domenica, 24 gennaio 2021

W la Privacy

W la Privacy

Violazioni privacy, in Europa inflitte sanzioni per 307 milioni di euro nel 2020

11/01/2021

ROMA - L’emergenza sanitaria da Covid-19 non ha fermato le autorità di controllo per la protezione dei dati personali europee che, nel corso del 2020, hanno inflitto oltre 307 milioni di euro di sanzioni.

Lo evidenza il “Rapporto statistico 2020, sanzioni privacy in Europa” stilato dall’Osservatorio di Federprivacy, che ha analizzato le fonti istituzionali dei 30 paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE), rilevando complessivamente 341 procedimenti sanzionatori.

Nella classifica delle autorità più attive, risulta al primo posto quella spagnola (AEPD) con 133 sanzioni comminate a un ritmo medio di quasi una multa ogni tre giorni per un valore complessivo di 8 milioni di euro. Al secondo posto, il Garante per la privacy italiano con 35 provvedimenti amministrativi, mentre 26 sono stati quelli dell’autorità rumena (ANSPDCP).

La prospettiva cambia se, invece di contare il numero delle sanzioni applicate, se ne considera il valore economico, con l’autorità francese (CNIL) che con soli 8 procedimenti ha erogato multe pari a quasi la metà del totale (44,9%) per un ammontare di 138,3 milioni di euro. A seguire l’Italia con 58,1 milioni di euro, il Regno Unito con 45 milioni, e la Germania con 37,3 milioni.

Le motivazioni all'origine dei procedimenti 

Questi sono solo alcuni dei variegati numeri che vengono snocciolati nel report di Federprivacy, mentre quello che emerge nitidamente sono invece le motivazioni che originano i procedimenti sanzionatori, come osserva Nicola Bernardi, presidente della principale associazione italiana dei professionisti della protezione dei dati:

Nella 59% dei casi le sanzioni riguardano trattamenti illeciti di dati personali, come quelli effettuati in modo non trasparente per l’utente o senza il suo consenso. Molte imprese sostengono di avere un legittimo interesse e pensano superficialmente di essere in regola con il Gdpr, ma senza una valida base giuridica sbattono sempre più spesso sotto la scure delle autorità, specialmente quando queste ricevono molteplici reclami dagli interessati. Il mercato digitale è certamente un’opportunità per le aziende – afferma Bernardi – ma c’è necessità di sviluppare una maggiore sensibilità per i temi della privacy per operare in conformità alla normativa applicabile”.

Oltre alle violazioni dovute a trattamenti illeciti, una volta su cinque (20%) a causare le multe sono l’insufficienza delle misure di sicurezza, che spesso emergono a seguito di data breach, il mancato rispetto dei diritti dell’interessato (9%), e nel 3,8 dei casi è l’informativa sulla privacy la causa dell’infrazione.

Il settore più bersagliato per numero di sanzioni è quello delle telecomunicazioni con 69 procedimenti, mentre in termini di valore economico il più colpito in assoluto è di quello di internet e dell’e-commerce con 144,9 milioni di euro di sanzioni amministrative. A seguire le telecomunicazioni con 62,4 milioni, e il commercio e le attività produttive con 38,1 milioni.

 

 


maggiori informazioni su:
www.fedeprivacy.org



Tutte le news