martedì, 30 novembre 2021

W la Privacy

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Videosorveglianza: il Garante della Privacy sanziona un istituto per non vedenti

12/10/2021

I sistemi di videosorveglianza non possono essere installati in luoghi nei quali la sfera di intimità e la dignità delle persone possono essere violate. Se il sistema riprende soggetti ciechi o ipovedenti, ad esempio, non basta che questi ultimi siano informati della presenza delle telecamere attraverso mezzi tradizionali, come i cartelli che segnalano la loro presenza, devono essere utilizzati strumenti adatti, come i messaggi audio.

E' in sintesi questo il contenuto di una decisione del Garante per la privacy, che ha sanzionato una residenza per persone cieche, che si erano lamentate per l’installazione di un sistema di videosorveglianza in grado di riprenderle in momenti privati della loro vita.

Queste persone lamentavano, in particolare, il fatto che le telecamere interne inquadravano anche il corridoio che collegava i loro alloggi con le docce comuni. Le riprese, inoltre, non solo erano registrate, ma erano mostrate in tempo reale sui monitor degli operatori della portineria, comportando il rischio che tali immagini potessero essere accidentalmente viste anche da visitatori o fornitori.

I contenuti del provvedimento 

L’amministrazione dell’Istituto nel corso dell’istruttoria aveva giustificato l’installazione del sistema di videosorveglianza con la necessità di difendersi da furti e di garantire la sicurezza sanitaria degli ospiti, evitando accessi non autorizzati nel periodo di pandemia. L’amministrazione sosteneva poi che i residenti erano stati informati della presenza delle telecamere con cartelli e appositi segnali sonori.

Nel provvedimento sanzionatorio, il Garante ha sottolineato che la scelta di installare l’impianto di videosorveglianza nel corridoio che conduce alle docce lede la sfera personale degli ospiti, e che tale scelta non può essere giustificata da generiche esigenze di sicurezza, che avrebbero potuto comunque essere soddisfatte dall’Istituto con modalità meno invasive per gli ospiti. L’Autorità ha anche rilevato che l’Istituto non aveva provveduto a informare correttamente i residenti sulla presenza delle telecamere, tanto che ha affisso alla bacheca un’informativa dettagliata sul sistema di videosorveglianza solo dopo l’avvio dell’istruttoria.

La nuova informativa non era adatta agli ospiti della struttura che, eventualmente, avrebbero dovuto riceverla con un messaggio audio preregistrato, riascoltabile a richiesta.

Tenuto conto del fatto che le violazioni alla privacy sono avvenute per un periodo di tempo limitato e che le telecamere del corridoio sono state disattivate nel corso dell’istruttoria, all’Istituto - che entro trenta giorni dovrà rendere disponibile agli ospiti, anche in formato audio, l’informativa completa sul trattamento dei dati personali - è stata comminata una sanzione di 5.000 euro. 


maggiori informazioni su:
www.fedeprivacy.org



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