, ma con poca cultura della sicurezza informatica. Non è un caso che oltre il 30% degli italiani abbia subito direttamente o indirettamente un attacco informatico nell’ultimo anno e il 38% si senta esposto. Sul fronte delle contromisure, se quasi l’80% protegge il PC con antivirus, restano scoperti smartphone e tablet, tra i principali vettori di attacco. Cresce invece l’adozione di strumenti più avanzati come autenticazione a più fattori e password manager.
Anche le PMI mostrano criticità: una su quattro ha subito un attacco negli ultimi sei mesi e il 41% si considera a rischio. Nonostante ciò, solo circa la metà dispone di soluzioni anti-ransomware, evidenziando un gap nella preparedness rispetto a minacce sempre più sofisticate. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale rappresenta un’arma a doppio taglio: da un lato aumenta la superficie d’attacco, dall’altro può rafforzare le difese.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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